Archive for the ‘Altro’ Category

Neanche Springsteen

giovedì, 7 febbraio 2013 - 16:23

O Bob Dylan, che il Neverending Tour a Leo Ortolani fa un baffo. Proseguendo nello scoppio di vitale dinamismo che negli ultimi mesi lo vede insolitamente (e fortunatamente per noi) presente sul territorio (almeno in confronto alla clausura stretta a cui si è attenuto negli ultimi anni), Leo Ortolani si transustanzierà al cospetto delle folle plaudenti giovedì 14 febbraio (qui tutti i dettagli). L’occasione è eminentemente educativa, anche se Leo per primo augura a tutti di avere di meglio da fare in quella data, e in altra compagnia.

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LUCCA COMICS AND SCIENCE 2012 – THE AFTERMATH

lunedì, 19 novembre 2012 - 14:06

La faccio breve e linko solo questo intervento sull’oggetto del post, il mio giocattolone preferito di quest’anno, che Gianluigi Filippelli ha scritto per LoSpazioBianco (ultimo solo in ordine di tempo e tra i primissimi posti per documentazione e spazio che riserva all’argomento; c’è anche un’intervista a Roberto Natalini, mio complice nella produzione del giocattolone suddetto).

LUCCA 2012 – Lucca Comics and Science 2012[4]

venerdì, 12 ottobre 2012 - 09:00

Francesca Riccioni è una editor specializzata in pubblicazioni scientifiche, laureata in fisica a Pisa. Per Lucca Comics and Science partecipa a due incontri: quello di giovedì 1 novembre sulla divulgazione della scienza e naturalmente quello di sabato 3 novembre su Alan Turing.
“Naturalmente” perché insieme al talentuosissimo Tuono Pettinato (anche lui della partita, ça va sans dire) è autrice di ENIGMA – La strana vita di Alan Turing (Rizzoli-Lizard), volume a fumetti di prossima uscita sulla  vita tormentata e per certi versi struggente del geniale matematico inglese, padre fondatore della moderna informatica, dell’idea stessa di “intelligenza artificiale” e di un bel po’ di altre cose. Francesca ci invia alcune considerazioni sulla scienza che insieme agli relatori svilupperà nel corso dei due incontri.

Il mondo della scienza è ricco di storie umane e offre spunti di indagine psicologici e giornalistici che non hanno nulla da invidiare alla letteratura di massa. Traslare la scienza su un piano letterario la libera della sua impenetrabilità; il tradizionale aspetto didattico e specialistico è veicolato dalla narrazione e viene percepito come un evento collaterale, un erudito cammeo che entra in relazione con il fruitore in maniera indiretta, senza che siano necessarie particolari nozioni scientifiche. In questo modo, al pubblico è possibile recepire il contenuto scientifico su vari livelli: dalla consapevolezza dello stakeholder alla sorpresa dell’incuriosito beginner, chiunque può leggere la scienza sotto una luce nuova. (Francesca Riccioni)

LUCCA 2012 – Lucca Comics and Science[1]

venerdì, 5 ottobre 2012 - 11:00

Lo sapevate che adesso c’è una cosa un po’ strana di cui parla la testatina qua sopra? Seguite il link, fatevi un giro che poi ne riparliamo presto. Garantito.
E sì, il disegnino è di Tuono Pettinato. ‘Nuff said.

Tutela legale del fumetto: intervengono Leo Ortolani e Silver

mercoledì, 8 febbraio 2012 - 21:15

Questo incontro organizzato dalla Fondazione Forense Bolognese (organismo dell’Ordine degli Avvocati di Bologna) normalmente sarebbe riservato ai soci dell’Ordine.
La popolarità degli ospiti e la collocazione presso il prestigioso museo MAMbo hanno però suggerito agli organizzatori una formula tutta particolare e semi-pubblica: la sala del Convegno resta riservata agli avvocati dell’Ordine, mentre l’eventuale pubblico potrà seguire l’incontro in videoconferenza, da una sala apposita (e qualsiasi sala del MAMbo è bellissima).
È comunque consigliata la registrazione online sul sito della Fondazione.

