“ZeroTolleranza” 1 di 5

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ZeroTolleranza – Uscita, debutto e Cattani

Questo è il primo di cinque servizi con cui anticiperemo estratti da ZeroTolleranza, un volume di storie a fumetti di prossima uscita per Becco Giallo Editore a cura di Claudio Calia ed Emiliano Rabuiti. Qui a fianco, la copertina di Marco Corona.

Si tratta del quinto progetto editoriale in collaborazione con lo Sherwood Comix Festival di Radio Sherwood. A partire dal 2004, i due curatori hanno infatti prodotto ogni anno un volume antologico a tema: raccolte di storie su un argomento tratto dall’attualità sociopolitica.

Questi i volumi precedenti:

2004 Comix against Global War (autoproduzione di Radio Sherwood)
2005 Vite Precarie (autoproduzione di Radio Sherwood)
2006 Fortezza EuropaStorie di mura e di migranti (Coniglio Editore)
2007 Resistenze – Cronache di ribellione quotidiana (Becco Giallo Editore)

Gli autori delle storie sono noti e meno noti, rappresentativi della scena più nuova, vivace e fuori dal coro del fumetto italiano. E queste antologie rappresentano di fatto una sorta di punto della situazione su “chi”, “come” e “in che modo” cerca di fare fumetto oggi in Italia, soprattutto – e non solo per necessità – al di fuori delle realtà editoriali ufficiali e praticando preferibilmente l’autoproduzione.

A partire dalla settimana prossima, mi guarderò anch’io un po’ intorno insieme a voi, sbirciando dietro le quinte di ZeroTolleranza: un autore, una storia o magari una scelta ponderata di tavole, senza troppi vincoli di formula. Insomma, qualsiasi cosa serva a conoscere meglio questo bel momento editoriale.

Alla fine di questo post troverete un primo assortimento di tavole tratte dal volume, ma fate e i bravi e invece di correre subito a guardarle, guadagnatevele leggendo tutto quello che c’è prima.

Per incoraggiarvi, un piccola anticipazione: il grande Sergio Ponchione che si mette alla prova – successfully, it must be said – sulla distanza classica e difficilissima della tavola autoconclusiva.

Sergio Ponchione per ZeroTolleranza

E già che ci siamo, vi ricordiamo questa cosa, che troverete all’interno del volume:”Tutte le storie e i disegni di ZeroTolleranza sono rilasciati con licenza Creative Commons per poterne consentire la diffusione e la condivisione da parte dei lettori a fini non commerciali e riportandone l’origine.” Ed è in questo spirito che li riprodurremo nei nostri post.

INTERVISTA A CLAUDIO CALIA ED EMILIANO RABUITI
L’intervista è stata condotta nel maggio 2008 via posta elettronica. Salvo diversa indicazione, la risposta è di entrambi i curatori.

In mancanza di colpi di genio, comincio chiedendovi com’è nato questo progetto che portate avanti ormai da diversi anni, e se lo pensavate così o è cambiato lungo la strada.

Emiliano Rabuiti Tutto nacque, se non ricordo male, da un’e-mail che mi mandò Claudio dopo esserci conosciuti al Leonkavallo di Milano, all’ultima (purtroppo!) edizione dell’Happening Underground. Mi pare fosse il 2003…
Claudio militava già in Radio Sherwood e mi chiese se per caso mi andava di pensare a qualcosa legato al fumetto, quello indipendente, da proporre alla Radio per il festival estivo.
Mi ero trasferito a Roma da poco (sono di Ferrara) e fui entusiasta da subito: amo i fumetti, e mi veniva data la possibilità di organizzare qualcosa con Radio Sherwood, a cui facevo riferimento come area politica quando abitavo al nord.
Abbiamo cominciato a scambiarci e-mail e da lì è nato tutto. Allora come oggi, il punto chiave è quello di fare interpretare agli autori coinvolti, a fumetti, argomenti portati avanti dal “movimento” nei mesi precedenti. E di far circolare il fumetto tra chi non è necessariamente già un lettore

