I maledetti del Rock

di
copertinastesaok

Copertina del Catalogo edito da Il Grifo. Disegno: Dario Borzini - "Area"

Il disegno sarà il mezzo, il rock il messaggio“, con questo proposito apre il 28 dicembre a Città di Castello (PG) la mostra “I maledetti del rock – Da Clem Sacco ai 99 Posse” dedicata alla musica italiana di rottura.

Oltre a presentare una raccolta di memorabilia, l’esposizione comprende una sezione originale costituita dai disegni realizzati appositamente da alcuni illustratori e autori di fumetti, tra cui Massimo Cavezzali, Fernando Fusco, Massimo Giacon, Tanino Liberatore, Marina Pazienza, Davide Reviati, Corrado Roi, Andrea Vivaldo. Le loro tavole sono un omaggio ai tanti musicisti che – come recita il comunicato – “non hanno accettato imperanti logiche di mercato, la censura di testi e costume, e soprattutto la sottile e implacabile opera di appiattimento culturale dei programmi tv e patinati concorsi canori.”

Alcuni nomi: Giorgio Gaber, Rino Gaetano, Demetrio Stratos, Giovanni Lindo Ferretti, Vasco Rossi.

Secondo il concept dell’esposizione, le tavole suggellano anche il rapporto tra fumetto e musica che inizia a delinearsi a partire dagli anni ’50, quando il rock come fenomeno giovanile viene associato al fumetto per teen-ager, per poi esplodere negli anni ’80 con la nascita delle radio libere e la diffusione dell’autoproduzione.

Curata da Altotevere Live e allestita a Palazzo dal Podestà di Città di Castello la mostra proseguirà fino a domenica 18 gennaio 2009. Il catalogo sarà pubblicato dallo storico editore Il Grifo e prevede contributi critici di Vincenzo Sparagna, Freak Antoni e Luca Frazzi.

Vi proponiamo in anteprima due tavole della mostra che i rispettivi autori ci hanno gentilmente anticipato. Si tratta dell’illustrazione che Davide Reviati ha dedicato a Piero Ciampi e dell’omaggio di Andrea Vivaldo a Faust’O.

A seguire una breve chiacchierata con Giuseppe Sterparelli di Altrotevere Live, l’associazione cha ha messo in piedi il progetto. Giuseppe ci ha raccontato alcuni retroscena dell’organizzazione e il suo punto di vista sulla situazione della musica indipendente in Italia.

Davide Reviati - "Piero Ciampi"

INTERVISTA A GIUSEPPE STERPARELLI (Ass. Altotevere Live)
Raccolta nel dicembre 2008

“I maledetti del rock” ripercorre un pezzo di storia recente della musica italiana, intrecciandosi, com’è naturale, con la storia del costume a partire dai grandi cambiamenti del dopoguerra. Che tipo di materiale avete raccolto e quali sono state le vostre fonti?
Si tratta di materiale originale che gli autori hanno prodotto con molto trasporto; ognuno di loro è in qualche modo legato al rock, inteso a 360 gradi. Alcuni disegnatori  sono musicisti, come per esempio Corrado Roi, ineguagliabile conoscitore della materia. Altri curano webzine sul punk. È stato abbastanza semplice trovare le persone giuste, un po’ meno per me riuscire a dirigere tutto in pochi mesi e praticamente da solo! Nella mostra verranno esposte anche memorabilia come dischi, riviste, gadgets, fumetti messi a disposizione da privati e collezionisti che conoscevamo grazie all’esperienza di organizzatori di eventi musicali.

C’è stato qualcosa che vi ha particolarmente entusiasmato trovare o ritrovare?
Abbiamo appena concluso la grafica del catalogo, che oltre alle tavole conterrà saggi di Luca Frazzi, penna di Rumore e grande critico rock, ma anche di Vincenzo Sparagna, guru e rivoluzionario dell’editoria, e di Freak Antoni. Abbiamo potuto contare su materiale iconografico di Frigidaire, Muzak, Gong, Cramps Music, Harpo’s Bazar, insomma gemme di incredibile bellezza, con tutto il fascino degli anni Settanta!

Avete assegnato voi un musicista a ogni illustratore o sono stati gli illustratori a scegliere il soggetto secondo le proprie preferenze? C’è qualche “accoppiata” che avete trovato particolarmente interessante?
Hanno quasi tutti scelto l’artista che sentivano più vicino, non sempre ritraendo ‘il musicista’, quanto le suggestioni date dai personaggi delle canzoni, come nel caso di Liberatore che ha scelto la ‘lucciola’ di Finardi, o dai testi, etc. Gli autori più giovani si sono mostrati disponibili a ‘opzionare’ più soggetti e ad accordarsi con le inevitabili commissioni degli organizzatori. Così è successo anche che alcuni disegnatori si sono innamorati di musicisti che magari non conoscevano. Un’accoppiata stimolante è stata Marina Pazienza in un personale quanto toccante omaggio a Paz, oppure Massimo Giacon che ha ricordato il mondo di Radio Alice, forse la più fantasiosa e sicuramente la più coraggiosa delle famose radio libere.

Spesso si sente dire che oggi le microtendenze hanno più potere che in passato, contribuendo a cambiare gli scenari globali. Esiste quindi ancora una “cultura dominante” contro cui scagliarsi o piuttosto, nell’era di Internet (e del cosidetto relativismo culturale), questa storica contrapposizione sta perdendo mordente?
Il web è naturalmente una risorsa per chi ha meno voce ma anche un mare magnum in cui disperdersi è facile; quando proviene da tutte le direzioni, la comunicazione può anche allontanare; quello che può salvarci da una cultura dello spettacolo così povera come quella della tv italiana è solo la presenza attiva ai concerti, a teatro… è dal ‘vedere’ nello stesso momento in cui ‘si annusa’, ovvero nello spettacolo dal vivo, che scatta la ‘scintilla’ e magari la voglia di imbracciare una chitarra e cambiare qualcosa… ancora oggi.

