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Dopo 13 anni: AFFARI DI FAMIGLIA

giovedì, 7 aprile 2011 - 20:00

Mercoledì 13 aprile, ore 18.00
Libreria Golconda, via Nosadella 23/a, Bologna (info: info@golconda.it / 051 9917996)
Intervengono: lo scrittore Gianluca Morozzi e il giornalista e italianista Alberto Sebastiani.
Sabato 23 aprile, ore 17.00
Libreria Wonderland, via S. Antonino 68 a/b, Treviso (info: wonderlandcomics@gmail.com / 0422 1720154)
Interviene: Massimo Perissinotto

Sono le prime due presentazioni in programma per Affari di famiglia di Will Eisner, da poco uscito per Fandango Libri, che lo riporta meritoriamente in libreria dopo la prima edizione italiana del 1998. Si tratta di un titolo molto meno noto dei celebrati romanzi a fumetti del grande autore ma in alcun modo minore: l’analisi spietatamente oggettiva che Eisner fa delle dinamiche di un nucleo famigliare riunito per il compleanno del patriarca è magistrale, e i personaggi ne emergono con grande forza. La consueta, sofisticata gabbia di Eisner, avanti anni-luce rispetto alle convenzioni strutturali della tradizionale pagina a fumetti, valorizza al massimo l’impianto teatrale della storia, che si svolge quasi interamente nello stesso luogo e in tempo reale, con la pagina come proscenio ed elementi compositivi quali porte, pareti, fondali come punti di ingresso e di uscita dalla scena.
Per l’occasione Eisner abbandona il tradizionale bianco e nero per una raffinata mezzatinta con dominante seppia, resa a stampa in quadricromia. La carta avoriata – una scelta di pregio di tutte le edizioni eisneriane di Fandango – conferisce alla pagina calore e profondità, nonché un’atmosfera malinconica e a tratti cupa, totalmente in sintonia con la vicenda.

Della carriera sterminata (quasi 70 anni) di Eisner si è scritto molto, quasi quanto delle sue tante primavere artistiche. Di sfuggita, date alla mano, notiamo che Affari di famiglia (“A Family Matter”, 1998) apre un’ultima stagione creativa segnata da una serie di uscite, impressionante per lunghezza e qualità, interrotta solo dalla scomparsa dell’autore, nel pieno dell’attività: The Princess and the Frog (1999), L’ultimo cavaliere (“The Last Knight“, 1999), Racconti di guerra (“Last Day in Vietnam”, 2000), Piccoli miracoli (“Minor Miracles”, 2000), Le regole del gioco (“The Name of the Game”, 2001), Sundiata: A Legend of Africa (2003), Fagin l’ebreo (“Fagin the Jew”, 2003), Il complotto (“The Plot”, 2005).
Già: Eisner, classe 1917, scrive e disegna questi libri – molti dei quali a colori, e non di rado di quasi 200 pagine – tra gli 81 e gli 88 anni (non compiuti per un paio di mesi), senza alcun segno di cedimento, con lucidità e controllo totali sulla narrazione e soprattutto sui disegni, tra i più belli e pieni della sua carriera.


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I Racconti di Avalon

martedì, 8 febbraio 2011 - 19:00

Sono questi. E ne parlerò a Treviso tra un paio di giorni (qui trovate tutte le informazioni), su invito di Alessandro Micelli, che ringrazio molto per questa occasione. Non ho molto altro da dire: apparentemente, il filo conduttore di questi “racconti” (in realtà, un’unica saga) è l’impianto pseudo-mitologico adottato dai loro tantissimi autori (dove “pseudo” sta per “temi mitologici rivisti e filtrati da almeno mezzo secolo di fumetti”).
È sicuramente così ma non è uno spunto scelto a caso, perché in realtà al centro di tutto c’è Jack Kirby. L’immenso e mai abbastanza celebrato “King of Comics” di fronte al quale da decenni ho rinunciato a una qualsiasi parvenza di obbiettività e di decoro, cadendo senza ritegno in un deliquio adorante a prova di tutto.

A prova di analisi critica: il Kirby scrittore di storie spesso non era all’altezza del Kirby disegnatore, soprattutto nei dialoghi, a tratti involuti e/o oscuri.
A prova del tempo e delle mode: la carriera di Kirby ha attraversato oltre mezzo secolo e molti dei suoi tanti stili di disegno oggi apparirebbero datati e inutilizzabili in una produzione contemporanea “non vintage”.
A prova di malattia e persino dell’età: gli ultimi lavori di Kirby, fino al ritiro ufficiale nel 1987,  mostrano segni evidenti di decadimento, soprattutto a causa di problemi alla vista a cui pare abbia concorso almeno un ictus, negli anni Settanta.

Tutte quisquilie e pinzillacchere in confronto a ciò che conta davvero: un’originalità grafica assoluta, che per decenni ha prodotto senza sosta – quasi a ogni pagina, a ogni vignetta – nuovi stili di disegno e nuove soluzioni ai problemi della narrazione a fumetti (l’anatomia del movimento, la prospettiva, le inquadrature); la capacità di infondere all’azione a fumetti un dinamismo e una energia totalmente inediti in un linguaggio per immagini che prima di lui veniva considerato parente povero del cinema; la creatività sfrenata e incontenibile di un autore forse non infallibile ma fisiologicamente incapace di ripetersi; la prolificità ineguagliata, che dopo una carriera ufficiale di decine di migliaia di tavole (una media di centinaia e centinaia all’anno!), a 17 anni dalla scomparsa è testimoniata dalla scoperta continua di bozzetti, studi, idee per l’animazione e materiali inediti di ogni sorta che continuano a emergere.

Ma divago: quello che conta è che l’argomento della serata sarà Tales Of Avalon, racconti a fumetti direttamente ispirati ad alcuni dei leit motifs più tipici del Kirby della maturità: grandiosità dell’impianto narrativo, ripreso e percorso da archetipi biblico-mitologici; un disegno robusto e dinamico, che “esce” – spesso letteralmente – dalla pagina; il tutto generosamente innaffiato dai tanti grafismi tipicamente kirbyani e altamente “drammatizzanti” – i “kirby crackles” per la resa di lampi, esplosioni, scoppi di energia – che, per quanto utilizzati ormai da generazioni di autori, ancora oggi evocano inevitabilmente il loro creatore.

Sono felicemente parziale ma spero che mi crediate: ci sarà da divertirsi.


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