Posts Tagged ‘Matematica’

Enigmi dal vivo

martedì, 5 marzo 2013 - 09:14

Siete di Roma e dintorni? Molti dei misteri suddetti saranno spazzati via Sabato 16 marzo, presso l’imprescindibile Libreria Assaggi (che in mancanza del Nobel per la divulgazione e l’intrattenimento scientifico, dovrebbe prendersi un Caccioppoli Award, appena lo istituiranno). Performance musicali e recitative dal vivo non avranno più misteri per voi, e ne resterà uno solo: quello insondabile di Alan Turing. Lo sanno bene Francesca Riccioni e Tuono Pettinato, autori di uno dei (non molti) libri più accattivanti e azzeccati sul più bistrattato e malinconico genio del XX secolo (e non sarà un caso che è a fumetti).
Siateci!

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ENIGMA – La strana vita di Alan Turing

giovedì, 22 novembre 2012 - 18:24

A NEW FB PAGE IS NOW DEDICATED TO THIS FINE BOOK BY WRITER FRANCESCA RICCIONI AND ARTIST TUONO PETTINATO. A GOOD REASON TO LEARN ITALIAN IF STILL “il bell’idioma” / “the beautiful language” ELUDES YOU (AS IT DOES WITH SO MANY ITALIANS).
AND YES, IT’S ABOUT ALAN TURING, HIS ECLECTIC GENIUS AND HIS TORMENTED, MELANCHOLIC LIFE.

LUCCA COMICS AND SCIENCE 2012 – THE AFTERMATH

lunedì, 19 novembre 2012 - 14:06

La faccio breve e linko solo questo intervento sull’oggetto del post, il mio giocattolone preferito di quest’anno, che Gianluigi Filippelli ha scritto per LoSpazioBianco (ultimo solo in ordine di tempo e tra i primissimi posti per documentazione e spazio che riserva all’argomento; c’è anche un’intervista a Roberto Natalini, mio complice nella produzione del giocattolone suddetto).

Staged Turing

sabato, 10 novembre 2012 - 15:10

English mathematician, logician, computer scientist ante litteram and gay icon malgré soi Alan Turing (1912-1954) is an outstanding figure in 20th Century’s science and philosophical thought. Breaking the code was an early piece (1986) and a forerunner of  a long string of oeuvres bringing his crucial, multi-faceted, tormented life to the stage. For what I’m concerned, as a huge (science-)fiction fan, for the time being theater wins over the movies 10-0.
In 2012, Turing’s anniversary year par excellence, two Italian plays in a few days, in a country traditionally indifferent to scientific ideas, speak loud of his pervasive influence and lasting fascination, far beyond the academia walls.

I attended this one in Florence: a well done dramatization of the instant-classic David Leavitt‘s book.
This one is coming in a few days in Milan: see you there (more here).

LUCCA 2012 – Lucca Comics and Science[8]

martedì, 23 ottobre 2012 - 10:30

Fabio Gadducci è uno storico ed esperto del fumetto e dell’illustrazione (è tra gli autori del pluripremiato Eccetto Topolino), nonché docente di Storia dell’informatica presso l’Università di Pisa. In quest’ultima veste il 2012 e le celebrazioni in onore di Alan Turing l’hanno visto in prima linea come organizzatore di eventi e curatore di iniziative editoriali. E sempre per parlare di Turing – e fumetto – è tra i partecipanti all’incontro di Sabato 3 novembre a chiusura di Lucca Comics and Science.

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Cosa ne pensi del grande successo mediatico delle iniziative su Alan Turing in questo anniversario?
In tutto questo fiorire di eventi, è per me un’autentica sorpresa vedere come Turing sia ormai divenuto una icona pop. Certo, le premesse c’erano: uno scienziato geniale vittima dei pregiudizi della propria epoca, che (forse) decide di fuggirne in maniera singolare e drammatica al tempo stesso, mordendo una mela avvelenata. Una vita che ne racchiude molte, come giustamente nota Tuono, e tutte decisamente interessanti.

