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“Nuvole a stampa”

sabato, 21 febbraio 2009 - 08:00

Il titolo completo è “NUVOLE A STAMPA – Breve storia dell’editoria a fumetti in Italia” ed è una mostra da me curata che apre mercoledì 25 febbraio, nei locali di Palazzo Italia, l’elegante sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado. Figlia delle idee e del supporto costante di Aleksandar Zograf, come del resto qualsiasi cosa che io faccia e conosca in terra serba (con la possibile eccezione del consumo di rakija – Zograf è astemio -  e di ćevapi – per cui non mi servono suggerimenti), questa mostra è stata caldeggiata e promossa dalla direttrice dell’Istituto Alessandra Bertini Malgarini.

Senza sforzarmi troppo, riporto un estratto dalla mia breve introduzione al catalogo:

Nel 2008 il fumetto italiano è convenzionalmente entrato nel suo secondo secolo di vita (…) e l‘occasione è ottima per ripercorrere un cammino in realtà assai più lungo. NUVOLE A STAMPA – Breve storia dell’editoria a fumetti in Italia cerca di farlo attraverso una selezione necessariamente minima ma – pensiamo – significativa delle molte migliaia (letteralmente) di pubblicazioni che l’hanno via via segnato, testimoniando l’evoluzione sociale e del costume.

Questo approccio, riservato di solito a ricercatori e bibliofili, può risultare assolutamente affascinante anche per l’appassionato, il semplice curioso o il nostalgico delle letture giovanili: la varietà delle pubblicazioni italiane che negli ultimi – almeno – 160 anni hanno proposto fumetti (o formati narrativi antesignani di questo linguaggio) è infatti davvero sorprendente.

La mostra comprende riproduzioni di pubblicazioni accompagnate da testi di Fabio Gadducci, Stefano Priarone, Sergio Rossi e miei, organizzate in quattro sezioni cronologiche (“Dalle origini agli anni Cinquanta”, “Gli anni Sessanta”, “Gli anni Settanta”, “Dagli anni Ottanta a oggi”) e cinque sezioni che abbiamo chiamato “trasversali”, cioè dedicate ad argomenti o autori non legati a questo o a quel periodo ma che attraversano una parte considerevole della storia editoriale del fumetto nel nostro paese, o l’hanno altrimenti segnata. Le cinque sezioni sono “Il Corrierino”,  “Bonelli”, “Disney”, “Hugo Pratt” e “Magnus”. L’appassionato intuirà i motivi dietro a queste scelte, tra le tante possibili.

Dal 25 al 27 febbraio Belgrado ospiterà una serie di “eventi italiani” legati alla promozione e alla divulgazione del nostro fumetto, che seguirò con l’aiuto di amici e colleghi ospiti dell’Istituto: il già citato Fabio Gadducci, esperto e storico di letteratura popolare; Diego Cajelli, sceneggiatore; Paolo Parisi, autore; Giovanni Eccher, regista. Qui trovate il programma completo.
Se passate da Belgrado fate un fischio, che magari sono rimasti un po’ di ćevapi.

Questo post è già troppo lungo ma non posso lasciarvi senza ringraziare nuovamente l’amico Saša Rakezić (lo Zograf di cui sopra). Da un lato, ha fatto di tutto perché gli eventi in questione ricevessero la massima copertura, non fermandosi davanti a nulla. Dall’altro, mi ha chiarito le idee sull’importante nozione di kitsch balcanico. E adesso rispolverate il vostro serbo-croato e datevi una mossa: c’è tutto un mondo intorno.
Mica ceci.

Vive la différence

domenica, 25 gennaio 2009 - 09:00

Un articolo recente su LaStampa.it segnala un’importante mostra sul Corriere dei Piccoli, citando anche il volume di cui abbiamo parlato recentemente.
L’articolista Sergio Rossi (già collaboratore e a lungo direttore della storica Fumo di China) esprime sul libro giudizi piuttosto severi che non condivido.

In primis, si contesta la selezione effettuata, “dieci numeri del Corrierino editi tra il 1908 e il 1972″, lamentando che “il libro salta senza alcun motivo la produzione successiva del settimanale” (certo non irrilevante, si ricorda, anche solo per la nascita nel 1975 sulle sue pagine della Pimpa di Altan).
Si conclude poi criticando l’apparato redazionale, affermando che “l’introduzione dei curatori, generica nella sua brevità non risulta uno strumento efficace né per il lettore, nuovo o nostalgico, né per il cultore della materia.”

La prima osservazione non è di per sé infondata, ma è difficile pensare a una selezione (anche di ben più di 10 numeri riprodotti integralmente; idea a cui nel pezzo neanche si accenna e che io trovo forte, se non persino originale) che non presti il fianco a una qualche critica del genere: ogni scelta ragionevolmente rappresentativa dell’intera vita del Corrierino non potrebbe rientrare in nessun volume o formato oggi proponibile nel circuito librario da una casa editrice generalista.
Tra le tante scelte possibili, quella di “campionare” un periodo comunque lunghissimo (quasi 65 anni; in termini editoriali, un’eternità), ben più che rappresentativo della storia della testata, mi sembra quindi accettabile.

Sul secondo punto, la mia opinione è esattamente opposta: Gadducci e Stefanelli hanno realizzato con successo una sintesi difficile. La storia della testata è ripercorsa fedelmente, senza rinunciare a una contestualizzazione storica e sociale necessariamente asciutta (non si tratta di un saggio specializzato) ma correttamente argomentata con precisi riferimenti ai numeri raccolti nel volume. Il tutto – e questa è ovviamente una nota di gusto personale – con stile sobrio ma non privo di eleganza espositiva.
Nello spazio a disposizione, trovo davvero difficile chiedere di più.

Neppure io avevo invece segnalato – e rimedio ora – che il volume è clamorosamente fallato: l’introduzione in questione è infatti pubblicata incompleta (presumibilmente di poche righe), addirittura a metà frase, sospesa a una virgola.
Sorprendente, in un’edizione di questo pregio.


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