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Palumbo: il Disegno
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Palumbo: Eterna Artemisia
Palumbo: Un sogno turco
Palumbo è Giuseppe Palumbo. Nel seguito lo chiamerò solo per cognome.
Un suo disegno è servito a suo tempo come testata di questo blog (qui trovate l’originale) ed è un bozzetto per il suo progetto “Anton Karas”, di cui scriveremo presto. Io e Francesca abbiamo infatti incontrato Palumbo e dedicheremo cinque post (compreso questo) ad alcuni degli argomenti toccati.
I post, riccamente illustrati con le Meraviglie di Palumbo, verranno pubblicati tutti i venerdì, in modo da darvi un po’ di bellezza in più di cui bearvi nel finesettimana.

Palumbo al lavoro (Foto Andrea Venturini)
Da mesi so che avrei dovuto spiegare i motivi per cui considero Palumbo un caso unico tra gli autori italiani di fumetti (che è solo la più completa delle possibili qualifiche di questo artista visivo). Anche così, resto in imbarazzo.
Autore colto e a tratti concettuale, popolare, crasso, volgare.
Viscerale, istintivo, anarchico, razionale, disciplinato.
Per carattere e formazione (è archeologo), rispettoso della Grande Tradizione che sa guadagnarsi le maiuscole sul campo.
Per istinto, tentato dalla vitalità eversiva e iconoclasta della sperimentazione, che pratica appena può.
Come tutti i disegnatori ama i materiali, gli strumenti, gli aspetti pratici e la manualità del mestiere del disegno: carte, matite, pennini, pennelli, pennarelli, chine, inchiostri, colori. Una materialità che non lo vincola né lo condiziona quando gli strumenti più adatti ai suoi obiettivi artistici o professionali diventano scanner, tavoletta grafica e Photoshop. Di cui a suo tempo (uno di quelli non sospetti) è diventato rapidamente un abile utilizzatore, intuendo e gestendo possibilità e limiti della digitalizzazione.
Palumbo sa usare con disinvoltura stili diversi. Diversità che anche con noi ha minimizzato ma di fronte alla quale allievi e colleghi autori sospirano.
Palumbo sviluppa e realizza qualsiasi progetto legato alla grafica e all’illustrazione: copertine e illustrazioni di libri, progetti grafici per CD e cofanetti, poster.
Palumbo rispetta le scadenze.
Palumbo sa lavorare gomito a gomito con redattori, giornalisti, grafici, fotolitisti, tipografi: capisce le loro esigenze, accetta di ricevere consigli utili per la migliore riuscita del lavoro e sa darne a ciascuna di queste figure, perché in momenti diversi della sua carriera (e a volte ancora oggi) è stato uno di loro.
Palumbo regala storie e illustrazioni a riviste e fanzine che non possono pagarle, specialmente se sono fatte da giovani.
Palumbo, quando invitato, partecipa sempre a mostre e festival snobbati da autori molto meno noti di lui, dovunque si svolgano (anche in quel paesino dell’Alta Val Tecchione da cui i vostri amici sono tornati con 27 ore di riprese in tempo reale di paesaggi mozzafiato, cime al tramonto e corolle di fiori che, teneramente, si dischiudono all’alba): seguendo le partecipazioni di Palumbo a mostre e festival ho scoperto località che non conoscevo, migliorando le mie nozioni di geografia.
È davvero difficile dare un’idea della palumbità (palumbness) senza ricorrere a nomi imbarazzanti anche per Palumbo, che per sua ammissione vi ritroverà modelli riconosciuti.
Il senso della disciplina, il rispetto per la fatica propria e altrui, il rifiuto della distinzione falsa e artificiosa tra un fumetto Alto e uno Basso, la ricerca costante, l’interesse per la Cultura e il rispetto per le culture diverse dalla propria sono quelli di Magnus.
Per parlare del suo eclettismo grafico, dell’incapacità di ripetersi, della tensione costante tra sperimentare e consolidare dobbiamo scomodare Mœbius (assai più di Pazienza, anche se Palumbo potrebbe pensarla diversamente; ma è difficile pensare a Pazienza che consolida qualcosa, mentre Palumbo semina abbondantemente e con generosità anche perché ama raccogliere; discorso diverso, che sfioreremo, è l’influenza di Pazienza sul suo approccio al Disegno).
