Che sarei io, frequentazione dei camerini delle star a parte. E mi scuso per l’OT, che mi ci è voluto un po’ a decidermi, ma quando c’è la passione…
Quest’estate per me è già finita – ma non è una lamentela – e le ferie me le prendo a singhiozzo, sotto forma di toccate-e-fughe un po’ qua e un po’ là, dove mi porta il cuore.
Martedì scorso, 30 giugno, mi ha portato a Milano, a uno dei tanti concerti a cui ho assistito e continuerò ad assistere dei Massimo Volume.
Non so scrivere di cose musicali e certamente non della musica che mi piace. A quasi dieci anni dall’ultimo album, per me i MV sono forse il più grande gruppo italiano di sempre, quindi non cercherò di parlarne.
Solo due parole per dire che il concerto in questione, presso il noto circolo Magnolia di Milano (of MI AMI fame) è stato ottimo.
Il chitarrista storico Egle Sommacal è di compostezza folgorante e la sua dedizione allo strumento e al gruppo è monastica, quasi ieratica.
Le percussioni di Vittoria Burattini sono precise e personali: tra le poche bacchette italiane riconoscibili al primo rullato.
La seconda chitarra Stefano Pilia, aggiuntasi l’anno scorso ai tre componenti storici, fa sfoggio di grande tecnica senza mai dimenticare il pathos.
Del parlato/recitato (scusate ma detesto neppure tanto cordialmente l’etichetta “spoken word”) di Emidio Clementi, che è anche bassista, non sarò io – qui e ora – a tessere motivatamente gli elogi: dirò solo che anche senza considerarne la produzione narrativa, molto interessante ma forse più discontinua di quella musicale, il contributo di Clementi alla letteraratura italiana meriterebbe da tempo di entrare nelle antologie ed è sicuramente superiore di una spanna a qualsiasi cosa la scena musicale italiana di mia conoscenza abbia prodotto da molti anni a questa parte.
Anche perché, a differenza della quasi totalità dei testi di canzone (specialmente se la canzone è riuscita), quelli di Clementi per i MV reggono perfettamente la pagina scritta, anche se l’autore potrebbe non essere d’accordo: che Clementi non sappia cantare e che abbia fondato un gruppo senza essere mai stato neppure sfiorato dall’idea di scrivere canzoni è una delle assurdità più feconde della musica italiana recente.
Non so se i MV avranno un futuro originale.
Al momento stanno lavorando a un live tratto dai concerti della reunion e si parla di un nuovo album, ma è difficile immaginare quale direzione possa prendere oggi un gruppo talmente radicale e che ha già dato così tanto.
I rari inediti eseguiti dal vivo restano nel solco del già fatto e non la lasciano intravedere.
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Tag: Egle Sommacal, Emidio Clementi, Magnolia, Massimo Volume, MI AMI, musica italiana, Stefano Pilia, Vittoria Burattini

Martedì, 7 Luglio 2009 - 14:50 alle 14:50 |
E bravo il nostro giovane groupie!…
…vengo a trovarti per leggere di fumetti e chi ti trovo? I Massimo Volume!…
Sottoscrivo tutto!
Bellissima sorpresa!
Buone ferie a singhiozzo (a te e a loro…)
Giovedì, 9 Luglio 2009 - 12:33 alle 12:33 |
Mai sentito niente di loro (che ignoranza!), mi aggiorno su youtube.
Ciao.
Luca
Giovedì, 9 Luglio 2009 - 12:38 alle 12:38 |
IERI
OGGI (con l’audio un po’ così…)
Giovedì, 9 Luglio 2009 - 13:59 alle 13:59 |
Mi proietto subito!
Domenica, 12 Luglio 2009 - 12:20 alle 12:20 |
Mai sentiti.
Dopo un primo ascolto (Il primo Dio, Inverno ‘85, Dopo che): ottima musica e recitativo potente e profondo (“è nella pioggia oggi il vostro grido”).
Però, se dici che il contributo dei MV è superiore a quanto la musica italiana ha prodotto negli ultimi anni, non è che fai loro ’sto gran complimento. :)
Snàp
Domenica, 12 Luglio 2009 - 23:52 alle 23:52 |
Sacrosanto: logica alla mano, avere dato un contributo “superiore di una spanna a qualsiasi cosa la scena musicale italiana di mia conoscenza abbia prodotto da molti anni a questa parte”, nulla dice del livello assoluto di questo contributo.
Da bravo groupie non ho problemi a sbilanciarmi (mica sono un critico): indipendentemente da quanto fatto da altri, in questo paese, su questo o altri pianeti, alcuni dei pezzi più belli che io conosca li hanno composti i MV.
Lunedì, 13 Luglio 2009 - 11:16 alle 11:16 |
Diavolo di un groupie! Mi lancio con una chicca bowiana:
Lunedì, 13 Luglio 2009 - 11:23 alle 11:23 |
State ancora lì coi MV?…
bene! :)
…io sono un po’ retrò e, pur non disdegnando affatto la narrazione di Emidio (anzi!), preferisco che me la si canti un po’ di più…
Giusto per smentirmi, l’ultima volta che li ho visti in concerto (a Torino, qualche anno fa) suonavano sotto (o sopra?) la proiezione de Il fuoco di Pastrone…
In quei periodi, facevo ancora le classifiche dei concerti memorabili e i Massimo Volume sono entrati prepotentemente nella mia top ten: il film non l’ho quasi visto (non dava fastidio perchè è muto) e, un po’ con gli occhi chiusi e un po’ con lo sguardo fisso nelle loro facce, me ne sono rimasto lì impietrito (forse, solo, un pochino troppo malinconico per la mia indole…)
Io, che non sono un critico (e neppure un giovane groupie!), potrò sbilanciarmi a dire queste cose?…
…
vabbo’, vado a cercarmi un blog di fumetti, va’… chè qui parliamo solo di musica!…
;)