Claudio Calia Sì, ci siamo conosciuti a Milano nel 2003, all’ultimo Happening Underground. Emiliano era allo stand del Centro Fumetto Andrea Pazienza e io giusto accanto, su un tavolo da cui proponevo un paio di mie autoproduzioni messe insieme per quell’occasione. Abbiamo individuato subito un’identità di vedute soprattutto sulle cose del mondo esterno al fumetto, e da lì è nata la nostra amicizia, sfociata in pochissimi mesi nel progetto e nella redazione di Comix Against Global War per il Festival di Radio Sherwood del 2004. In un certo senso, Emiliano è stato quello che mi ha fatto capire come mettere a frutto le possibilità che mi provenivano dal lavoro in Radio e che non avevo considerato: da un lato, creare uno strumento per dare visibilità a un certo tipo di fumetto; dall’altro, fare arrivare il fumetto alle tante persone che passano per il Festival della radio (circa 100.000 presenze nell’arco di un mese), diffondendo questo linguaggio al di fuori dalla cerchia in cui circola di solito. Quello che all’origine non potevamo aspettarci è stata la veloce evoluzione del progetto: Vite Precarie ospite in forma di “mostra ufficiale” a Romics nel 2005, grazie all’impegno del Centro Fumetto Andrea Pazienza; poi, grazie a Dario Morgante, la prima uscita in libreria, Fortezza Europa con Coniglio Editore, e l’espansione in termini di “peso”, numero di pagine, storie e autori coinvolti dell’ultimo Resistenze.

Le ultime edizioni sono in effetti dei “balenotteri” parecchio corposi, con tantissime storie, necessariamente molto diverse per qualità grafica e di scrittura. Vi è capitato di ricevere un contributo “imbarazzante” e a vostro parere non pubblicabile? Per motivi artistici, perché fuori tema o magari per orientamento politico.

ER In linea di massima no. Solo una volta abbiamo scartato una storia, che accomunava il movimento dei disobbedienti con quello dei naziskin. Sinceramente ci sembrava eccessivo. L’autore ha capito le nostre motivazioni e ci ha dato pure ragione.
Certo, alcune storie che alla fine sono state pubblicate, ci hanno soddisfatto meno di altre, per taglio grafico o contenuti.
Però è anche il bello delle nostre antologie: dare la possibilità agli autori che coinvolgiamo di esprimersi con una propria poetica. Non ci interessa fare un manifesto politico a fumetti, ma dare spazio ad autori che secondo noi possono affrontare un determinato argomento.

CC Su questo non la penso proprio come Emiliano. Per cominciare, quel riferimento all’unica storia non pubblicata in Resistenze è un po’ troppo tagliato con l’accetta. L’autore in questione metteva sullo stesso piano un sacco di cose, tra cui quelle citate da Emiliano, e pubblicarla ci era sembrato fuori posto per il tipo di pubblico e di idea che stava dietro al volume. Un po’ come fare una storia per Blue senza tette, tanto per capirci. L’autore, tra l’altro bravissimo e che stimo, ha capito che avevamo capito che la sua era una storia volutamente provocatoria, forse troppo per l’ambito in cui sarebbe apparsa. Chiuso, e amici più di prima.
Comunque, in quattro anni una situazione simile è capitata solo una volta, e visto il numero di autori coinvolti questo mi sembra davvero eccezionale.

Vi trovate sempre d’accordo nel valutare le storie? Se dissentite, come prendete la decisioni?

ER Direi che in linea di massima ci troviamo d’accordo. Naturalmente, abbiamo anche gusti differenti, ma io e il socio ci rispettiamo molto, anche nelle scelte.
Le scelte importanti stanno però a monte, quando stiliamo la lista degli autori da coinvolgere. Direi che l’80% li decidiamo all’unanimità, il 10% li decido io e l’altro 10% li decide il socio.
Su questo punto, non ci siamo mai scazzati.

CC Be’, già il fatto che io avrei risposto in maniera diversa alla domanda precedente dovrebbe fare capire quanto andiamo d’accordo! Scherzi a parte, anche con quel margine del 10%, che può stare più o meno bene all’uno o all’altro, le scelte sono sempre state fatte insieme e condivise. Anzi, spesso autori “spinti” particolarmente dall’uno hanno prodotto storie poi entrate nella rosa dei “preferiti” dall’altro.

Negli anni che tipo di riscontri avete avuto (recensioni su siti e riviste, interviste, pareri – magari “off the record” – di amici, autori, etc.)? Avete ricevuto critiche negative?

ER Di anno in anno l’attenzione verso i nostri libri è aumentata. Parliamo di recensioni su riviste di settore e non, segnalazioni e/o recensioni su siti, anche in questo caso di settore e non. Alcuni siti ci hanno intervistati e siamo finiti anche dentro Politicomics di Federico Vergari (Tunuè), appena uscito.
In linea di massima, sia i commenti face to face che quelli scritti sono stati quasi sempre positivi. Più raramente negativi, ma in modo costruttivo, e occasionalmente negativi e con motivazioni ideologiche. Direi che il riscontro è positivo.

