Le canzoni più belle di tutti i tempi

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Sono queste due che vi propongo. Un breve intermezzo off topic prima di tornare al fumetto. Su questa, famosissima, non ho molto da dire: beatevene.

Su quest’altra da dire ci sarebbe talmente tanto che non comincio neanche (un ringraziamento a Gianluigi Filippelli per il link): se vi ispira, se vi interessa, se vi incuriosisce, anche la ricerca più superficiale vi porterà a un mare di commenti, ricerche ed emuli (le “auto-cover” non si contano) che questo pezzo – nato classico e preceduto per anni e anni dal proprio mito di capolavoro scomparso – continua a produrre.

Con un testo talmente ricco di immagini intense e potenti, di rimandi alla storia popolare statunitense, alla tradizione e alla poetica di Bob Dylan, che ricrea e fa proprio un noto traditional, da spingermi a infrangere una regola personale: mai tradurre poesie o canzoni.
Vi propongo quindi una traduzione con testo a fronte di cui sono ovviamente insoddisfatto: sarei felice se incuriosisse i meno interessati ad ascoltare il pezzo, e magari a procurarselo nell’inarrivabile versione originale.
Vi segnalo un paio di scelte di traduzione che sono altrettanti limiti:
– è piuttosto letterale e segue l’originale verso per verso (un vincolo molto forte all’impostazione della frase)
–  arrancando verso la stupefacente sintesi dell’originale, rinuncia in molti punti alla prima persona, un io-narrante-Bob-Dylan-testimone-impotente-delle-violenze-del-passato-e-del-deserto-del-presente che è parte integrante delle suggestioni apocalittiche della canzone.

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4 Risposte to “Le canzoni più belle di tutti i tempi”

  1. Luca Says:

    Le versioni di qualità di pezzi musicali di moltissimi artisti sono state tolte da youtube da alcune case musicali. Sono state invece lasciate online versioni live di qualità inferiore.

  2. Gianluigi Says:

    Trovata!
    Su vimeo!

    http://vimeo.com/7127037

    Se (anche se è molto probabile) scrivo un post sul blog personale, te lo segnalo!

  3. Andrea Plazzi Says:

    Ciao Gianluigi, grazie per il link… è tutta un’altra cosa.

  4. Rudy Salvagnini Says:

    Sono capitato per caso, con ampio ritardo, su questo bel post e da dylaniano di vecchissima data ho letto con grande interesse la traduzione, sulla quale avrei una piccola osservazione. Per come ho sempre inteso io questa bellissima canzone – che ho scoperto su un bootleg nel lontano 1983 nella sua versione elettrica in studio che continuo a ritenere largamente superiore a quella, più intima, alla fine edita in The Bootleg Series – quel “but” che apre il terzo verso dell’ultima strofa è fondamentale nel porre la fatale contrapposizione tra morale e comportamento che porta l’uomo a volere il Paradiso, ma a comportarsi in modo completamente opposto a quanto dovrebbe per meritarselo. Nella traduzione il “but” scompare e si attenua la contrapposizione perdendone in parte il senso. La mia è solo un’opinione, of course. Complimenti per il blog e per aver ricordato Dylan e una canzone che è forse il suo capolavoro del periodo post-classico.

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