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“Okay, poi basta.”

domenica, 27 dicembre 2009 - 09:00

È quello che penso ogni volta che ritorno su Davide Osenda e su Gottinga.
Scherzo.
Tanto so che ci ricasco, e volentieri.
È stato uno dei primi argomenti di questo blog un po’ strano che parla di fumetto e ogni tanto anche di matematica e divulgazione scientifica.
E da subito la star incontrastata negli accessi, su qualsiasi distanza: l’ultima settimana, l’ultimo mese, l’anno in corso, in assoluto.
Non sembra esserci argomento o post vecchio o recente in grado di (meglio: non mi riesce di trovare argomento abbastanza interessante o di scrivere un post abbastanza bene da) scalzare questo antico post su Osenda e il suo fumetto matematico (che detto così sembra una sciocchezza ma noi maghi della comunicazione sappiamo che è più chiaro per il popolo).
E gli altri, come questo e questo, seguono a ruota.
E all’epoca era ancora un fumetto digitale, senza la carta, che per un fumetto resta evidentemente l’indispensabile imprimatur, la consacrazione a “opera” a cui gli autori ancora non sanno rinunciare.
E da qualche settimana è diventato proprio questo, un libro pubblicato da 001 Edizioni col titolo Ultima lezione a Gottinga.
Non ve ne parlerò io perché non ce n’è bisogno: dopo i mesi di tam tam in rete e di calorosa accoglienza da parte di siti e blog fumettistici e (soprattutto) di matematica, l’uscita dell’edizione cartacea, abbondantemente ampliata e rivista rispetto alla prima versione scaricabile con licenza Creative Commons, ha riacceso entusiasmi e riflettori su Osenda e sul suo sorprendente esordio.
Inutile tediarvi con lunghe liste di link (ma non ditelo a Umberto Eco, che la prenderebbe male). Una rapida ricerca in rete permetterà agli interessati di farsi un’idea dell’entusiasmo per questa storia e il suo autore: molte migliaia di risultati per Davide+Osenda (con o senza virgolette), Osenda+Gottinga e tutte le ovvie variazioni sul tema.
Solo un assaggio perciò di quello che vi aspetta, per ringraziare Peppe Liberti, che ha più che estesamente parlato del libro e a cui devo questa segnalazione e grazie al quale sono arrivato a questa.
Da ricordare anche il lusinghiero inserimento di una lunga recensione in questo numero della prestigiosa rivista Rudi Matematici (che vi farebbe bene assai leggere anche nelle sue altre parti, sia chiaro).
Infine, il volume si fregia di ben due introduzioni: una firmata da Piergiorgio Odifreddi, l’altra no.
Okay, poi basta.

Comunitariamente, Creativamente Primavera

sabato, 12 dicembre 2009 - 08:00

Non ho mai recensito (oddio, scusate; volevo dire “parlato di”) È primavera, il libro con cui Claudio Calia intervista Toni Negri a fumetti. È abbastanza grave, e non perché a suo tempo abbia ricevuto copia omaggio “con preghiera di recensione” (da parte dell’editore, perché Calia le preghiere mi sa che non le dice spesso).
È abbastanza grave per due altri motivi.
1) Senza alcuna sollecitazione da parte dell’autore, avevo detto “ne parlo sicuramente, il tempo di leggermelo per bene”. E non l’ho mai fatto. Ora, detesto chi impicca gli altri alle loro parole, magari dette spontaneamente e in buona fede, minando la loro libertà di esprimersi in libertà. Ma è anche vero che si è responsabili di quanto si dice, proprio e specialmente se è in piena libertà che lo diciamo. Insomma, non vorrei neppure impiccare voi con questi quattro salti in padella di filosofia morale impanata: la sostanza è che sono stato pesato, e sono trovato non solo sovrappeso ma anche manchevole. Insomma, con la coscienza sporca.
2) Il libro merita, e non poco. Andava promosso e valorizzato il più possibile all’uscita e naturalmente questo è stato fatto da tanti.
Insomma, ho perso una buona occasione per farmi bello con i meriti altrui senza rischiare niente, parlando bene di un lavoro che ha raccolto consensi pressoché unanimi (quelli negativi di cui sono a conoscenza, riguardano – più che il lavoro di Calia – la figura di Negri, eternamente destinata alla controversia).
Insomma, ho infranto il Primo Comandamento del 70% degli interventi sul fumetto in Rete  (ma posso rifarmi quando voglio parlando bene di un libro di Gipi; uno qualunque).
Tra l’altro, pare che il libro non abbia neppure venduto malaccio (ora che ci penso, potrei stroncarlo per questo; qualche fesso che mi dà ragione lo trovo subito).

Esaurito il bonus di divagazioni, vengo al sodo: È primavera è ora liberamente scaricabile in formato PDF, con licenza Creative Commons.

Trovate tutto in questa pagina, riccamente allestita dallo stesso Claudio Calia con contenuti di ogni sorta:
il libro, naturalmente
la copertina
• la rassegna stampa cartacea (in basso a destra nella pagina)
• la rassegna stampa online (davvero troppo abbondante, un link non basta: la trovate a sinistra dopo un paio di schermate)
• almeno sei (al momento in cui andiamo online), diconsi sei video-intervista con Toni Negri et alii: qui c’è il primo
• interventi sul volume di Toni Negri, Boris Battaglia, Otto Gabos, Emiliano Rabuiti e yours truly, cioè il sottoscritto (il mio pezzo potete scaricarlo qua, quelli degli altri filate di corsa a leggerveli)

Dimentico qualcosa? Ovviamente sì, ma non ricordo cosa e chiudo in bellezza con una frase che potrebbe essere di Nanni Moretti e invece l’ha detta Claudio Calia: “Anche gli Autonomi sanno essere felici.”


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