Ciò nonostante, gli anni passati hanno visto un’autentica escalation, che ha attraversato tutti i media: con il rischio di trasformarlo in un sant(in)o laico, e di perdere di vista il vero Alan, uomo terreno e materiale come pochi altri. Forse, la mia sorpresa nasce dal fatto che noi informatici siamo stati vaccinati da piccoli: fin da subito abbiamo compreso la rilevanza del suo contributo al nostro campo di studi, sia teorico che applicativo. Siamo manipolatori di sintassi e creatori di astrazioni, e una delle idee guida che ci hanno sorretto sin dagli anni Cinquanta è proprio il concetto di computazione incarnato dalla “Macchina di Turing“: una costruzione solo teorica, ma capace di definire con elegante semplicità tutte (e sole) le funzioni che sono effettivamente realizzabili da un qualunque computer.

Da persona che ha la massima ammirazione per l’uomo e per lo scienziato, ben vengano dunque anche i riconoscimenti per i contributi di Turing all’intelligenza artificiale e alla biologia, e sia giustamente celebrato il suo lavoro sulla cripto-analisi. Si stigmatizzino le vessazioni che nella vita ha subito, ma senza trasformarlo nel portabandiera di nessuna causa: sono sicuro che sarebbe il primo a lamentarsene.

LUCCA 2012 – Lucca Comics and Science 2012[7]

venerdì, 19 ottobre 2012 - 07:30

Un’autentica meraviglia! Della Scienza naturalmente. Maestro Tuono Pettinato, autore insieme a Francesca Riccioni dell’imminente ENIGMA – La strana vita di Alan Turing (Rizzoli-Lizard), ci omaggia non solo di un paio di egregie tavole dall’opera in questione, ma anche della deliziosa chicca che troverete a seguire.
Ovviamente dovreste già conoscerli entrambi e che Tuono – come tutti noi fedeli e ammiratori lo chiamiamo, suscitando sguardi stralunati in pubblico – e la sua complice di libro a fumetti siano tra i relatori dell’incontro a chiusura di Lucca Comics and Science 2012 è importante ma non indispensabile per il nostro entusiasmo: Tuonissimo (e scusate la confidenza) è una delle voci a fumetti più brillanti e originali degli ultimi anni, capace di far ridere con una raffinatezza che prima di lui in questo paese sarebbe stata sprecata.
Ora idem, però ci divertiamo di più.

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Da ENIGMA – La strana vita di Alan Turing

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LUCCA 2012 – Lucca Comics and Science 2012[5]

lunedì, 15 ottobre 2012 - 08:15

Roberto Natalini è un matematico e lavora per il CNR di Roma. Da qualche anno, all’attività di ricercatore ha affiancato quella di attivissimo divulgatore scientifico, con numerose e importanti presenze in rete, tra cui il blog Due alla meno Uno.
È parte integrante e insostituibile del progetto Lucca Comics and Science e qui cerca di discolparsi da cotanta accusa. Ovviamente non ci riesce, perché è clamorosamente colpevole e la rete abbonda di prove a carico, per esempio questa.
Ma capiamo bene le sue motivazioni.

LUCCA 2012 – Lucca Comics and Science 2012[4]

venerdì, 12 ottobre 2012 - 09:00

Francesca Riccioni è una editor specializzata in pubblicazioni scientifiche, laureata in fisica a Pisa. Per Lucca Comics and Science partecipa a due incontri: quello di giovedì 1 novembre sulla divulgazione della scienza e naturalmente quello di sabato 3 novembre su Alan Turing.
“Naturalmente” perché insieme al talentuosissimo Tuono Pettinato (anche lui della partita, ça va sans dire) è autrice di ENIGMA – La strana vita di Alan Turing (Rizzoli-Lizard), volume a fumetti di prossima uscita sulla  vita tormentata e per certi versi struggente del geniale matematico inglese, padre fondatore della moderna informatica, dell’idea stessa di “intelligenza artificiale” e di un bel po’ di altre cose. Francesca ci invia alcune considerazioni sulla scienza che insieme agli relatori svilupperà nel corso dei due incontri.