È importante anche il ritorno

venerdì, 3 febbraio 2012 - 14:00

Credo che sia vero per tutti i viaggi e ancor di più per uno come questo, di cui abbiamo parlato in altri due post (qui e qui).
Si tratta naturalmente di un singolo aspetto, tutto italiano, di un grande evento internazionale, ampiamente documentato online (“Auschwitz 2012”, anche senza le virgolette), oltre al video in apertura e a questo che segue (di cui mi lascia perplesso il commento musicale a rischio di patetico, pur essendo ovviamente il lavoro di persone sincere e coinvolte):

I miei ringraziamenti (non di rito) vanno prima di tutto alla Fondazione Fossoli, e in particolare a Marzia Luppi e a Silvia Mantovani, a cui devo l’invito e prima ancora l’idea – che a me non sarebbe mai venuta – che avrei potuto intervenire in maniera interessante per i Ragazzi del  Treno (è giusto scriverlo così, con le maiuscole).

Di certo non mi sarei aspettato un incontro come quello di mercoledì 25 gennaio, nell’ambiente per me inedito di un vagone ristorante affollato di studenti e docenti della provincia di Modena, con un impianto di amplificazione che funzionava solo reggendo contemporaneamente due diversi microfoni con torsioni di anulari e pollici opponibili che neanche Segovia: si è parlato di parole (lo strumento del mestiere di ogni traduttore) e soprattutto di “parole che offendono”, per cercare di capire cosa sono esattamente, come nascono e se proprio sono le uniche possibili nelle discussioni – anche accese – che inevitabilmente nascono dalle differenze (di qualsiasi tipo).

Il pregiudizio svolge un ruolo fondamentale nella produzione di atteggiamenti discriminatori e a sua volta è alimentato e produce – in un circolo vizioso pericolosissimo e difficile da spezzare – “parole che offendono” che non andrebbero usate per pura imitazione e delle quali occorre essere almeno consapevoli.
Cosa c’entra questo col fumetto, la mia occupazione principale? Potete farvene un’idea leggendo – per esempio – un libro di Will Eisner, uno qualunque (magari cominciando da qui, proseguendo qui e approfondendo qui). Poi ne parliamo.
Non ho visto i presenti cadere da letti agganciati al soffitto, nella miglior tradizione del dibattito fantozziano, né portarsi in massa verso gli scompartimenti attigui (come avrebbero potuto), quindi spero che il tutto abbia avuto un suo perché.

Sono stato molto fortunato con i compagni di viaggio e di scompartimento, tutti più esperti di me, per non parlare della simpatia personale, e qui mi fermo perché a una certà età bisogna tenere d’occhio la glicemia: Luca Brini, inarrestabile operatore di TRC ModenaAndrea Piazzola, guida al Campo di Fossoli (chiedete di lui se vi capita di visitare il campo, come vi consiglio); lo storico e critico cinematografico Carlo Saletti, spietatamente esperto in all things Auschwitz, autore di vari titoli sull’argomento (questa guida può interessare ed essere utilissima a tutti, prima di passare a testi d’approfondimento), attivissimo divulgatore ed evidente bon viveur.

Per apprezzare Paolo Nori non avevo bisogno di fare questo viaggio ma la sua serata presso il Cinema Teatro Kijow di Cracovia è stata stupefacente: Paolo ha letto un suo testo in una stesura ancora inedita (la lettera di un uomo anziano che rievoca fatti importanti della sua vita), con effetti drammaturgici spiazzanti.
Non sono certo che si possa dire che Paolo “recita” quando legge un testo il cui protagonista non ha nulla a che vedere con l’autore, che per propria ammissione in questo caso non vuole essere confuso con l’io narrante di tanti altri suoi lavori. Di certo, la ben nota capacità di Paolo di rendere – e declamare – la lingua parlata in un particolarissimo flusso di coscienza, è certamente quella di un bravo attore, in grado di raggiungere una tensione emotiva fortissima. Specialmente nel finale, che ha strappato una lunga standing ovation a una platea giovanissima, per altri versi turbata da un testo che si potrebbe pensare molto lontano dalla sensibilità degli adolescenti.

L’avventura del Treno è stata seguita e documentata da Claudia Benatti della Gazzetta di Modena. che per tutto il viaggio ha incessantemente seguito, scritto e pubblicato la cronaca dei momenti più importanti. Al rientro mi sono letto tutto e ho ritrovato esattamente quello che avevo visto, e anche molto di più (contrariamente a me, che in viaggio spesso divento pigro, Claudia era evidentemente ovunque…), nonostante la mia insofferenza per la lettura a monitor. Non saprei fare miglior recensione al lavoro di Claudia, che – lo dico da lettore di giornali, con una passioncella strana e un po’ perversa per le cronache locali di città diverse dalla mia, delle quali evidentemente mi manca il contesto della maggior parte delle notizie – è andato al di là delle esigenze immediate e dell’ovvio interesse di una testata locale per un evento di portata internazionale così intimamente legato al territorio.
E ci possono stare anche i momenti di stanca, via.

