Posts Tagged ‘Giovanni Eccher’

Ceci n’est pas une marchettà

sabato, 6 agosto 2011 - 10:00

Precisazione d’obbligo, visto che leggo il bonelliano Dampyr da sempre ma prima d’ora non ne ho mai parlato. E che conosco personalmente Giovanni Eccher, regista e sceneggiatore cinematografico che esordisce come autore di fumetti sul numero 137, in edicola dal 4 agosto (“Gli implacabili”).
Una rapida occhiata al suo Modello Unico (un documento pubblico a disposizione di tutti presso l’Agenzia delle Entrate) e un minimo di stima per il sottoscritto (speriamo…) vi toglieranno ogni sospetto: il mio bribery entry level è infatti molto alto e il motivo di questo post è unicamente la simpatia personale per Giovanni, oltre all’affetto per una testata che in tutti questi anni, tra gli inevitabili alti e bassi, non ho mai avuto la tentazione di abbandonare (ma gli autori e gli editori ampiamente benestanti possono contattarmi per recensioni positive all’indirizzo riportato nella colonna a destra).
Insomma, una cosa tra compagni di merenda, valore critico zero.
Ciò detto, il numero si legge che è un piacere. Nel pieno rispetto del canone dampyriano (la neo-mitologia dei Maestri della Notte ambientata in un ambiente esotico prevalentemente contemporaneo – in questo caso lo stupefacente Salar de Uyuni boliviano – con una spruzzata di Storia Ufficiale estrapolata ad hoc), la storia presenta qualche elemento di novità narrativa e stilistica: un nuovo Maestro della Notte e un finale “semiaperto” che ho molto apprezzato e che alza decisamente la media dei finali bonelliani, spesso – ahimè – deboli.
E noi lettori di animo semplice, che ci duole sempre un po’ la testa quando ascoltiamo le parole lunghe, siamo già contenti.
Da segnalare alcuni momenti talmente bonelliani che stento ad attribuirli a Eccher (scusa Giovanni ma – mano sul cuore – siamo onesti: ci saresti mai arrivato?), come il bel “Giosafatte ballerino” alle pagine 50 e 55.

Fumetti che dovresti conoscere

giovedì, 22 luglio 2010 - 12:11

Gran bel titolo per la categoria “fumetto” tenuta a battesimo quest’anno dal prestigioso Bravo ma basta, il festival per video maker che non solo dovreste conoscere ma a cui dovreste anche partecipare, soprattutto se pensate che non sia il caso (qui tutti i dettagli). Coinvolto dai patron (lo chiamavano così Vittorio Salvetti, ricordo bene?) Giovanni Eccher e Gaia Bracco, chissà perché non ho saputo dire di no (indovinato: Giovanni è simpatico). Ma divago: c’è di mezzo un concorso e alla fine, quando avranno faticato gli altri, arriverò anch’io.

Partecipate numerosi.

“Nuvole a stampa”

sabato, 21 febbraio 2009 - 08:00

Il titolo completo è “NUVOLE A STAMPA – Breve storia dell’editoria a fumetti in Italia” ed è una mostra da me curata che apre mercoledì 25 febbraio, nei locali di Palazzo Italia, l’elegante sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado. Figlia delle idee e del supporto costante di Aleksandar Zograf, come del resto qualsiasi cosa che io faccia e conosca in terra serba (con la possibile eccezione del consumo di rakija – Zograf è astemio –  e di ćevapi – per cui non mi servono suggerimenti), questa mostra è stata caldeggiata e promossa dalla direttrice dell’Istituto Alessandra Bertini Malgarini.

Senza sforzarmi troppo, riporto un estratto dalla mia breve introduzione al catalogo:

Nel 2008 il fumetto italiano è convenzionalmente entrato nel suo secondo secolo di vita (…) e l‘occasione è ottima per ripercorrere un cammino in realtà assai più lungo. NUVOLE A STAMPA – Breve storia dell’editoria a fumetti in Italia cerca di farlo attraverso una selezione necessariamente minima ma – pensiamo – significativa delle molte migliaia (letteralmente) di pubblicazioni che l’hanno via via segnato, testimoniando l’evoluzione sociale e del costume.

Questo approccio, riservato di solito a ricercatori e bibliofili, può risultare assolutamente affascinante anche per l’appassionato, il semplice curioso o il nostalgico delle letture giovanili: la varietà delle pubblicazioni italiane che negli ultimi – almeno – 160 anni hanno proposto fumetti (o formati narrativi antesignani di questo linguaggio) è infatti davvero sorprendente.

La mostra comprende riproduzioni di pubblicazioni accompagnate da testi di Fabio Gadducci, Stefano Priarone, Sergio Rossi e miei, organizzate in quattro sezioni cronologiche (“Dalle origini agli anni Cinquanta”, “Gli anni Sessanta”, “Gli anni Settanta”, “Dagli anni Ottanta a oggi”) e cinque sezioni che abbiamo chiamato “trasversali”, cioè dedicate ad argomenti o autori non legati a questo o a quel periodo ma che attraversano una parte considerevole della storia editoriale del fumetto nel nostro paese, o l’hanno altrimenti segnata. Le cinque sezioni sono “Il Corrierino”,  “Bonelli”, “Disney”, “Hugo Pratt” e “Magnus”. L’appassionato intuirà i motivi dietro a queste scelte, tra le tante possibili.

Dal 25 al 27 febbraio Belgrado ospiterà una serie di “eventi italiani” legati alla promozione e alla divulgazione del nostro fumetto, che seguirò con l’aiuto di amici e colleghi ospiti dell’Istituto: il già citato Fabio Gadducci, esperto e storico di letteratura popolare; Diego Cajelli, sceneggiatore; Paolo Parisi, autore; Giovanni Eccher, regista. Qui trovate il programma completo.
Se passate da Belgrado fate un fischio, che magari sono rimasti un po’ di ćevapi.

Questo post è già troppo lungo ma non posso lasciarvi senza ringraziare nuovamente l’amico Saša Rakezić (lo Zograf di cui sopra). Da un lato, ha fatto di tutto perché gli eventi in questione ricevessero la massima copertura, non fermandosi davanti a nulla. Dall’altro, mi ha chiarito le idee sull’importante nozione di kitsch balcanico. E adesso rispolverate il vostro serbo-croato e datevi una mossa: c’è tutto un mondo intorno.
Mica ceci.


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