Avaaz.org per il Tibet

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Foto Fosco Maraini

Foto Fosco Maraini

Una delle ultime volte che seguii un evento in televisione fu tra l’aprile e il giugno del 1989, quando da Pechino arrivavano ogni giorno notizie e immagini tremende.

In questi giorni e nei prossimi mesi l’attenzione sul Tibet si manterrà costante, e la possibilità di eventi potenzialmente disastrosi resterà elevata. Sarebbe ridicolo che pretendessi di spiegare come in queste situazioni sia fondamentale prendere il più possibile l’informazione nelle nostre mani, e non comincerò neppure a dare indicazioni sulle fonti online che una persona interessata e motivata sa procurarsi da sola.

Tranne una. Comunque la pensiate sull’efficacia dei movimenti online, desidero girarvi questo link a un’iniziativa di Avaaz.org. Anche se non vi interesserà, potrete lasciare il vostro indirizzo di posta elettronica e iscrivervi alla loro Newsletter, certi di non aggiungere spam a quello che già vi appesantisce la vita e di non prendervi alcun virus o altro “-ware” indesiderabile.

Rischiate solo un po’ d’informazione indipendente: Avaaz.org è co-partecipata dalla più nota MoveOn.org, e altrettanto rispettata (forse anche un po’ imbarazzata per l’appoggio di Al Gore, ma non si può avere tutto).

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5 Risposte to “Avaaz.org per il Tibet”

  1. Stefano71 Says:

    … e ci faranno pure passare la fiaccola olimpica ho sentito dire!

    Grazie per il link, io mi sono registrato.

  2. Xaaraan - Il blog di Antonella Beccaria » Tibet: l’informazione indipendente di Avaaz.org Says:

    […] proposito della situazione in Tibet, Andrea Plazzi fa una segnalazione interessante sul suo blog: Comunque la pensiate sull’efficacia dei movimenti online, […]

  3. Alessandro Spaur Says:

    Penso che l’IOC abbia sbagliato ad assegnare alla Cina l’organizzazione delle prossime Olimpiadi ma, poiché la Cina ha già iniziato ad investire in vista delle Olimpiadi, penso che sia giusto permettere il loro svolgimento ed adottare soluzioni diverse e pacifiche, per indurre la Cina a rispettare i tibetani ed i diritti umani in generale.

  4. FRA Says:

    http://italianoperstranieri.splinder.com/

    Bologna: un libro nella propria lingua per detenuti stranieri
    Bologna: un libro nella propria lingua… per sentirsi più liberi
    “Chi ha sbagliato deve pagare, ma non per questo si può essere privati della dignità”.

    Salvatore Giampiccolo chiede, da mediatore, che ai suoi ex compagni di carcere venga concessa la libertà di sopravvivere dietro le sbarre con decoro. Parla di libertà di leggere e di scrivere Salvatore, che conosce bene la vita da carcerato. “Sono cose queste che ti rendono libero anche da rinchiuso”, dice. E fa un appello per combattere la discriminazione dei detenuti stranieri.

    Insieme a Roberto Morgantini dell’ufficio stranieri della Cigl e Mattia Fontanella del Comitato delle Memorie di Bologna, Salvatore Giampiccolo ha dato vita alla campagna “Un libro per il carcere”. “Le biblioteche ci sono ma i testi sono solo in italiano – spiega -, ho girato quaranta carceri diversi e la situazione era la stessa”. L’iniziativa nasce per rispondere alle richieste degli stranieri della Casa circondariale “Dozza” di Bologna, ma vuole fare da precursore a una pratica da realizzare in tutta Italia.
    Salvatore ha scontato una pena di 25 anni e oggi, che ne ha sessanta, ha deciso di aiutare i più deboli. Collabora con gli avvocati di strada e spera di poter essere ricordato da qualcuno per avergli fatto del bene. Racconta la quotidianità dei detenuti stranieri, che gli stanno particolarmente a cuore: “In una cella di 3 metri per 2,40 ci stanno in tre, hanno la doccia, perciò non è necessario che escano neppure per lavarsi. Stanno li 21 ore su 24, tre ore sono concesse per una boccata d’aria. Ma il resto del tempo è vuoto, inutile, non passa mai. Non ci sono abbastanza lavori da assegnare a tutti e così si finisce per fare i conti con lo sconforto, la pesantezza, persino con la voglia di morire”.

    “Molti sono vittime della legge Bossi-Fini – continua Salvatore – clandestini colpevoli di piccoli reati. Devono scontare due, cinque o dieci anni, ma per loro è più difficile rispetto che per molti italiani ottenere il rito alternativo e lo sconto di pena. Perché sono immigrati in un paese straniero. I più non ricevono visite. Sono condannati a un isolamento totale dalle circostanze, non da un tribunale”. Poter leggere un libro nella propria lingua sarebbe un passo verso l’esistenza civile da concedere anche se chi ha sbagliato è straniero. E se, come qualcuno dice, la lettura nobilita l’animo, è un peccato negarla a chi ne sente il bisogno.

    “La civiltà, quella autentica, si trova spesso nelle cose che non si vedono. Nei luoghi remoti, oscuri del vivere: quelli del dolore, della sofferenza. Delle marginalità. Delle privazioni: come il carcere. Dove ogni giorno la parola civiltà deve essere alimentata, sostenuta, tenuta in vita, con rigore e perseveranza (quasi come un fiore), da chi vi opera e da chi è in stato di detenzione. Una parola che va rinfocolata, rivitalizzata anche dall’esterno: dall’intervento degli uomini “liberi”. Che non devono rimanere indifferenti. Come se il carcere fosse altro da loro. Distinto. Distante.

    Il carcere è, nella sua drammaticità, l’altra faccia del salotto buono. Col carcere bisogna fare i conti.

    Fino in fondo. Perché la civiltà o comprende tutto e tutti o non è civiltà. E un libro può rendere meno incivile, meno, inutilmente crudele questo luogo. Un libro in cui la parola civiltà lasci intravedere, seppure in lontananza, la parola libertà”. Con queste parole Roberto Morgantini e Mattia Fontanella hanno voluto lanciare la propria richiesta di donare un libro per la biblioteca della Casa Circondariale “Dozza” ad ambasciate, consolati, aziende e privati.

    Chi volesse rispondere all’appello, può far pervenire i testi al Centro Lavoratori Stranieri CGIL in via Marconi 69/d;Bologna tel 051.6087190. cell 3357456877. Naturalmente i libri devono essere in lingua straniera (araba, francese, inglese, spagnolo, russa, albanese, rumena, etc.).

  5. teri Says:

    Questo essere non fa altro che sfruttare l’immigrazione, non ha mai aiutato nessun senza un scopo ben preciso, la sua reputazione e ben nota in tutti gli ambienti del sociale, a chi valeva verramente qualcosa e potava aiutare verramente gli immigrati lui non ha fatto altro che dare dei calci.
    Ora e arrivato il momento che questa gente venga messa da parte, e notizia fresca che finalmente questo essere e stato mandato via dalla cgil per cattiva conduzione del ufficio stranieri di Bologna, sia ringraziato Dio, che per altro lui era già in pensione da un tot di tempo ma percepiva ugualmente un stipendio da parte della cgil, per non parlare di tutti i giri poco chiari che intrateneva con vari personaggi dell’amministrazione pubblica ed anche al di fuori di essa, speriamo che la cosa vada finalmente in porto.

    VERGOGNA ROBERTO MORGANTINI

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