Palumbo è considerato un maestro ormai da più di una generazione di giovani autori di fumetti, sedotti da un segno grafico potente e personale e da una sintesi unica di mestiere e fantasia, disciplina ed estro artistico.
Palumbo è bravo a insegnare, ama farlo e lo fa da anni in scuole di fumetto e corsi di formazione professionale.
Palumbo, insieme alla moglie Barbara Ferri (“l’altro 51%”), gestisce un intero studio, i relativi collaboratori e tutti i necessari rapporti con i committenti (case editrici, aziende private, enti pubblici), per non parlare delle incombenze amministrative, dello spirito d’iniziativa e imprenditoriale necessario a condurre una struttura di questo tipo, per quanto “orientata artisticamente”.
Palumbo rappresenta una mutazione dell’editoria a fumetti del nostro paese, dove questa convivenza di attitudini artistiche e professionali altrimenti distinte e spesso contrapposte non sembra avere precedenti. Vincendo le ultime esitazioni, per un paragone mi trovo costretto a ricorrere a un autore/imprenditore/manager di se stesso e di altri come Will Eisner.
Sarà un caso, ma anni fa i due hanno brevemente rischiato di collaborare e oltre a quanto sopra condividono la necessità di lasciare un’impronta personale su qualsiasi lavoro, non importa quanto commerciale, istituzionale o potenzialmente omologante. E la capacità di riuscirci.
Hanno detto di Eisner quello che ogni tanto penso di Palumbo: “Non c’è nessuno come Palumbo. Non c’è mai stato e, nei miei momenti più bui, dubito che ci sarà mai più.”
Palumbo in rete
Il sito ufficiale
Il blog di Palumbo
Il blog di Troglodita
Studio Inventario
Il blog non ufficiale www.palumbomania.blogspot.com riporta copertine, illustrazioni e materiale raro di e su Palumbo.
Tutto le immagini a corredo dell’articolo sono di Giuseppe Palumbo, Copyright © dei rispettivi detentori
Tag: Giuseppe Palumbo, Magnus, Moebius, Palumbo, Pazienza, Will Eisner



Sabato, 6 Settembre 2008 - 14:46 alle 14:46 |
Se non conoscessi Palumbo direi che questo post è smodatamente agiografico.
Il fatto è che è tutto verissimo. Anzi, Palumbo è anche qualcosa di più, anche se a dirlo fa quasi ridere.
Sono contentissima di questo ciclo di post.
Domenica, 7 Settembre 2008 - 20:27 alle 20:27 |
Andandoci così pesante per colpire (o almeno instillare il dubbio in) chi non sa o non sospetta chi sia realmente Palumbo, speravo proprio nella comprensione di chi sa.
I prossimi post, molto più illustrati e a più voci, dovrebbero risultare assai più interessanti di questo primo monologo.
Lunedì, 8 Settembre 2008 - 19:28 alle 19:28 |
andandoci così pesante? a me sembrava quasi sminuito…
però non m’aspettavo di vederti parafrasare alan moore.
un maestro come pochi, (se solo il fumetto fosse tenuto in maggiore considerazione…), palumbo è uno di quei personaggi che fanno grande il nostro piccolo mondo.
Mercoledì, 10 Settembre 2008 - 15:40 alle 15:40 |
Puro vangelo pards, Pumbo è tutto questo e molto di più. Già lo sospettavo, ora collaborandoci per un lavoro didattico ne ho la grassa conferma. Que viva Pumbo!
Mercoledì, 10 Settembre 2008 - 16:20 alle 16:20 |
E non dimentichiamoci: pumbo è sempre positivo, propulsivo e inabbattibile, averci a che fare fa venir voglia di lavorare e fa bene alla salute e spirito meglio d’uno sciroppo. Assumetene un pò ogni giorno e godetene autori, godetene.
Giovedì, 1 Gennaio 2009 - 18:45 alle 18:45 |
[...] date un occhiata ai suoi blog e a quelli che parlano di lui: Troglodita, GiuseppePalumbo, AndreaPlazzi) e comincio’ un meraviglioso periodo di frequentazioni fumettare che portarono alla [...]
Martedì, 26 Maggio 2009 - 19:55 alle 19:55 |
Tutto vero. Giuseppe è un unicum. Lo amo. Ci siamo incrociati molte volte e non perdo occasione di invitarlo a Spezia per iniziative varie.
Lui viene , sempre, e lascia il segno. Io lo ricatto con porzioni spropositate di testaroli al pesto