La multiforme identità di Alessandro Sanna

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Alessandro Sanna è un illustratore versatile eppure inconfondibile per la concisione e la destrezza del segno. Quasi un geometra, in certe illustrazioni dove si diverte a usare moduli grafici per costruire immagini aeree. Ma anche estremamente abile con pennellate lunghe e sinuose, che nel romanzo grafico “Quel diavolo di Nuvolari” (2007, Leopoldo Bloom Editore) creano un’impressione di immediatezza e velocità appropriate al soggetto.

La mostra delle sue tavole aperta fino al 22 giugno presso la Biblioteca multimediale Arturo Loria di Carpi è impeccabilmente curata, a partire dall’elegante allestimento fino ai più piccoli ironici particolari, tra cui la “macchia d’inchiostro” sul pavimento.

In occasione dell’inaugurazione, Alessandro ha raccontato che la fase più impegnativa del suo lavoro consiste nella ricerca della tecnica espressiva più appropriata alla narrazione.
Sembra infatti che in ogni suo lavoro prenda vita una calligrafia unica che muore con il compimento dell’opera.Il bosco

E parlo di calligrafia non a caso, poiché i suoi disegni, in particolare Il bosco, hanno in sé l’immediatezza del gesto, la padronanza del tratto, il controllo della forza impressa al pennello tipiche della calligrafia giapponese.

Un altro punto di contatto con lo shodo sta nell’importanza attribuita al segno non in senso assoluto ma in relazione allo spazio vuoto della pagina. Lo stesso Sanna afferma che la sua tecnica si basa sulla sottrazione, a favore di un’essenzialità che consente alle immagini di emergere dalla carta bianca.

Alessandro Sanna sarà a Bologna lunedì 21 aprile alle ore 18.00 alla Feltrinelli di Piazza Ravegnana. Presenterà i suoi libri all’interno della rassegna Lunedì Fumetto, la stessa che la settimana successiva ospiterà il Nostro per la presentazione di Fagin l’Ebreo.

(Veronica Faruolo)

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2 Risposte to “La multiforme identità di Alessandro Sanna”

  1. anna matera Says:

    l’espressione libera dell’arte vola sicura e fiera sulle ali pulite della fantasia.
    evviva i fumetti, l’arte, i giovani con la freschezza che li accompagna.
    io scrivo solo poesie e una mia amica d’infanzia mi diceva sempre che non sapevo disegnare neanche una piuma. qualche volta ci ho anche provato, ma senza alcun esito. importante è esprimere sempre ciò che la cretività ordina di fare. fare arte e anche condividerla con gli altri. per questo vi dico: continuate a fare arte attraverso i fumetti, non tutti riescono a farla. io ammiro e mi dico: non ci riuscirò mai! al prossimo commento artistico.

  2. anna Says:

    evviva i giovani. evviva l’arte.

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