Il mondo della scienza è ricco di storie umane e offre spunti di indagine psicologici e giornalistici che non hanno nulla da invidiare alla letteratura di massa. Traslare la scienza su un piano letterario la libera della sua impenetrabilità; il tradizionale aspetto didattico e specialistico è veicolato dalla narrazione e viene percepito come un evento collaterale, un erudito cammeo che entra in relazione con il fruitore in maniera indiretta, senza che siano necessarie particolari nozioni scientifiche. In questo modo, al pubblico è possibile recepire il contenuto scientifico su vari livelli: dalla consapevolezza dello stakeholder alla sorpresa dell’incuriosito beginner, chiunque può leggere la scienza sotto una luce nuova. (Francesca Riccioni)

Combed Thunder strikes again

sabato, 6 ottobre 2012 - 20:58

Me in Pisa, cooking things up with (left) computer scientist Giovanni Cignoni (Pisa University). All the while (right), cartoonist supreme Andrea Paggiaro, aka Tuono Pettinato (“Combed Thunder”), and science editor and scriptwriter Francesca Riccioni graciously wait for the TURING panel to begin.
Their upcoming graphic novel Enigma – La strana vita di Alan Turing is about the life and times of mathematical genius Alan Turing, and is well worth any sum you’d be willing to pay for a book.
My word on it.

L’inferno

venerdì, 2 settembre 2011 - 09:00

Da XKCD, il mio webcomic preferito quando si tratta “storie d’amore, sarcasmo, matematica e linguaggio”.

Tra le tantissime, segnalo questa striscia a informatici, programmatori e adepti della setta di Donald Knuth, figura-chiave di matematico-informatico con addentellati fumettistici poco noti ma illuminanti.

Matematica un po’ Madd

domenica, 28 agosto 2011 - 10:00

Ovviamente è agosto per tutti, compreso MaddMaths, illustre sito di divulgazione e informazione sulla matematica applicata.
E quando le maglie delle notizie si allargano ecco che si infilano cose come questa intervista, che scoperchia un po’ di altarini…
Ma ci sono anche delle vignette di Leo Ortolani, condizione sufficiente per divertirsi (il mio teorema più importante).

Questo è Foster Wallace

lunedì, 6 giugno 2011 - 19:30

Grazie a Giacomo della Libreria Golconda (un libraio che potete solo augurarvi) sono orgoglioso possessore di una raffinata edizione originale di This Is Water, il saggio di Davide Foster Wallace che in edizione italiana dà il titolo alla raccolta di scritti brevi Questa è l’acqua. Si tratta un discorso pronunciato da Foster Wallace nel 2005, davanti agli studenti del Kenyon College a chiusura dell’anno accademico.
Non è molto lungo ed è stato portato a una dimensione pubblicabile da un apprezzabilissimo lavoro di impaginazione, con un’elegante linea grafica che riporta in ogni pagina un singolo paragrafo, anche solo di una riga (sia detto per inciso, è rassicurante che l’editoria ufficiale e – non proprio ma quasi – di massa riesca ancora a curare prodotti con queste caratteristiche).

This Is Water è un esempio perfetto della lucidità e della tersa chiarezza del pensiero di Foster Wallace, inscindibili dalla sua prosa, che non saprei come chiamare se non spietata: non ci sono sconti al rigore dei ragionamenti, né margini per ambiguità o autoindulgenza nel periodo di Foster Wallace (che produce effetti stupefacenti in un suo libro di argomento logico-matematico necessariamente tra i meno frequentati).

Quasi più che un compito arduo (e lo è spesso), tradurre tanto nitore logico in italiano rappresenta inevitabilmente una sfida, per i tantissimi motivi che vengono sempre ricordati e riassumibili così: la nostra lingua è intrisecamente più propensa dell’inglese alla sfumatura e alle zone grigie del discorso.
Vi propongo a seguire un brevissimo estratto dal volume (certamente molto meno del 15%), con una mia proposta di traduzione, entrambi scaricabili anche da qui.

