Un secolo di “Corriere dei Piccoli”

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Un Secolo di CdPIl 27 dicembre 2008 è caduto il centesimo anniversario del Corriere dei Piccoli (per tutti,  “il Corrierino”), una delle più importanti riviste italiane in assoluto, per longevità e influenza sul costume del paese.
Sulle sue pagine hanno pubblicato per decenni gli autori (non solo) di fumetti più importanti di sempre e un elenco anche solo parzialissimo è assolutamente impossibile.
Convenzionalmente, lo stesso giorno è stato adottato come data di nascita del fumetto italiano e ci aspetta un 2009 ricco di celebrazioni e iniziative, per coordinare le quali esiste anche un comitato di nomina ministeriale.

Apre le danze Il secolo del Corriere dei Piccoli, un volume curato per Rizzoli da Fabio Gadducci e Matteo Stefanelli.
La formula è originale: il volume raccoglie la riproduzione integrale,  “più o meno anastatica” (cioè con l’ovvia eccezione del formato, a cui vengono adattati tutti quelli adottati nel tempo dalla testata), di dieci numeri distribuiti in oltre 60 anni di vita del periodico.
Questo l’elenco completo:

n. 2, 3 gennaio 1909
n. 33, 15 agosto 1915
n. 9, 4 marzo 1934
n. 13, 26 marzo 1939
n. 1, 27 maggio 1945
n. 41, 10 ottobre 1954
n. 1, 3 gennaio 1960
n. 19, 12 maggio 1963
n. 48, 1 dicembre 1968
n. 1, 2 gennaio 1972

Antonio Rubino per il "Corriere dei Piccoli" (1913)

Antonio Rubino per il “Corriere dei Piccoli” (1913)

L’esperienza di leggere dalla prima all’ultima pagina pubblicazioni di inizio secolo e, via via, sempre più recenti ma ormai già storicizzate, dal punto di vista del costume e del linguaggio della comunicazione, è davvero unica e normalmente riservata a pochi collezionisti e frequentatori incalliti di biblioteche.
Da orgoglioso titolare di una malandata collezione completa del Corriere dei Ragazzi (testata in cui il Corrierino si trasformò proprio col numero del 1972 proposto da Gadducci e Stefanelli) e di svariati numeri del Corriere dei Piccoli, sparsi qua e là nei decenni, ho molto apprezzato la riproduzione assai fedele, effetto “carta ingiallita” compreso. Chiude il volume una selezione di “Storie di Natale” dal 1909 al 1952: le tipiche prime pagine o brevi storielle di ambientazione natalizia pubblicate sul numero immediatamente precedente il 25 dicembre. A parte il valore documentale, alcune sono ancora oggi graficamente brillanti e, certamente, si distinguono quelle di Antonio Rubino, collaboratore storico della testata sin dagli inizi, e poi fino agli anni Cinquanta.

Mino Milani "inviato nel tempo" per il "Corriere dei Ragazzi"

Mino Milani “inviato nel tempo”

Il saggio iniziale dei curatori, scandito da puntuali riferimenti alle selezioni effettuate, rende giustizia a una storia editoriale lunga e complessa, segnata da intuizioni culturali brillanti a cui il prestigio della testata-madre (Il Corriere della Sera) e accorte gestioni editoriali hanno garantito un vasto pubblico.
Valga per tutte la scommessa sul fumetto come strumento didattico-pedagogico, vinta – limitandoci al cruciale periodo di transizione tra anni Sessanta e Settanta – con formule e serie come “fumetto verità” e “l’inviato nel tempo”. Intuizioni che, grazie a grandi autori come Mino Milani, Mario Uggeri, Aldo Di Gennaro, Sergio Toppi e Ferdinando Tacconi, per anni hanno prodotto non solo ottime storie a fumetti ma strumenti efficaci di divulgazione e, non di rado, di educazione civica e sensibilizzazione sociale.

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14 Risposte to “Un secolo di “Corriere dei Piccoli””

  1. Luca Says:

    Mi chiedo se una formula come quella del Corriere dei Ragazzi che abbiamo letto noi, se aggiornata, potrebbe funzionare adesso.
    Ciao.
    luca

    • Catalini Pier Giorgio Says:

      Ciao Luca,
      rispondo con un poco di “ritardo” alla tua, ma appena adesso l’ho potuta visualizzare.
      Tornando alla tua domanda, di se anche oggi le letture come c’erano 100 anni fa funzionassero per i bambini di oggi.
      Io penso, no sono convinto che non funzionerebbe affatto. I bambini di oggi sono attratti (lo dico per esperienza dei miei nipoti) da cose tecnologiche, come computer, smartphone, tablett ecc. e non pensano neanche lontanamente di leggere qualcosa di stampato su carta, forse di letture sui suddetti “devices” potrebbe anche funzionare, ma carta, carta non credo (perlomeno i miei nipoti!
      Ciao Luca.