Niente parolacce, siamo corretti

mercoledì, 25 gennaio 2012 - 08:00

Non nel senso di politicamente corretto, per carità. Almeno, non se “politicamente corretto” è l’anticamera di un’edulcorazione eufemistica del linguaggio destinata all’ipocrisia. E, peggio ancora, a sterilizzarlo  a morte (perché, lo sappiamo, senza un po’ di batteri non si può vivere e il destino dei maniaci dell’igiene è ammalarsi, o diventare ipocondriaci, se c’è differenza).
Dove? A bordo del treno di cui abbiamo già parlato. In compagnia di Paolo Nori, Carlo Lucarelli, Giardini di Mirò e Carlo Boccadoro, tra gli altri, oltre ovviamente che dei tantissimi studenti di Modena a provincia (centinaia) a cui il progetto è rivolto specificamente.
Il tutto dal 25 al 30 gennaio.
E tranquilli: non ci saranno aggiornamenti e post in tempo reale.

Stereotipi e pregiudizi

giovedì, 5 gennaio 2012 - 14:10

Sono all’origine dei nostri istinti più violenti e dei momenti più bui del XX secolo. Razzismo e antisemitismo se ne nutrono e in qualsiasi linguaggio la loro rappresentazione è un momento delicato di ogni narrazione.
A questo, nel fumetto si aggiunge una sorta di “stigma visivo”, dato dall’immediatezza con cui il disegno è in grado di rappresentare luoghi comuni e cliché etnici (il tedesco biondo e ciccione, l’italiano che parla con le mani, l’africano col labbrone, l’ebreo col naso adunco) che concorrono alla formazione e alla diffusione del pregiudizio.
Le esigenze della satira e della critica sociale e politica – inscindibili da una piena libertà d’espressione e facilmente portate al dileggio, alla derisione e ovviamente alla caricatura – complicano ulteriormente la questione.
Questione ben presente nell’opera di Will Eisner e naturalmente nel Maus di Art Spiegelman.
Se ne parla martedì 10 gennaio alle ore 15.00 insieme a Enrico Fornaroli dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. L’occasione è la serie d’incontri Un treno per Auschwitz organizzata dalla Fondazione Fossoli di Carpi (MO) e il luogo è l’Aula Magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore Primo Levi di Vignola (MO).
Info: 059 688272 / fondazione.fossoli@carpidiem.it

2011 in review

domenica, 1 gennaio 2012 - 00:47

Una curiosa iniziativa di WordPress: chi non teme l’ansia da prestazione può mostrare a tutto il mondo quant’è lungo l’elenco delle persone che frequentano il suo blog, con vari tipi di statistica.
Per puro senso dell’umorismo – e perché la grafica pimpeggiante mi piace assai – condivido con voi i numerelli di questa piccola cosa dove ogni tanto vi trovate a passare.


Click here to see the complete report.

Un paio di presentazioni feroci

martedì, 18 ottobre 2011 - 12:41

Del libro abbiamo già parlato. Ora viene il bello, con alcune presentazioni che Leo farà nei prossimi giorni. Per ora sono solo due, per cui siete avvertiti: organizzatevi e passate parola agli amici.
Milano – Giovedì 20 ottobre, h. 18.30 Libreria Feltrinelli, Corso Buenos Aires 33 (info: 02 2023361)
Bologna – Martedì 25 ottobre, h. 18.00 Libreria Feltrinelli, P.zza di Porta Ravegnana 1 (info: 051 266891-261392)

“Due figlie e altri animali feroci” – Il book trailer

giovedì, 22 settembre 2011 - 10:57

Online sul sito dell’editore anche la scheda ufficiale ed estratti dal libro

“Un libro… scritto?”

mercoledì, 21 settembre 2011 - 09:00

È la domanda che mi fanno quasi sempre quando dico che è uscito Due figlie e altri animali feroci – Diario di un’adozione internazionale, il primo libro (in prosa) di Leo Ortolani.
Quasi tutti i lettori di questo blog leggono fumetti, sanno chi è  Leo Ortolani e in questo senso la domanda di cui sopra è legittima: infatti di libri a fumetti Leo ovviamente ne ha già fatti (anche se meno di quanto si potrebbe pensare: Leo preferisce uscire in edicola con i suoi amati giornalini, discendenti diretti di quelli con cui è cresciuto).
Tornando a noi: sì, un “libro scritto”.

