“ZeroTolleranza” 4 di 5

by

PIANEROTTOLUM di Andrea VivaldoGli altri post
ZeroTolleranza – 1 di 5
ZeroTolleranza – 2 di 5
ZeroTolleranza – 3 di 5
ZeroTolleranza – 5 di 5
ZeroTolleranza – Uscita, debutto e Cattani

Continuano gli appuntamenti con ZeroTolleranza, il volume a cura di Claudio Calia ed Emiliano Rabuiti per Becco Giallo Editore (giugno 2008).

Un condominio popolato da giovani e anziani, autoctoni e immigrati, famiglie tradizionali e coppie omosessuali, cristiani, musulmani o atei. Vite diverse alle prese con un dialogo impossibile, tra il comico e il paradossale, nello spazio comune tra un appartamento e l’altro.
Siamo in Pianerottolum, racconto satirico scritto e disegnato da Andrea Vivaldo. Dieci brevi episodi per mostrare l’intolleranza nella sua dimensione minima e grottesca. Dove il conflitto nasce da submovimenti e piccoli pretesti, come il semplice fastidio verso chi parla un’altra lingua.

Alcuni personaggi di Pianerottolum si esprimono in cinese, altri in arabo, romeno e persino hawaiiano. Vivaldo ha fatto tradurre ogni dialogo nella loro lingua d’origine, riducendo così la parodia linguistica allo stretto indispensabile. Risultato: lo scenario multiculturale è più veritiero e non c’è un punto di vista culturocentrico che prevale sugli altri.
Tutti i personaggi – italiani compresi – sono a loro modo “diversi”. Alieni che cercano di stabilire un contatto.

INTERVISTA AD ANDREA VIVALDO
Intervista raccolta nel giugno 2008 via posta elettronica.

Com’è nata l’idea per questa storia condominiale? È una precisa scelta quella di rappresentare situazioni che si svolgono all’ombra di ogni clamore mediatico?
Gli episodi che osservo ogni giorno, che vivo ogni giorno, non sono per fortuna quelli che fanno notizia. Eppure sono le piccole cose, le relazioni e i comportamenti che descrivono la società.
Il condominio è un microcosmo che obbliga perfetti sconosciuti a condividere, anche se a malincuore, parte della propria intimità. Spesso questa vicinanza diventa motivo di scontro. Se pensi che in Italia il 50% delle cause civili riguarda liti e controversie condominiali.
Futili motivi, possono scatenare vere e proprie faide e generare drammi. Ecco, a me non interessava parlare dei drammi, ma delle piccole cause scatenanti. Del prima, non del dopo.

La città in cui vivi, Torino, ha una lunga storia legata all’immigrazione. Quali spunti hai potuto cogliere da questo particolare luogo di osservazione in fatto di conflitti sociali e intolleranza?
L’immigrazione a Torino ha avuto due grandi fasi: la prima è quella dal sud Italia, con il suo picco negli anni Cinquanta-Sessanta, perché c’erano le fabbriche. La seconda fase è quella, più recente, dell’immigrazione da altri paesi.
Torino è la città italiana che ospita le comunità magrebina e rumena più popolose. E ultimamente è iniziata anche una forte immigrazione dal Sudamerica e dall’Asia. E non sto parlando solo dell’immigrazione clandestina, anzi, nel fumetto l’attenzione l’ho rivolta agli stranieri che a Torino risiedono e lavorano. Sempre più sovente, infatti, il collega di lavoro o il vicino di pianerottolo non ha origini italiane. Ed è proprio su un pianerottolo che ho voluto ambientare le vicende del mio fumetto.
Ho immaginato un teatrino con situazioni anche demenziali, facilmente trasformabile nello specchio di una comunità che fa scudo alle proprie paure scagliandosi contro ogni diversità.