  2. Andrea Plazzi Says:

    …una bella domanda, che da tempo si fanno in molti e, comunque, tutti quelli che ancora credono che il fumetto d’intrattenimento possa avere un ruolo formativo e pedagogico.
    Personalmente ne sarei felice ma non è né ovvio né scontato: le abitudini di lettura e di consumo culturale sono talmente cambiate, e attualmente ancora in evoluzione talmente rapida, che non saprei davvero azzardare una previsione.

  3. Francesca Faruolo Says:

    Alcuni dati sul consumo culturale?
    Attualmente in Italia è stato rilevato che i libri sono l’unico settore economico in crescita: abbiamo pochi lettori ma buoni.
    L’Istat dice che lo zoccolo duro dei lettori è quello nella fascia tra gli 11 e i 24 anni, con picchi tra i 15 e i 17. Le donne come sempre leggono più degli uomini, ma questi tra i 17 e i 22 anni leggono più fumetti (oltre a fantasy, horror, fantascienza e umorismo) rispetto alle ragazze.
    Certo, come dice Andrea, oggi ci sono i computer e i videogiochi, ma è anche vero che l’offerta di riviste in edicola non è particolarmente stimolante da attrarre masse di giovani lettori.
    L’intuizione del Corrierino era stata anche questa: diventare la rivista che i genitori mettono volentieri nelle mani dei propri figli perché in qualche modo “imparentata” con il giornale degli adulti. Qualcosa di simile alla classica pagina delle strip nei quotidiani americani.
    Quando ero piccola e non avevo soldini in tasca le letture come il Corrierino e i dischi me li compravano mamma e papà. Perché non dovrebbe funzionare anche adesso? Sarà che vedo ancora mia padre tornare a casa carico di allegati che gli rifila l’edicolante, sarà che – statistiche e senso comune a parte – bisogna soprattutto crederci.

  4. Luca Says:

    Francesca,
    sono d’accordo, bisogna soprattutto crederci e investirci dei soldi e questo, come ogni impresa, e’ rischioso. Inoltre, produrre un buon Corriere dei Ragazzi del XXI secolo presuppone che ci siano degli autori estremamente ben preparati, che desiderino documentarsi e che capiscano le esigenze culturali dei giovanissimi d’oggi e che scelgano di non percorrere le scorciatoie di formule trite e ritrite. Una volta trovati questi autori formidabili bisogna che essi accettino condizioni di lavoro precarie dell’editoria attuale. Non sono molto ottimista…

    Luca

  5. sante Says:

    Sono felice di poter trovare in rete un “orgoglioso” lettore del Corriere dei Ragazzi. Ho 51 anni e ho letto il Corrierino dal n. 11 del 1967 (era Triberti), fino al 1985, passando per il magnifico Corriere dei ragazzi di Francesconi, fino all’ultimo CorrierBoy serie Music (n.53/1984) e poi saltuariamente acquistando anche per i miei figli il Corrierino fino al 1995, sin quasi all’ingloriosa fine. Ho curato gran parte della voce Corriere dei Piccoli e della voce Corriere dei Ragazzi su wikipedia e mi piacerebbe trovare persone appassionate come te che potessero ampliarle e inserire foto delle copertine. Purtroppo ho cambiato diverse case e perso tutta la collezione, e tuttora se ci penso mi vien quasi da piangere, ma ho tutto ancora ben vivo nella memoria. Quando è uscito il volume che illustri, mi sono precipitato a comperarlo e l’unico rammarico che ho è che se fossi stato io l’editore ne avrei fatto una enciclopedia da collezione, magari in 100 fascicoli, allegando ad ogni uscita la riproduzione di un numero di una annata. Visto che in edicola si colleziona ormai di tutto, comprese autentiche schifezze, penso che sarebbe stata una collezione di pregio e apprezzata. chissà che qualcuno che può (vedi il Corsera…) non legga queste righe e ci faccia un pensierino. E già che sogno, mi piacerebbe che i ragazzini di oggi potessero avere il loro Corrierino. In fondo siamo consapevoli lettori adulti perchè il nostro mitico settimanale ci aveva abituato a leggere trattandoci da persone , non da consumatori.

  6. Andrea Plazzi Says:

    Il piacere è assolutamente reciproco. E ringrazio Sante per la chiarezza e la sobrietà con cui ha espresso alcuni concetti altrimenti a forte rischio di retorica, come “lettori consapevoli” e “leggere da persone e non da consumatori”.
    Posso solo aggiungere – nostalgia canaglia – che per quanto mi consentono i ricordi personali (sono del 1962), credo di avere imparato a leggere sul Corrierino (e su Topolino) intorno al 1966. Ho quindi letto e/o posseduto tutte le annate fino alla trasformazione in Corriere dei Ragazzi, e numerosi numeri di quelle precedenti, recuperati e poi persi a più riprese, nel corso degli anni.
    Sulla possibilità – entusiasmante, a pensarci – di un Corrierino del XXI secolo, rilancio la palla ad altri frequentatori del blog: pensate che possa esistere? E quali caratteristiche potrebbe avere?