Ma partiamo dall’inizio.

Leo ha sempre dato tanta, tantissima confidenza al suo pubblico, parlando non solo di fumetti ma anche di se stesso e della sua vita personale, di cui i lettori sanno molto di più di quella di tanti altri autori. Per esempio, chi legge Rat-Man impara molto presto che Leo è geologo, visto che trova sempre il modo di infilare un riferimento o una battuta in tema (“si direbbe una granodiorite…”; e in realtà questa battuta mi data pesantemente, perché fu una delle prime, tanti anni fa).

Così, molti lettori sanno che nel 2010 Leo e sua moglie Caterina sono diventati genitori di due strepitose sorelline, Johanna e Lucy Maria, che oggi hanno 4 e 6 anni. Un po’ c’era quest’offerta 1×2, un po’ è capitata l’occasione, fatto sta che le hanno prese già un po’ grandicelle per andare subito al sodo, perché quando il gioco si fa duro, eccetera eccetera.

Avete già capito che Leo e Caterina le due sorelline le hanno adottate e a questo scopo hanno fatto anche un bel viaggetto, diciamo, 20.000 chilometri tra andata e ritorno. Infatti, Johanna e Lucy Maria erano (sono!) tanto speciali che l’offerta era valida solo in Colombia.
Dalla Colombia Leo e Caterina tenevano informati gli amici e i parenti con mail bellissime e divertentissime su quello che succedeva tutti i giorni, e sui progressi con questi due animali strani e ferocissimi con cui cercavano di fare la conoscenza. Mail talmente belle e divertenti (e utili, se anche voi volete adottare degli anim… dei bambini) che anche un editore grande e importante come Sperling & Kupfer, dopo avere riso un sacco ha detto: “Be’, io quasi quasi ci farei un libro. Tra l’altro, è il mio mestiere, quindi, Leo, se va bene a te…”

A Leo andava bene, ed eccolo qua il libro. Ed è proprio quello che dice il titolo, mica come i trailer dei film: il diario di un’adozione internazionale, quella di Leo, Caterina, Johanna e Lucy Maria, con tutti i suoi problemi, i drammi, i pensieri, le gioie e naturalmente il trionfo finale.

E naturalmente ci trovate un bel po’ di vignette e anche pagine a fumetti. Perché lo so che ve lo siete chiesti per tutto il post.

Memoria a fumetti su “Il Mulino”

venerdì, 9 settembre 2011 - 18:00

Esce in libreria in questi giorni il nuovo numero della rivista Il Mulino, con un mio articolo dal titolo “La memoria a fumetti”.
Per “memoria” si intende naturalmente la Memoria, cioè ogni forma di ricerca e studio sulla Shoah, insieme a tutte le iniziative che oltre a questa commemorano “le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato vite e protetto i perseguitati.” (dal testo della legge n. 211 del 20 luglio 2000 a istituzione della “Giornata della Memoria” in data 27 gennaio, giorno dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz).

Come i lettori di questo blog sanno bene, per quanto mi riguarda ogni occasione è buona per parlare di fumetto – un segmento del traballante mercato editoriale costantemente a rischio di atrofizzazione – in qualsiasi situazione in cui altrimenti non accadrebbe.
L’ho fatto in scuole, biblioteche, musei, Istituti di Cultura, festival letterari, cinematografici e trash (anche di fumetto, ma naturalmente non vale), centri sociali, case occupate e campi profughi. Così, non mi faccio sfuggire l’occasione di parlarne sulla carta stampata (sì: stiamo parlando di una rivista stampata, con carta e inchiostro).
Se poi mi viene il dubbio che non se ne parli per prevenzione culturale, ci vado a nozze: un pezzo precedente (sempre per Il Mulino) parlava proprio di questo, prendendosela un po’ con la moda di un termine sostanzialmente inutile da tempo prevalente nella comunicazione generalista e quindi più visibile di “fumetto” al lettore non specializzato ma potenzialmente interessato a proposte “di taglio alto” (eufemismo di uso corrente per “né Tex né Topolino”).