Su questo blog abbiamo parlato dell’uso di stereotipi discriminatori in occasione dell’uscita di Fagin l’Ebreo di Will Eisner. Dovendo dare rappresentazione umoristica, o comunque macchiettistica del “diverso”, hai preso qualche precauzione o hai mai sacrificato un’idea sull’altare del politically correct?
Essere politicamente corretti o buonisti a tutti i costi è un scappatoia perché, se in questo modo si pensa di difendere una categoria, si rischia invece di far finta che le differenze non ci siano. Le differenze ci sono e sono una ricchezza culturale e di tradizioni che non va annientata.
É importante tenere conto delle differenze e conoscerle. Mi baso sulla mia esperienza: per anni ho fatto lavori in cui i miei colleghi sovente erano stranieri. Sicuramente il rapporto con loro mi ha arricchito e in più ho avuto modo di stabilire un contatto (che va dall’abbraccio al calcio in culo). Si chiama confidenza, e la confidenza porta anche a una leggerezza per cui ci si può anche scontrare senza essere accusati di farlo, ad esempio, per razzismo.
Nel tuo articolo riporti una frase presa dal libro di Eisner: “Indicare un uomo riferendosi solo alla sua razza è ‘verità’?”. Ed è proprio questo il punto, io sogno una società perfetta dove ci si possa mandare a fanculo a vicenda, non perché apparteniamo a categorie diverse, ma perché siamo singole persone diverse.
Nel mio fumetto, è vero, ho stereotipato dei personaggi ma credo di aver utilizzato quella confidenza di cui parlavo prima che permette di prendersi bonariamente in giro, appunto, sui luoghi comuni. Volevo rappresentare proprio le situazioni assurde che attorno ai luoghi comuni si vengono a creare.
Sono tutte situazioni inventate, ma vorrei chi legge dicesse: “Non mi stupirei se succedesse davvero.”

Pianerottolum potrebbe avere uno sviluppo come comic strip. Hai intenzione di dargli un seguito?
Benché ogni pagina sia studiata come un singolo episodio e lo sfondo ripetuto ricordi una comic strip, Pianerottolum funziona solo se letto dall’inizio alla fine e nell’ordine prestabilito. Questo perché sono i continui rimandi a dare senso e “colore” alle situazioni create.
Quindi, in realtà, è una storia che ha un inizio e una fine. Certo, a prima vista si presterebbe a sviluppi o evoluzioni ma Pianerottolum è basato sulla presentazione dei vari personaggi per quello che sono, non hanno altro da dirci. Però, quando si presenterà l’occasione, mi piacerebbe tornare sullo stile satirico/demenziale, ma inventandomi un’altra situazione e un altro linguaggio.

Domanda di rito: quali fumetti leggi e chi sono i tuoi autori di culto?
Leggo tantissimo, soprattutto fumetti europei e sono alla continua ricerca di novità.
Sarebbero molti gli autori che dovrei nominare, ringraziare. Ci sono opere che mi hanno suggestionato e cambiato e ne conservo il ricordo, magari inconsciamente. Ogni tanto faccio un disegno e poi mi dico: “e questo da dove salta fuori?!”, poi mi accorgo che è il risultato di qualcosa che avevo letto o visto, magari anni prima, e mi aveva colpito.

Andrea Vivaldo (Aosta, 1972) vive e lavora a Torino, dove si occupa di illustrazione, grafica e fumetto. Per la casa editrice BeccoGiallo ha disegnato nel 2006 Rina Fort (sceneggiatura di Max Rizzotto) e nel 2007 Ustica (sceneggiatura di Leonora Sartori). Per Nicola Pesce Editore ha partecipato a Monstars2 (2007) e Monstars3 (2008) con i racconti Il mostro dell’isola e Ritorno sull’isola del mostro (testi e disegni), ed è al lavoro su Voodoo Studio: L’occhio delle Ombre (sceneggiatura di Liri Trevisanello), in uscita in autunno.

Tutte le storie e i disegni di ZeroTolleranza sono rilasciati con licenza Creative Commons per poterne consentire la diffusione e la condivisione da parte dei lettori a fini non commerciali e riportandone l’origine.

PIANEROTTOLUM di Andrea Vivaldo

PIANEROTTOLUM di Andrea Vivaldo p. 1 PIANEROTTOLUM di Andrea Vivaldo p. 2 PIANEROTTOLUM di Andrea Vivaldo p. 3 PIANEROTTOLUM di Andrea Vivaldo p. 4 PIANEROTTOLUM di Andrea Vivaldo p. 5 PIANEROTTOLUM di Andrea Vivaldo p. 6 PIANEROTTOLUM di Andrea Vivaldo p. 7 PIANEROTTOLUM di Andrea Vivaldo p. 8 PIANEROTTOLUM di Andrea Vivaldo p. 9 PIANEROTTOLUM di Andrea Vivaldo p. 10

Tag: , , , , , , , , ,

4 Risposte to ““ZeroTolleranza” 4 di 5”

  1. Gian Marco Says:

    …faccio proprio l’amministratore..Fantastiche!!!! Tutte belle e veritiere..la sete e la otto poi non ne parliamo. Complimenti!!!!!

  2. Gian Marco Says:

    ..volevo scrivere la sette…oops

  3. Vivaldo Says:

    gli amministratori condominiali? santi subito!

  4. Gian Marco Says:

    ..se sei a corto di idee sappi che di aneddoti ne ho finche vuoi…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: