“Okay, poi basta.”

di

È quello che penso ogni volta che ritorno su Davide Osenda e su Gottinga.
Scherzo.
Tanto so che ci ricasco, e volentieri.
È stato uno dei primi argomenti di questo blog un po’ strano che parla di fumetto e ogni tanto anche di matematica e divulgazione scientifica.
E da subito la star incontrastata negli accessi, su qualsiasi distanza: l’ultima settimana, l’ultimo mese, l’anno in corso, in assoluto.
Non sembra esserci argomento o post vecchio o recente in grado di (meglio: non mi riesce di trovare argomento abbastanza interessante o di scrivere un post abbastanza bene da) scalzare questo antico post su Osenda e il suo fumetto matematico (che detto così sembra una sciocchezza ma noi maghi della comunicazione sappiamo che è più chiaro per il popolo).
E gli altri, come questo e questo, seguono a ruota.
E all’epoca era ancora un fumetto digitale, senza la carta, che per un fumetto resta evidentemente l’indispensabile imprimatur, la consacrazione a “opera” a cui gli autori ancora non sanno rinunciare.
E da qualche settimana è diventato proprio questo, un libro pubblicato da 001 Edizioni col titolo Ultima lezione a Gottinga.
Non ve ne parlerò io perché non ce n’è bisogno: dopo i mesi di tam tam in rete e di calorosa accoglienza da parte di siti e blog fumettistici e (soprattutto) di matematica, l’uscita dell’edizione cartacea, abbondantemente ampliata e rivista rispetto alla prima versione scaricabile con licenza Creative Commons, ha riacceso entusiasmi e riflettori su Osenda e sul suo sorprendente esordio.
Inutile tediarvi con lunghe liste di link (ma non ditelo a Umberto Eco, che la prenderebbe male). Una rapida ricerca in rete permetterà agli interessati di farsi un’idea dell’entusiasmo per questa storia e il suo autore: molte migliaia di risultati per Davide+Osenda (con o senza virgolette), Osenda+Gottinga e tutte le ovvie variazioni sul tema.
Solo un assaggio perciò di quello che vi aspetta, per ringraziare Peppe Liberti, che ha più che estesamente parlato del libro e a cui devo questa segnalazione e grazie al quale sono arrivato a questa.
Da ricordare anche il lusinghiero inserimento di una lunga recensione in questo numero della prestigiosa rivista Rudi Matematici (che vi farebbe bene assai leggere anche nelle sue altre parti, sia chiaro).
Infine, il volume si fregia di ben due introduzioni: una firmata da Piergiorgio Odifreddi, l’altra no.
Okay, poi basta.

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4 Risposte to ““Okay, poi basta.””

  1. peppe Says:

    l’è che i matematici sono dei giocherelloni e degli esteti (e tu lo sai bene, a quanto pare). Ma adesso che ti hanno scovato …
    Io, per esempio. ho già scaricato l’intervista a Toni Negri e la farò leggere ad un signore con il quale collaboro da anni (abbiamo scritto qualche articolo insieme e fatto qualche corso in tandem) e che il suddetto lo conosce come le sue tasche (indizio: ha fatto qualche anno in Canada e non per vacanza).
    Ciao e grazie della citazione

  2. peppe Says:

    ah, dimenticavo, il tizio citato è stato anche protagonista di qualche striscia di Andrea Pazienza (e ne conserva gli originali)

  3. davide Says:

    porcaputt sto scrivendo una rece del libro per lospaziobianco da una vita e non riesco a chiuderla….

  4. Angelo Says:

    OT

    Ho letto molte cose interessanti in questo blog.
    Grazie.
    (ci sono arrivato via ernest,)

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