  7. Gianfranco Goria Says:

    Intanto penso, e si sa che lo penso, ci vorrebbe una vera redazione giornalistica, con veri giornalisti capaci di parlare, giornalisticamente e in modo non confessionale, ai bambini di oggi. Ci sono? Ci sono. Il GT Ragazzi lo fanno giornalisti RAI che fanno anche il TG degli adulti. Il buon giornalismo di oggi ha sicuramente dei giornalisti capaci di fare del buon giornalismo per ragazzi.
    Quindi penso, e si sa che lo penso, ci vorrebbe una vera redazione fumettistica, con veri esperti e veri autori, capaci di raccontare storie, oggi e in modo non confessionale, ai bambini e ai ragazzi di oggi. Ci sono? Chissà. Al di là delle Alpi ci sono, perché mai non dovrebbero esserci qui? Forse perché in Italia c’é il bidè (cfr: http://www.youtube.com/watch?v=ukTZW3DcTZw )? Secondo me ce ne sono. Forse pochi, magari pochissimi, ma ci sono. E comunque nessuno ci obbliga a pubblicare autori italiani incapaci di parlare ai bambini, se altrove ci sono autori capaci di farlo, no? Nel frattempo i nostrani autoctoni impareranno anche loro, forse. Magari smetteranno di darsi le arie da Divi della Nona Arte e impareranno anche a raccontare storie ai bambini, chissà. Magari.

  8. Luca Says:

    Sottoscrivo parola per parola il commento di Gianfranco Goria.
    Anche la frase forse eccessivamente polemica sui Divi e divetti nostrani.

    La palla lanciata da Andrea ha secondo me un valore simbolico importantissimo. E’ un modo veramente molto molto lucido di mettere a fuoco su di un progetto concretissimo una direzione per il fumetto nostrano che da anni per ragioni di sopravvivenza comprensibili rincorre soluzioni commerciali prive di originalita’ relegando le proposte piu’ originali a spazi forse un po’ troppo elitari. Si capisce quello che scrivo? Adesso rileggo…

    Luca

  9. DilettaSerena Says:

    Il “corriere dei piccoli del xxi secolo????
    Se fosse esattamente come allora,riuscendo a NON inserire cellulari,pc,i-pod ecc..ec…Allora si!
    Sennò meglio andare per mercatini e recuperar quanti più numeri possibile.

    saluti
    Diletta

    P.S. sono partita con Ciccibum e mi sono ritrovata nel Club di Valentina Melaverde!!!
    Tempi puliti..

  10. Andrea Plazzi Says:

    Sicuramente…
    Concordo sull’andare COMUNQUE per mercatini. Resto dell’idea che riuscire ad attualizzare la formula di allora – ma non saprei in quale direzione – sarebbe una grande cosa, da tanti punti di vista. E magari un successo editoriale, se davvero si scoprisse come riempire un vuoto.

  11. silvio frigerio Says:

    sono un collezionista anziano (classe 42) conosco il corriere dei piccoli dal dopoguerra ed ho molte annate anche degli anni 20 con antonio rubino. nel 75 con gli albi vesuvio ho stampato le storie classiche degli anni 50 di nadir quinto (esaurite). Mi piacerebbe molto rivedere il corriere dei piccoli , ma… i tempi sono cambiati. bisognerebbe trovare autori, disegnatori e pensare alla cadenza settimanale delle storie brevi, delle pagine autoconclusive. ma nonostante tutto, MI PIACEREBBE.!

    • Catalini Pier Giorgio Says:

      Ciao Silvio, sono Pier Giorgio, scusa se ti do del “Tu”, ma dato che siamo quasi coetanei penso di potermelo permettere.
      Parlando con dei “ragazzi” della mia età, si è venuto sull’argomento delle letture dei bambini nel 1944-1949, quando io (classe 1938) imparavo a leggere e mia mamma alla domenica mi comprava (con dei sacrifici, perché era un periodo che anche pochi centesimi erano una grande somma, e con la condizione, che anche io con lei andassi a messa la domenica mattina, per poi premiarmi con l’acquisto del “Corriere dei Piccoli”). A me piaceva tantissimo, specialmente “Qui comincia l’avventura, del signor Buonaventura”, che poi alla fine regalava Un Milione ai più meritevoli.
      Bei Tempi caro Silvio, ai quali io ripenso con nostalgia.
      Ora ho trovato in internet qualche scorcio del sudetto giornalino, purtroppo solo degli scorci. Certo mi piacerebbe (poiché gli anziani tornano bambini), poter rivedere e rileggere tali avventure dei miei eroi di quando anch’io (anche noi) eravamo piccini.
      Ciao Silvio e ti auguro tante belle cose.
      Pier Giorgio

  12. Shantell Says:

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