CC Come da obiettivo prefissato, abbiamo raccolto molto interesse all’esterno del tradizionale mondo del fumetto. Giornali, radio, mostre ci hanno però poi consentito in breve tempo di interloquire realisticamente – stiamo parlando di un progetto nato dall’autoproduzione, seppur legato ad una emittente radiofonica – col mondo del fumetto ufficiale: presenza a mostre importanti, premi, diffusione in fumetterie e librerie di varia. L’unico appunto che con l’espandersi dell’antologia sento spesso dagli autori è che alcuni vorrebbero più editing da parte nostra, riferendosi a questa o quella storia (penso soprattutto a Resistenze). Per il resto, ognuno ha una sua idea su come e cosa un libro di questo genere dovrebbe ospitare, e mi sono convinto che essere un contenitore di stili, poetiche e idee sul fumetto, spesso anche molto diversi, sia la ricchezza di questo progetto.
Per quanto riguarda le recensioni, ce ne sono state di negative e positive e per ora queste ultime sono la maggioranza. Comunque per me è già più che sufficiente che i libri riscuotano così tanto interesse.

Anche se implicitamente avete già risposto, in breve vorrei chiedervi: siete soddisfatti?

ER Direi proprio di sì. Siamo partiti con albi autoprodotti, fotocopiati insomma. Siamo passati per Coniglio Editore, ottenendo più visibilità in fumetteria. Con l’edizione 2007 e di quest’anno siamo arrivati a BeccoGiallo, una casa editrice ben distribuita anche nel circuito della varia, cosa che ci interessa particolarmente perché dà la possibilità di entrare in contatto con le nostre produzioni a persone che non entrerebbero mai in una fumetteria. In teoria, questo permette di trovare l’antologia da Palermo a Bolzano.
Ora il problema è che ci troviamo costretti a rifiutare alcuni autori. Quelli che si propongono sono tantissimi.

CC Perché, non si vede? ;-) Forse non l’ho sottolineato ma ci tengo parecchio: io, il mio socio e Radio Sherwood, con la collaborazione di Coniglio Editore prima e di Becco Giallo ora, siamo riusciti a portare in libreria un sacco di autori e di storie che quasi sempre sarebbero rimasti relegati ai circuiti distributivi non ufficiali. Questa è una grande soddisfazione.

Come nasce ZeroTolleranza?

È una risposta al concetto e alla pratica della “tolleranza zero”, inaugurata dall’ex sindaco/sceriffo di New York Rudolph Giuliani, e naturalmente subito sbarcata in Italia e adottata dai politici nostrani di entrambi gli schieramenti. ZeroTolleranza cerca di mettere “allo specchio” – a fumetti – questa malaugurata tendenza, dando voce a chi non condivide la pratica di zittire, mortificare e reprimere ogni pensiero e azione che non si identifica nelle politiche neoliberiste e conservatrici oggi dominanti.
Le storie sono firmate da una nutrita schiera di autori della scena indipendente italiana che, con forme, stili, poetiche e linguaggi differenti, esprimono la nostra intolleranza verso razzismo, rigurgiti neofascisti, proibizionismo, guerra globale e permanente, precariato lavorativo e sociale.
Gli autori sono più di 40 e rappresentano una selezione significativa di gruppi e collettivi di autoproduzione tra i più interessanti a livello nazionale, con questo rivendicando rgogliosamente le radici del progetto nell’autoproduzione.

Ecco, gli autori. Chi sono quelli di quest’anno?

Alcuni appartengono allo zoccolo duro di Sherwood Comix: autori cioè che sono con noi fin dalla prima edizione, come Manuel de Carli, Salvo d’Agostino, Stefano Misesti, Luca Vanzella e Luca Genovese, Davide Reviati.
Altri si sono aggiunti durante gli anni: Massimo Perissinotto e Maurizio Ercole, Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, Alberto Corradi, Paolo DiOrazio e Massimo Semerano, Alessandro Lise e Alberto Talami, Manuele Rosso, Rocco Lombardi, Giovanni Di Gregorio e Claudio Stassi, Sergio Algozzino, Liri Trevisanello e Andrea Longhi, Hannes Pasqualini, Armin Barducci, Gianluca Romano, Maicol e Mirco, Luana Vergari e Laura Camelli, Andrea Antonazzo e Anna Ciammiti, Tuono Pettinato, Dr. Pira, Hurricane Ivan, Matteo Fenoglio, Francesco Cattani, Alessio Spataro e Salvo Santonocito.
Poi naturalmente ci sono autori con cui lavoriamo per la prima volta: Alvise Rossi, Grazia LaPadula, Antonella Toffolo, Mauro Cicarè, Francesco Matteuzzi, Andrea Vivaldo, Moz aka Officina Infernale, Vincent Filosa, ZeroCalcare, Mais2, Davide Pascutti, Sergio Ponchione e infine Marco Corona per la copertina.