Questa volta però ho recalcitrato, cogliendo ogni occasione per rimandare da un numero all’altro: impegni personali e imprevisti a parte (che non mancano mai), il motivo dominante era ovviamente la preoccupazione per la portata intimidente dell’argomento, oltre che per una produzione a fumetti che su questo argomento probabilmente non brilla (parlo ovviamente del mio orizzonte di lettura: sarei felice se mi fossero sfuggiti titoli interessanti).
Alla fine, insieme al Redattore Capo Bruno Simili si è cercato un qualche equilibrio tra approfondimento e sintesi informativa, a beneficio di un ipotetico lettore-tipo della rivista.
Spero di averlo trovato (l’equilibrio ma anche il lettore) in un rapido excursus di titoli e nel confronto tra tre opere che si sono confrontate esplicitamente con Auschwitz e la Shoah: Maus di Art Spiegelman (…evidentemente), Anne Frank – La biografia a fumetti di Sid Jacobson Ernie Colón e Auschwitz di Pascal Croci.
Un altro criterio è stata la reperibilità delle opere: trovo importante che il lettore possa eventualmente procurarsi i libri di cui si parla e ho citato solo titoli in catalogo reperibili in libreria. Una concessione all’attualità editoriale che un articolo strettamente scientifico può permettersi di trascurare.
Si tratta di una scelta limitatissima e quasi arbitraria (Yossel dove lo mettiamo?), col merito – spero – di circoscrivere molto il discorso, permettendo di argomentare agilmente una semplice tesi: la difficoltà dell’argomento imbarazza molti autori fino a “costringerli nell’angolo” e li induce a rifugiarsi nel didascalismo e nella vocazione didattica, rinunciando a sfruttare in pieno le potenzialità linguistiche ed espressive del linguaggio-fumetto. Altri, invece, accettano di correre il rischio e di provarci, centrando il bersaglio.

A seguire, il pezzo (troppo lungo per leggerlo a monitor: potete scaricarlo anche da qui).

(more…)

Matematica un po’ Madd

domenica, 28 agosto 2011 - 10:00

Ovviamente è agosto per tutti, compreso MaddMaths, illustre sito di divulgazione e informazione sulla matematica applicata.
E quando le maglie delle notizie si allargano ecco che si infilano cose come questa intervista, che scoperchia un po’ di altarini…
Ma ci sono anche delle vignette di Leo Ortolani, condizione sufficiente per divertirsi (il mio teorema più importante).

I nazisti del quartierino

mercoledì, 24 agosto 2011 - 23:01

Cronaca, altro che cinema.

Sapete di una bluesmobile usata? Anche senza accendino e – soprattutto – senza dimenticare i sentimenti e, certo, il potere della satira.
Anche se…

In effetti siamo in agosto

domenica, 21 agosto 2011 - 22:30

Parmi nous, amici abruzzesi confermano: a loro il terremoto bastava e avanzava.

Ridete pure… Da provare. Tra l’altro, devo avere in casa qualcosa del genere…

Si parlava l’altro giorno con Fabio Gadducci di come alla fine quello che conta nella vita è metterci la faccia. E dei blog fumettistici italiani.
Per il resto, Cuore manca sempre tanto a tutti e due.

La calunnia è un venticello? Lanciamo aeroplanini di carta

giovedì, 4 agosto 2011 - 14:00

Esemplare post di Daniele Barbieri, bene al di là di piccole vicende non importanti nel mondo (vabbe’, stiamo larghi) del fandom fumettistico italiano online a cui fa riferimento nel finale.
Invidierò sempre la capacità di sintesi di Daniele: chissà se è possibile scrivere così senza occuparsi di semiotica (che la sola idea mi fa venire voglia di studiare Teoria delle Stringhe, non so se mi spiego)…?
Al fatto che alla fine si ricasca sempre dalle parti di Will Eisner non faccio quasi più caso.

Questo è Foster Wallace

lunedì, 6 giugno 2011 - 19:30

Grazie a Giacomo della Libreria Golconda (un libraio che potete solo augurarvi) sono orgoglioso possessore di una raffinata edizione originale di This Is Water, il saggio di Davide Foster Wallace che in edizione italiana dà il titolo alla raccolta di scritti brevi Questa è l’acqua. Si tratta un discorso pronunciato da Foster Wallace nel 2005, davanti agli studenti del Kenyon College a chiusura dell’anno accademico.
Non è molto lungo ed è stato portato a una dimensione pubblicabile da un apprezzabilissimo lavoro di impaginazione, con un’elegante linea grafica che riporta in ogni pagina un singolo paragrafo, anche solo di una riga (sia detto per inciso, è rassicurante che l’editoria ufficiale e – non proprio ma quasi – di massa riesca ancora a curare prodotti con queste caratteristiche).

This Is Water è un esempio perfetto della lucidità e della tersa chiarezza del pensiero di Foster Wallace, inscindibili dalla sua prosa, che non saprei come chiamare se non spietata: non ci sono sconti al rigore dei ragionamenti, né margini per ambiguità o autoindulgenza nel periodo di Foster Wallace (che produce effetti stupefacenti in un suo libro di argomento logico-matematico necessariamente tra i meno frequentati).

Quasi più che un compito arduo (e lo è spesso), tradurre tanto nitore logico in italiano rappresenta inevitabilmente una sfida, per i tantissimi motivi che vengono sempre ricordati e riassumibili così: la nostra lingua è intrisecamente più propensa dell’inglese alla sfumatura e alle zone grigie del discorso.
Vi propongo a seguire un brevissimo estratto dal volume (certamente molto meno del 15%), con una mia proposta di traduzione, entrambi scaricabili anche da qui.

In the day-to-day trenches of adult life, there is actually no such thing as atheism.
There is no such thing as not worshipping.
Everybody worships.
The only choice we get is what to worship.
And an outstanding reason for choosing some sort of god or spiritual-type thing to worship – be it J.C. or Allah, be it Yahweh or the Wiccan mother-goddess or the Four Noble Truths or some infrangible set of ethical principles – is that pretty much anything else you worship will eat you alive.
If you worship money and things – if they are where you tap real meaning in life – then you will never have enough.
– David Foster Wallace, This Is Water (2005)

Nelle trincee quotidiane della vita adulta l’ateismo non esiste.
Non esiste che si possa scegliere di non adorare alcunché.
Tutti adorano qualcosa.
L’unica scelta che abbiamo realmente è su cosa adorare.
E un motivo davvero sorprendente per scegliere di adorare una qualche specie di dio o di roba spirituale – che sia G.C. o Allah, Yahweh o la dea-madre Wicca o le Quattro Nobili Verità o un qualche inattaccabile corpus di principi etici – è che più o meno qualsiasi altra cosa adoriate vi mangerà vivi.
Se adorate il denaro e le cose – se è lì che attingerete alla ricerca di un senso nella vita – allora non vi basteranno mai.

Milano: volata finale (e si sveglia anche il fumetto)

lunedì, 23 maggio 2011 - 10:45

Le elezioni amministrative Milanesi sono da tempo faccenda nazionale e focalizzano l’attenzione generale (anche la mia) bene al di là del coinvolgimento di parte dei singoli. Tra sei giorni il Sindaco uscente Letizia Moratti e lo sfidante Giuliano Pisapia si affronteranno al ballottaggio per la poltrona di Sindaco di Milano. Non è questo il blog per gli approfondimenti politici e l’analisi di come e perché tutto ciò è storico per il capoluogo lombardo e cruciale per gli equilibri politici nazionali: quello che ci interessa è come tante tensioni e tanta passione politica e civile abbiano scatenato una creatività sfrenata che si esprime principalmente sul Web e che arriva fino al mondo del fumetto, solitamente sonnacchioso e più occupato a rincorrere scadenze scadute che a seguire le vicende del mondo.

Mi riferisco all’iniziativa di Matteo Stefanelli, sociologo e fumettologo estremamente attivo, che da oggi mette online sevincePisapiastriscialaMoratti, due instant-blog dove vari fumettisti commenteranno le vicende elettorali e naturalmente le figure dei candidati (apre le danze Massimo Giacon).

A proposito di questi ultimi, impossibile non notare la promozione di Pisapia a icona del para-surreale, alla destra di Chuck Norris (anzi, suo successore tout court): ce n’è per tutti i gusti ma www.pisapiafacts.it è il mio preferito.

La virtualizzazione dei rapporti in rete

sabato, 23 aprile 2011 - 23:10


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