Ceci n’est pas une marchettà

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Precisazione d’obbligo, visto che leggo il bonelliano Dampyr da sempre ma prima d’ora non ne ho mai parlato. E che conosco personalmente Giovanni Eccher, regista e sceneggiatore cinematografico che esordisce come autore di fumetti sul numero 137, in edicola dal 4 agosto (“Gli implacabili”).
Una rapida occhiata al suo Modello Unico (un documento pubblico a disposizione di tutti presso l’Agenzia delle Entrate) e un minimo di stima per il sottoscritto (speriamo…) vi toglieranno ogni sospetto: il mio bribery entry level è infatti molto alto e il motivo di questo post è unicamente la simpatia personale per Giovanni, oltre all’affetto per una testata che in tutti questi anni, tra gli inevitabili alti e bassi, non ho mai avuto la tentazione di abbandonare (ma gli autori e gli editori ampiamente benestanti possono contattarmi per recensioni positive all’indirizzo riportato nella colonna a destra).
Insomma, una cosa tra compagni di merenda, valore critico zero.
Ciò detto, il numero si legge che è un piacere. Nel pieno rispetto del canone dampyriano (la neo-mitologia dei Maestri della Notte ambientata in un ambiente esotico prevalentemente contemporaneo – in questo caso lo stupefacente Salar de Uyuni boliviano – con una spruzzata di Storia Ufficiale estrapolata ad hoc), la storia presenta qualche elemento di novità narrativa e stilistica: un nuovo Maestro della Notte e un finale “semiaperto” che ho molto apprezzato e che alza decisamente la media dei finali bonelliani, spesso – ahimè – deboli.
E noi lettori di animo semplice, che ci duole sempre un po’ la testa quando ascoltiamo le parole lunghe, siamo già contenti.
Da segnalare alcuni momenti talmente bonelliani che stento ad attribuirli a Eccher (scusa Giovanni ma – mano sul cuore – siamo onesti: ci saresti mai arrivato?), come il bel “Giosafatte ballerino” alle pagine 50 e 55.

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3 Risposte to “Ceci n’est pas une marchettà”

  1. MicGin Says:

    Post utile e tempista! Leggo anch’io Dampyr tutti mesi dall’inizio, più o meno con lo stesso spirito. Così mi hai fatto gustare ancora meglio questo episodio. E mi sento di essere ancora più espansivo! un bell’omaggio al western e un finale semiaparto (forse) veramente bello. Mi ha emozionato… Chissà come potrebbe venire trasposto in termini cinematografici…

  2. MicGin Says:

    semiaperto….

  3. Andrea Plazzi Says:

    Asdrubale cantereccio! Grazie Michele.

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