I CURATORI

Claudio Calia (Treviso, 1976) vive e lavora a Padova. Esordisce nel mondo del fumetto autoprodotto e successivamente pubblica sui quotidiani Il Gazzettino (Treviso) e L’Ora (Palermo). Nel 2006 Tarantola Edizioni ha ristampato le sue autoproduzioni Nuvole e I Baccanti. Ha partecipato a diverse antologie, tra cui Nonzi (Edizioni Interculturali), Monstar 1 e 2 (Nicola Pesce Editore), Mono (Tunuè) e di alcune è stato co-curatore, come Lucio Fulci – Poeta del macabro (Nicola Pesce Editore) e Freak City (Ferrara Edizioni). Per Becco Giallo Ha pubblicato Porto Marghera – La legge non è uguale per tutti (Premio Carlo Boscarato 2007 come “miglior libro a fumetti”) e il recentissimo libro-intervista a Toni Negri È primavera.

Emiliano Rabuiti (Ferrara, 1973) vive e lavora a Roma. Ha collaborato con le riviste Fumo di China, Hamelin, La Nuova Ecologia e Terzo Occhio. Collabora con il Centro Fumetto Andrea Pazienza e con la rivista Schizzo idee. Cura la rubrica Gli Invisibili sul mensile Scuola di Fumetto e la rubrica a fumetti “Via d’uscita” su La Nuova Ecologia. Ha curato le mostre Varie Umanità – La contemporaneità nel fumetto indipendente e Nouvelle Graphique Romana presso la Sala Santa Rita, e Antonella Toffolo – Gina Cammina presso la Casa della Memoria e della Storia di Roma.

ZEROTOLLERANZA GALLERY

Un po’ di incipit assortiti: la prima pagina, e solo quella, da alcuni racconti della fatica di Calia & Rabuiti. I nomi sono quelli degli autori.

Tutte le storie e i disegni di ZeroTolleranza sono rilasciati con licenza Creative Commons per poterne consentire la diffusione e la condivisione da parte dei lettori a fini non commerciali e riportandone l’origine.

Davide Reviati
Davide Reviatiper ZeroTolleranza
Matteo Fenoglio
Matteo Fenoglio per ZeroTolleranza

LASCIAMI ANDARE di Salvo D’Agostino

CANI PER NESSUN GREGGE di Paolo Di Orazio e Massimo Semerano
Paolo Di Orazio e Massimo Semerano per ZeroTolleranza

SECONDO AVVENTO di Francesco Matteuzzi ed Emanuele Rosso
Francesco Matteuzzi ed emanuele Rosso per ZeroTolleranza
Luca Vanzella e Luca Genovese
Luca Vanzella e Luca Genovese per ZeroTolleranza
DON’T SELL DRUGS… AND NEVER FEED THE SQUIRRELS di Hannes Pasqualini
Hannes Pasqualini per ZeroTolleranza

EFFETTIVAMENTE di Stefano Misesti
Stefano Misesti per ZeroTolleranza

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6 Risposte to ““ZeroTolleranza” 1 di 5”

  1. mario964 Says:

    Yo bro’
    where are thou all over these miserable years?
    Do you remember the “Elektra Magazine” alcion days?

    Mario Uccella
    http://www.lebrigatedellamortewordpress.com

  2. Andrea Plazzi Says:

    …Mario, che terra tieni? Stammi in gamba

  3. mario964 Says:

    Tengo una terra molto, ma molto, ma molto vicina alla tua Bologna, Andre’
    Sono undici e dico UNDICI anni che vivo a Reggio Emilia…
    Abbasta?

    Mario

  4. hanzolo Says:

    Bella l’intervista e grazie per aver postato la mia tavola! :)
    Hannes

  5. bombo! Says:

    complimenti a tutti, ma complimenti anche ad hannes! ;)

  6. Ode al rondaro | Conto alla rovescia Says:

    […] by bonz Dedicata al poveta Giuseppe Giacobazzi, da cui ho scopiazzato la prosa, e agli autori di Zero Tolleranza, da cui ho scopiazzato il finale   nell’immagine l’unico leghista che […]

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