In the day-to-day trenches of adult life, there is actually no such thing as atheism.
There is no such thing as not worshipping.
Everybody worships.
The only choice we get is what to worship.
And an outstanding reason for choosing some sort of god or spiritual-type thing to worship – be it J.C. or Allah, be it Yahweh or the Wiccan mother-goddess or the Four Noble Truths or some infrangible set of ethical principles – is that pretty much anything else you worship will eat you alive.
If you worship money and things – if they are where you tap real meaning in life – then you will never have enough.
– David Foster Wallace, This Is Water (2005)

Nelle trincee quotidiane della vita adulta l’ateismo non esiste.
Non esiste che si possa scegliere di non adorare alcunché.
Tutti adorano qualcosa.
L’unica scelta che abbiamo realmente è su cosa adorare.
E un motivo davvero sorprendente per scegliere di adorare una qualche specie di dio o di roba spirituale – che sia G.C. o Allah, Yahweh o la dea-madre Wicca o le Quattro Nobili Verità o un qualche inattaccabile corpus di principi etici – è che più o meno qualsiasi altra cosa adoriate vi mangerà vivi.
Se adorate il denaro e le cose – se è lì che attingerete alla ricerca di un senso nella vita – allora non vi basteranno mai.

Ho una cosa in comune con Richard Feynman

domenica, 1 maggio 2011 - 20:00

Chi l’avrebbe mai detto, visto che parliamo di uno dei pochi possibili candidati al titolo di “secondo maggiore fisico del XX secolo”? Lo apprendo – e subito sono felice come una Pasqua – da Lawrence Krauss, fisico di fama e autore di L’uomo dei quantibiografia di Richard Feynman (ma anche di La fisica di Star Trek, che molti dei lettori di questo blog tengono sicuramente sul comodino). Non sono in grado di rendere giustizia con un post alla figura di Feynman, grandissimo uomo di scienza e autore di un corso di fisica originale e spesso impervio, venduto e ristampato come un best-seller, oltre che di numerosi testi di divulgazione e di intrattenimento intelligente. Per lui sono nati dei neologismi, a lui hanno dedicato francobolli e – ma guarda un po’ – su di lui sta arrivando un libro a fumetti.
L’estro e l’anticonformismo di Feyman, nonché la sua suprema allergia al dogma, erano leggendari e non solo perché suonava i bonghi (una vera manna per i giornalisti: non c’è niente come il folklore per evitare di fare informazione scientifica seriamente; figuriamoci poi se uno scienziato di fama – e quindi eccentrico per definizione – i bonghi li suona anche da non più giovane, strillando gioiosamente come un vecchio hawaiiano nel giorno di festa): probabilmente il giovanissimo e già geniale Feynman era stato vaccinato contro il fascino dell’autorità dalla frequentazione dei giganti del Progetto Manhattan, teatro di scontri fortissimi tra i vertici militari e la comunità dei ricercatori, fisiologicamente aperti allo scambio di idee (gente come Léo Szilàrd, Robert Oppenheimer, Enrico Fermi, Hans Bethe, Edward Teller, John Von Neumann). Facendosi notare da subito per un’autonomia di giudizio e un atteggiamento iconoclasta nei confronti di ogni forma di verità precostituita che lo accompagnò fino agli ultimissimi giorni (celebre la sprezzante analisi dell’incompetenza a cui addebitò il disastro del Challenger).

E sì, Richard Feynman aveva una cosa in comune con me (non trovate anche voi che detto così suoni divinamente?). Krauss racconta infatti che Feynman detestava percorrere due volte la stessa strada e cercava sempre nuovi percorsi per andare da casa all’istituto e viceversa, anche quando si trattava di fare interi chilometri.
Una cosa piccola piccola ma che ho trovato commovente, rivelatrice com’è della necessità di Feynman di vedere ed esperire cose sempre nuove o – ancora meglio – di trovare punti di vista nuovi e diversi sotto cui vedere quelle già note.
Mi ha ricordato lunghe camminate appenniniche sopportate di buon grado pur di non rientrare usando lo stesso sentiero dell’andata, alla ricerca di un fatidico “anello” lungo cui tornare a casa vedendo a ogni passo  paesaggi e scorci sempre diversi.
Fortuna che quella volta, dalle parti della Raticosa, la pensava così anche quel grosso cinghialone e se n’è tornato a casa pure lui.

Carnevale della Matematica

venerdì, 11 giugno 2010 - 23:00

Si tratta di una notevole iniziativa, a cui temo che non troverò presto il tempo – mentale, soprattutto – di partecipare veramente (cioè scrivendo su qualche idea o argomento di matematica minimamente miei) e a cui mi ha gentilmente invitato Gianluigi Filippelli, blogger scientifico attivissimo e fumettofilo entusiasta.

Sinceramente, quello che mi manca un po’ è scrivere matematica, anche nel senso passivo e non originale di tenere lontana la ruggine con qualche calcolo, di riprendere formule e idee di altri o di vedere se qualche must ineludibile è ancora lì, ostinatamente aggrappato ai neuroni ancora in attività (come il Teorema di Cantor, che ogni tanto, nelle mie serate di relax con gli amici, tra sguardi preoccupati mi ritrovo a scarabocchiare sui tovaglioli di carta). E in realtà scrivendo matematica è difficile essere totalmente passivi: anche con poche, minime nozioni su ciò che si scrive è quasi impossibile ricopiare a pappagallo o trascrivere interamente a memoria. Nella testa si mette sempre in moto qualcosa e in caso contrario si ferma anche la mano, e si resta a fissare il foglio e quello che si è scritto cercando di capire come andare avanti (ma divago, e chissà se mi sono spiegato).

Gianluigi è stato gentile, sollecito e soprattutto si è ricordato di ricordarmelo: potevo fare di meno? Certo, ma non sarebbe stato bello e ci siamo accordati per una cosa davvero piccola piccola, che dire di no sarebbe stato meschino: parlerò di un’esperienza recente, una lezione di matematica per fumettisti. Che detto così non vuol dire niente, se non che la lezione – di matematica, questo sì – si è tenuta in un ambiente affollato di fumettisti e durante un festival di fumetto.

E a questo punto siete avvertiti e potete anche continuare. (more…)

Fumetti e matematica, non necessariamente in quest’ordine

martedì, 2 marzo 2010 - 17:20

Non qualche libro a fumetti che parla/tratta/intriso etc. di matematica (categoria ben rappresentata in questo blog, e qui mi fermo) ma una serata tra le tante di un Festival di fumetti. Dove su istigazione della Dott.ssa Luana Vergari interverrò sul seguente ordine del giorno: “Plazzi, Fibonacci e Bézier: dai cofani della Renault a Shreck”.
Accadrà a Bologna sabato 6 marzo, alle ore 20.00, presso il TPO di via Casarini 17/5
Che si tratti di una serata di matematica ve lo dico io, mi sembra il minimo. Anche perché non vi dico altro e chiudo qui, imbarazzato dagli accostamenti profani (quelli dell’ordine del giorno) a cui mi ha costretto la Dott.ssa Vergari. A chi già pensa che quella sera proprio non riuscirà a dormire senza sapere di che cosa si tratta, anticipo gli argomenti, così comincia a farsene un’idea (ma giusto quella): serie di Fibonacci, conigli incestuosi, sezione aurea, Teorema del confronto, sistemi (posizionali) di rappresentazione numerica, topi in fuga, curve di Bézier, motori geometrici per modellatori 3D, modelli Renault dei primi anni Sessanta.

E se ci scappano cinque minuti e il pubblico è reattivo, un giochino di società per vincere qualche euro, con un po’ di fortuna e un’esponenziale con l’esponente giusto.
Gli argomenti di cui sopra sono in grassetto ma senza nessun link, che non solo si fa prima ma altrimenti è troppo facile e non siete abbastanza motivati (e scusate la sintassi).

“Okay, poi basta.”

domenica, 27 dicembre 2009 - 09:00

È quello che penso ogni volta che ritorno su Davide Osenda e su Gottinga.
Scherzo.
Tanto so che ci ricasco, e volentieri.
È stato uno dei primi argomenti di questo blog un po’ strano che parla di fumetto e ogni tanto anche di matematica e divulgazione scientifica.
E da subito la star incontrastata negli accessi, su qualsiasi distanza: l’ultima settimana, l’ultimo mese, l’anno in corso, in assoluto.
Non sembra esserci argomento o post vecchio o recente in grado di (meglio: non mi riesce di trovare argomento abbastanza interessante o di scrivere un post abbastanza bene da) scalzare questo antico post su Osenda e il suo fumetto matematico (che detto così sembra una sciocchezza ma noi maghi della comunicazione sappiamo che è più chiaro per il popolo).
E gli altri, come questo e questo, seguono a ruota.
E all’epoca era ancora un fumetto digitale, senza la carta, che per un fumetto resta evidentemente l’indispensabile imprimatur, la consacrazione a “opera” a cui gli autori ancora non sanno rinunciare.
E da qualche settimana è diventato proprio questo, un libro pubblicato da 001 Edizioni col titolo Ultima lezione a Gottinga.
Non ve ne parlerò io perché non ce n’è bisogno: dopo i mesi di tam tam in rete e di calorosa accoglienza da parte di siti e blog fumettistici e (soprattutto) di matematica, l’uscita dell’edizione cartacea, abbondantemente ampliata e rivista rispetto alla prima versione scaricabile con licenza Creative Commons, ha riacceso entusiasmi e riflettori su Osenda e sul suo sorprendente esordio.
Inutile tediarvi con lunghe liste di link (ma non ditelo a Umberto Eco, che la prenderebbe male). Una rapida ricerca in rete permetterà agli interessati di farsi un’idea dell’entusiasmo per questa storia e il suo autore: molte migliaia di risultati per Davide+Osenda (con o senza virgolette), Osenda+Gottinga e tutte le ovvie variazioni sul tema.
Solo un assaggio perciò di quello che vi aspetta, per ringraziare Peppe Liberti, che ha più che estesamente parlato del libro e a cui devo questa segnalazione e grazie al quale sono arrivato a questa.
Da ricordare anche il lusinghiero inserimento di una lunga recensione in questo numero della prestigiosa rivista Rudi Matematici (che vi farebbe bene assai leggere anche nelle sue altre parti, sia chiaro).
Infine, il volume si fregia di ben due introduzioni: una firmata da Piergiorgio Odifreddi, l’altra no.
Okay, poi basta.

“Gottinga” su YouTube

venerdì, 5 dicembre 2008 - 07:00

Era un po’ che girava ma adesso è anche su YouTube, colonna sonora courtesy Tribuna Ludu.
Le immagini invece vengono da una vecchia conoscenza, di cui quest’anno abbiamo parlato qui, qui e qui. Qui invece potete scaricare the real thing tutta intera.
Cosa c’entra un fumetto sull’infinito, e più precisamente sulla teoria di Cantor dei Transfiniti, con una specie di singolare book-trailer apocrifo, non ufficiale e totalmente spontaneo su colonna sonora di un gruppo di Firenze che tra le sue influenze riconosce “l’asiatica”?
Forse niente in particolare, ma sicuramente la storia del brillante autore cuneese Davide Osenda continua a suggestionare creativi dalle estrazioni più diverse.

There’s no stopping Osenda now: “Gottinga” in mostra a Cuneo

martedì, 28 ottobre 2008 - 00:01

L’altra intervistascaricate Gottinga
È la star di questo piccolo spazio online, col maggior numero di contatti in assoluto (e a sette mesi dalla pubblicazione non accenna a fermarsi).
Parla di un fumetto, come buona parte di questo blog. E parla di matematica.
È il post dedicato a Davide Osenda e alla sua storia Gottinga, in cui ci eravamo imbattuti in occasione del Festival della Matematica di Roma.
Questo fumetto discreto e raffinato e il suo autore sembrano davvero affascinare tutti coloro con cui entrano in contatto e le novità che li riguardano sono ormai numerose.
In particolare, l’8 novembre (nell’ambito del festival Scrittorincittà, dedicato quest’anno al tema evidentemente inesauribile dell’Infinito) aprirà a Cuneo una mostra dedicata a Gottinga. E poi una traduzione spagnola e una possibile edizione a stampa.
Un sacco di carne al fuoco, insomma, più che sufficiente per un bel barbecue in compagnia di Davide Osenda.

INTERVISTA A DAVIDE OSENDA
Condotta via posta elettronica nell’ottobre 2008

Nella precedente intervista spiegavi come ti avesse sorpreso l’invito a esporre Gottinga al Festival della Matematica di Roma. Da allora sono successe diverse cose: Gottinga è stata segnalata su alcuni blog di matematica, stai lavorando a una traduzione in spagnolo e a Cuneo è in allestimento una mostra. Ci puoi parlare di queste iniziative?
Sì, in effetti a partire dal Festival della Matematica di marzo sono successe un po’ di cose… Prima fra tutte, il fatto che un certo Andrea Plazzi abbia pubblicizzato il fumetto sul suo neonato blog! E direi che questo è stato il passaggio importante che poi ha permesso certi contatti successivi.
Altri contatti arrivano per strade diverse (e inaspettate), come nel caso della traduzione spagnola: a Roma conosco Flora Poggio, che s’interessa e si fa sentire poco dopo il  Festival. Grintosa e determinata, mi propone di tradurre il fumetto e tenere certi contatti con un editore di Granada. Io rimango piuttosto sbalordito, come il mese scorso del resto, a vedere come Gottinga rimbalzava tra i siti e i blog scientifici: erano i Rudi Matematici che, in occasione del loro carnevale, mettevano in rete una copia del fumetto in bassa risoluzione.
Belle ventate di energia…!

La mostra, invece, è una questione un po’ più complicata… energetica pure lei ma un po’ più complicata. Salta fuori da una coincidenza piuttosto fine, perchè la decima edizione di Scrittorincittà si intitolerà Ai bordi dell’infinito. Da quello che ho capito, Stefano Delprete – una figura piuttosto nota negli ambienti culturali di Cuneo –  ha segnalato Gottinga al Festival, dopo avere letto la storia l’inverno scorso, mentre stavo lavorando ai colori.
Dicevo che è una questione un po’ complicata perchè in effetti io non ho mai allestito una mostra! E visto che col curatore-amico Alessandro Viale ci siamo pure inventati una sonorizzazione… in questi giorni ci troviamo a sgobbare un po’ più del solito, ecco tutto.
Esporremo l’intero fumetto: tavole di vari formati e un video, per non tediare troppo gli occasionali visitatori (quelli abituati alla tivvù  e poco ai fumetti, almeno).
Ti infili un paio di cuffie e hai pure la vocina che ti legge le vignette… compresi i gessetti sulla lavagna, le porte, gli scricchiolii e tutto il resto.

Hai sul piatto anche una proposta di pubblicazione, e visto che stiamo parlando di fumetti – concedimi un po’ di orgoglio di settore – questa è sicuramente la prova definitiva dell’interesse per il tuo lavoro.
Uno di quei “contatti successivi” di cui parlavo è con la 001 Edizioni di Torino, che è interessata a Gottinga. Ma mi sa che ci penserò un po’ più in là, finita la grossa scorpacciata di suoni e colori della mostra.

Gottinga entra nel dettaglio di alcune idee fondamentali per la matematica e la filosofia del Novecento. Però non è un manuale, né solo un fumetto didattico in senso stretto, per quanto esponga in maniera chiara questi argomenti.
Sottilmente, propone una vicenda, una storia che si intreccia alla Storia. Nelle tue intenzioni fa parte di un progetto più ampio: cosa puoi anticiparci?

Be’, Gottinga si chiama così perché quando mi proposero la mostra di Roma dovevo darle un titolo. Nella mia testa bacata doveva essere il primo capitolo, l’antefatto di una vicenda un po’ più densa che si svolge ai giorni nostri. Parla di una ragazzina, Rebecca, che in un periodo complicato della sua adolescenza si confida col nonno Alkuin, lo studente che in Gottinga incontra il professor Fiz nell’aula deserta.
In realtà, la storia è piuttosto piatta e sicuramente non avventurosa in senso canonico; anzi, piuttosto sentimentale. È una vicenda incentrata sulla relazione (tra le persone e tra le conoscenze, credo) che diventa il pretesto per ripercorrere la grande svolta legata all’indeterminazione, chiamando in causa personaggioni come Jung, Bateson, Heisenberg, Schrödinger…
Una storia di intuizioni paradossali: suppongo che il suo titolo possa essere Anima… ma mi sa che se continuo così il secondo capitolo esce tra dieci anni!
Comunque sia, l’idea germinale fu quella; alcuni capitoli sono sceneggiati, altri scarabocchiati. L’ultimo per ora esiste solo nella mia testa (bacata).

Osenda alle prese con gli amati pennelli nel deserto del Marocco in questa immagine che non ama molto in quanto "troppo romantica". Foto Cinzia Pavan

Ti diletti di acquerello, appena possibile suoni il basso e hai un day job come informatico che impegna buona parte del tuo tempo. Non credo che la tua giornata abbia più di 25-26 ore (sforzandomi, io raramente arrivo a 27 ma non suono il basso). Quando fai tutto ciò? E soprattutto, cosa dice la tua fidanzata?
In questo periodo mi va bene, perché l’attuale compagine governativa sta cercando di smantellare tutto lo smantellabile e la mia fidanzata – che saluto come si fa alla tivvù: “Ciau Cinci!” – è tutta presa in attività sindacali e affini (è maestra e psicomotricista e quindi la Gelmini l’ha toccata nel vivo!). Insomma, siamo presissimi entrambi… Appena si placano un po’ (la Gelmini e la Cinci), chiaramente se la prenderà con me, col mio basso e i fogli e le matite… lo so già.

Scusa ma questa proprio te la devo fare. All’Università hai studiato Fisica per un anno: hai dato esami di matematica?
“Studiato” è veramente troppo! Ho frequentato il primo semestre (Analisi 1 e Chimica) ma mi sono preso paura quasi subito, vuoi per l’ambiente vuoi per gli scarabocchi indefiniti che comparivano sulla lavagna. Ero pure miope (lo sono ancora, non è che miglioro) e certe volte il grado di indefinitezza delle lezioni mi lasciava veramente interdetto.. Ho fatto in modo di cominciare a lavorare prima che venisse appeso in qualche bacheca il foglietto su cui iscriversi alla prima sessione di esami (ora che mi ci fai pensare: sarà per questo astruso guazzabuglio di sensazioni universitarie che mi sono messo a disegnare Gottinga? Le lavagne, i gessi, il silenzio dell’aula…).

Pozzanghere escheriane in stile Osenda.

Scaricate Gottinga

La storia e i disegni di Davide Osenda per Gottinga sono pubblicati con licenza Creative Commons per poterne consentire la diffusione e la condivisione da parte dei lettori a fini non commerciali e riportandone l’origine.

Cantor, Hilbert e Osenda: “Gottinga”

venerdì, 28 marzo 2008 - 11:05

Georg CantorDavid HilbertGottinga - p.38

Sempre su Gottingascaricate Gottinga

Non abbiate fretta, perché c’è da leggere un po’.
Cominciamo dal titolo.

Georg Cantor è il grande matematico padre della moderna Teoria degli insiemi – la stessa che dovreste avere studiato a scuola – e soprattutto della teoria dei numerali transfiniti. I suoi risultati in questi settori furono rivoluzionari, del tutto antiintuitivi e Cantor stesso stentava ad accettarli: “Lo vedo, ma non ci credo.” fu il suo commento di fronte all’inevitabile esistenza di una gerarchia di infiniti, la “scala ascendente degli Aleph” che da allora è legata al suo nome.
Prima e dopo di lui molti altri hanno studiato questi argomenti ma è Cantor “il matematico dell’infinito“. (more…)


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