A proposito di scontro tra cultura istituzionale e circuiti indipendenti, cosa pensate della recente proposta lanciata da Giuliano Sangiorgi di creare una sinergia tra il MEI e il Festival di Sanremo?
Il MEI non se la passa troppo bene e deve far fronte a cambiamenti generali che colpiscono tutti i settori; preferisco che continui a esistere con qualche compromesso, piuttosto che vederla finire.
Mentalità aperta e poche barricate, sennò ci si perde nel mare magnum di prima…

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14 Risposte to “I maledetti del Rock”

  1. Luca Says:

    A proposito, di microtendenze: ho scoperto per caso che hai tradotto “Microtrends”. Com’e’? Vale la pena di leggerlo?
    Auguri,
    Luca

  2. Andrea Plazzi Says:

    Che occhio…! C’è chi guarda il nome dei traduttori dei libri? Comunque, nel merito del volume, non mi dispiace l’idea di base – “microtendenze” sotterranee che una volta raggiunta una soglia critica, che l’autore colloca intorno all’1% della popolazione, attivano cambiamenti e trasformazioni – che l’autore argomenta bene. Le categorie passate in rassegna a volte possono apparire un po’ bizzarre (il che non significa nulla di per sé, anzi, visto che parliamo di categorie ampiamente minoritarie) ma l’edizione originale lo è ancora di più (da quella italiana sono state tolte categorie “esoteriche” o molto lontane dall’orizzonte culturale italiano: “ispanici protestanti”, “pro-semiti”, etc.)

  3. claudio schirinzi Says:

    Salve, ero all’apertura domenica de “i maledetti del rock” e mi ha sorpreso molto come in delle citta di provincia come Citta di Castello o Bastia ,si producono a volte delle kermess culturali di grande spessore che per tematiche specifiche non si riescono a fare altrove. E’ un grande merito dei bravi assessori alle poliche culturali o c’è altro?

  4. Luca Says:

    Il libro m´interessava avendone letto una buona recensione su un settimanale economico. M´interessava il trattamento statistico dell´argomento. In fisica i fenomeni di transizione sono trattati con modelli di meccanica statistica e m´incuriosiva il fatto che fenomeni simili possono verificarsi anche quando le “forze” tra gli elementi del sistema sono sociali, culturali di gruppo etc. Sono fuori strada? Buon 2009.

  5. s.raule Says:

    Dai, vabbe’, non riesco a resistere: Vasco Rossi???

  6. Andrea Plazzi Says:

    Susanna, posso capire…

  7. Francesca Faruolo Says:

    Susanna, anch’io riportandolo nell’articolo ho arricciato il naso, ma poi mi sono ricordata che quando ero adolescente e vivevo in un’oscura provincia ai margini della città, Vasco Rossi era per molti ragazzi e ragazze un punto di riferimento nell’orizzonte piatto della canzone italiana, qualcuno che dava voce alla rabbia e all’ansia di ribellione. Era l’icona a fianco di Bob Marley e Jim Morrison, l’adesivo appiccicato sul baule delle ford taunus, (quelle con la coda di volpe appesa allo specchietto retrovisore).
    Secondo me, nel suo tipico modo un po’ raffazzonato, in questa rassegna lui ci sta.

  8. Andrea Plazzi Says:

    Sto revisionando bozze di un libro di Eisner (e speriamo che esca) e mi viene da dire che forse Susanna voleva dire “Vasco Rossi?!”. O persino “Vasco Rossi?!?!” (ma non so se spingermi tanto in là).

  9. Francesca Faruolo Says:

    vabbè, ci ho provato

  10. s.raule Says:

    Sì, Francesca, è stato un tentativo coraggioso che, credimi, ho apprezzato! :)
    E poi una risposta non me la meritavo nemmeno. :)

  11. Francesca Faruolo Says:

    grazie, ho un debole per le cause perse : )
    Meritavi eccome.

  12. otto gabos Says:

    in effetti per questa mostra catalogo c’ero anch’io. grazie per non avermi segnalato.
    otto gabos

  13. Andrea Plazzi Says:

    Mariotto, ti rispondo in luogo di Francesca Faruolo, autrice del pezzo, d’accordo con lei e unicamente per fare prima.
    Apprendiamo ora e da te della tua presenza e del tuo contributo alla mostra.
    Che dire…? Désolé.
    Ho verificato il comunicato ricevuto dagli organizzatori, a suo tempo nostra unica fonte di informazioni, e il tuo nome non compare.
    Volendo spezzare una lancia in loro favore, va detto che quando sono coinvolti tanti nomi la selezione è inevitabile: nessun articolo e nessun giornalista li riprenderebbe tutti.
    Se però oltre al comunicato si mettesse a disposizione una scheda completa (e qualche immagine in più, visto il tipo di iniziativa), l’onere e la responsabilità della selezione ricadrebbe, come sarebbe giusto, sugli autori dei pezzi.

  14. “Morti di sonno” a Mogliano Veneto « Andrea Plazzi Says:

    [...] tutti i dettagli qui), per presentare il volume Morti di sonno di Davide Reviati, autore di cui abbiamo parlato di sfuggita l’anno [...]

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