“Nuvole a stampa”

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Il titolo completo è “NUVOLE A STAMPA – Breve storia dell’editoria a fumetti in Italia” ed è una mostra da me curata che apre mercoledì 25 febbraio, nei locali di Palazzo Italia, l’elegante sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado. Figlia delle idee e del supporto costante di Aleksandar Zograf, come del resto qualsiasi cosa che io faccia e conosca in terra serba (con la possibile eccezione del consumo di rakija – Zograf è astemio –  e di ćevapi – per cui non mi servono suggerimenti), questa mostra è stata caldeggiata e promossa dalla direttrice dell’Istituto Alessandra Bertini Malgarini.

Senza sforzarmi troppo, riporto un estratto dalla mia breve introduzione al catalogo:

Nel 2008 il fumetto italiano è convenzionalmente entrato nel suo secondo secolo di vita (…) e l‘occasione è ottima per ripercorrere un cammino in realtà assai più lungo. NUVOLE A STAMPA – Breve storia dell’editoria a fumetti in Italia cerca di farlo attraverso una selezione necessariamente minima ma – pensiamo – significativa delle molte migliaia (letteralmente) di pubblicazioni che l’hanno via via segnato, testimoniando l’evoluzione sociale e del costume.

Questo approccio, riservato di solito a ricercatori e bibliofili, può risultare assolutamente affascinante anche per l’appassionato, il semplice curioso o il nostalgico delle letture giovanili: la varietà delle pubblicazioni italiane che negli ultimi – almeno – 160 anni hanno proposto fumetti (o formati narrativi antesignani di questo linguaggio) è infatti davvero sorprendente.

La mostra comprende riproduzioni di pubblicazioni accompagnate da testi di Fabio Gadducci, Stefano Priarone, Sergio Rossi e miei, organizzate in quattro sezioni cronologiche (“Dalle origini agli anni Cinquanta”, “Gli anni Sessanta”, “Gli anni Settanta”, “Dagli anni Ottanta a oggi”) e cinque sezioni che abbiamo chiamato “trasversali”, cioè dedicate ad argomenti o autori non legati a questo o a quel periodo ma che attraversano una parte considerevole della storia editoriale del fumetto nel nostro paese, o l’hanno altrimenti segnata. Le cinque sezioni sono “Il Corrierino”,  “Bonelli”, “Disney”, “Hugo Pratt” e “Magnus”. L’appassionato intuirà i motivi dietro a queste scelte, tra le tante possibili.

Dal 25 al 27 febbraio Belgrado ospiterà una serie di “eventi italiani” legati alla promozione e alla divulgazione del nostro fumetto, che seguirò con l’aiuto di amici e colleghi ospiti dell’Istituto: il già citato Fabio Gadducci, esperto e storico di letteratura popolare; Diego Cajelli, sceneggiatore; Paolo Parisi, autore; Giovanni Eccher, regista. Qui trovate il programma completo.
Se passate da Belgrado fate un fischio, che magari sono rimasti un po’ di ćevapi.

Questo post è già troppo lungo ma non posso lasciarvi senza ringraziare nuovamente l’amico Saša Rakezić (lo Zograf di cui sopra). Da un lato, ha fatto di tutto perché gli eventi in questione ricevessero la massima copertura, non fermandosi davanti a nulla. Dall’altro, mi ha chiarito le idee sull’importante nozione di kitsch balcanico. E adesso rispolverate il vostro serbo-croato e datevi una mossa: c’è tutto un mondo intorno.
Mica ceci.

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6 Risposte to ““Nuvole a stampa””

  1. alfredo Says:

    accidenti che operazione! un po’ fuori mano. ci sarà qualcosa come un catalogo ragionato, con tanto di testi, ordinabile in qualche modo? o magari una riproposizione tra i confini nazionali? o magari entrambe le cose?

  2. neru Says:

    oh cavolo! che meraviglia.
    ma non è che riproponi qui la mostra e soprattutto non è che porti un po’ di cevapi nelle nostre lande? ehm anche la grappa non disdegnamo…
    se non avessi impegni per raccimolare pagnotte sarei già lì!

  3. Andrea Plazzi Says:

    Grazie per i commenti, rispondo al volo in una pausa dal lavoro presso l`Istituto.
    @ Alfredo: non so se riusciro` a seguire la mostra dopo questo allestimento. Esiste un piccolo catalogo con i testi completi (in mostro non ci sono stati tutti) che pero` e` a cura dell`Istituto e verra` diffuso localmente.
    @Neru: mi chiedo da anni perche` tra i tanti cibi etnici (che termine orrendo) quelli balcanici siano sostanzialmente socnosciuti in Italia (anche i Turchi non vanno oltre la Kebab, mentre – almeno – ci sarebbe anche il burek, non so se mi spiego. Buone pagnotte.

  4. alfredo Says:

    grazie mille per la segnalazione e per la risposta [che non è cosa scontata, ahimè, ho imparato].
    questo catalogo con i testi di cui parli… il fatto che sia edito dall’Istituto Italiano di Cultura farà si che siano [perlomeno anche] in italiano o saranno inevitabilmente solo in serbo? [se lo sai].
    perchè sono parecchio interessato e magari riesco a trovare il modo di procurarmelo [che detta così sembra quasi stia parlando di una quesua medievale, quando in realtà molto probabilmente sarà cosa semplice].

  5. Andrea Plazzi Says:

    Il catalogo e` bilingue (Italiano/Serbo). Scusate la telegraficita`, sono di gran corsa.

  6. alfredo Says:

    figurati, è sempre tutto una corsa, capisco.
    e di nuovo grazie per la risposta, e per aver risposto nonostante il tran tran. ferò in modo di procurarmelo! =)

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