It’s Tuono Time

Martedì, 17 Novembre 2009 - 01:00 di Andrea Plazzi

Ma di un Tuono tutto ammodino, che non dispiacerebbe a quella buonanima santa di vostra zia, poverella.

Insomma, è Tuono Pettinato Time: l’ineffabile Zeitgeist Fustigator di cui abbiamo parlato l’anno scorso, nel giro di poche settimane s’infila sotto la cintura un libro e una mostra.
Il primo è Apocalypso (Coniglio Editore, 13,00 Euro) e tra momenti fondanti della cultura italiana (“PINO DANIELE! Per te è finita! Getta subito tutti gli stereotipi ed esci con le mani alzate!”) e folgoranti intuizioni lessicali (“Capitan Uncinetto”), è già un imprescindibile vademecum per tutti coloro che pensano che le persone educate ruttano in maniera intonata per non offendere l’orecchio del vicino e che per cercare di fare ritorno allo stato di natura è indispensabile una cultura enciclopedica.

La mostra è “Nam Hotel” e apre a Bologna venerdì 20 novembre alle 18:30, presso RAM Hotel (via San Valentino 1/f, info: 051 6493296 /  info@ramdesign.it).  Oltre a tavole da Apocalypso, ci trovate il nocciolo duro del progetto Bastardi da guerra, l’ennesima sfida di Tuono alla categoria stessa – non nel senso di Heidegger, ovvio – di “già visto”. Ma scusate la goliardata, ci ricomponiamo subito: il blog è uno sballo.
E anche se non vi piace potete lasciarlo di sottofondo, che è un gran bel sentire.

Unica nota stonata: nell’elegante cataloghetto approntato dai baldi  RAM-albergatori era rimasto un po’ di spazio vuoto, e l’horror vacui è una gran brutta cosa, mica per altro.
Una rapidissima seduta spiritica, giusto il tempo di appurare che Borges si nega e che Pollock è finito all’inferno a disegnare nature morte fino all’ultimo picciuolo, e sospirando rassegnato Tuono decide che non è molto importante come lo si riempie il vuoto, basta che l’horror vada via. Ed ecco qua le poche righine con cui in quattro e quattr’otto l’ho tolto dall’imbarazzo. E neppure me ne vuole.
Potenza della Super Amicizia.

“Lucca”

Mercoledì, 28 Ottobre 2009 - 13:33 di Andrea Plazzi

Detto semplicemente così, in questo periodo dell’anno e in un contesto fumettistico, significa Lucca Comics & Games,  manifestazione importantissima per diversi settori dell’intrattenimento, a partire dagli storici ‘omics (come si declina “fumetto” nella città toscana).
Lucca, quindi.
L’edizione 2009 apre giovedì 29 ottobre e quest’anno seguirò alcune cose, quasi tutte legate alla Scuola che dall’anno scorso gestisco a Bologna insieme a Marco Ficarra di RAM.
Più la presentazione graditissima di, indovinate un po’, Ultima lezione a Gottinga (venerdì 30 ottobre, ore 17.00, Sala Incontri del Palazzo Ducale), titolo definitivo del Gottinga di Davide Osenda. Da queste parti ne abbiamo parlato a più riprese (potete cominciare dal banner in basso a destra, e poi proseguire qua e qua) e vederlo a stampa per le Edizioni 001 con una presentazione di Piergiorgio Odifreddi è una soddisfazione meritatissima per Osenda, uno degli esordi recenti più interessanti. Ma tranquilli, nulla di serioso nonostante la serietà dell’argomento e degli eventi storici che Osenda ha posto abilmente a cornice della storia, tant’è vero che ci trovate anche due righe mie.
Ospite graditissimo, l’amico Stefano Marmi della Scuola Normale Superiore di Pisa, fisico-matematico di fama e ottimo divulgatore, ogni volta che gli impegni accademici e di ricerca gliene lasciano il tempo.

Fumetti e diritto d’autore – 2

Domenica, 11 Ottobre 2009 - 17:00 di Andrea Plazzi

Abbiamo già pubblicato un articolo di Raffaella Pellegrino, l’avvocato e giurista che da qualche anno scrive e interviene su questioni di diritto d’autore specifiche del fumetto (e vi rimando a quel post per alcune mie considerazioni purtroppo non scontate sui diritti degli autori e l’alfabetizzazione non solo di questi ultimi ma di tutti gli operatori del settore).
Tra le altre cose, è anche docente del modulo di diritto d’autore del corso organizzato dalla Scuola di editoria per la traduzione e il fumetto, di cui tra poco – spazio pubblicitario – verranno annunciati i corsi 2010.
Tra le altre cose, l’articolo tratta l’importante distinzione tra diritti morali e diritti di sfruttamento economico dell’opera dell’ingegno, oltre che i diritti degli autori in senso lato, concludendo con alcune considerazioni generali sulle situazioni di fatto, in cui gli accordi contrattuali dipendono in maniera determinante dai rapporti di forza tra le parti.

La rivista a cui trovate un riferimento nel corso dell’articolo è Scuola di fumetto, su cui questo intervento è stato pubblicato insieme al primo.

Il pezzo è già online anche sull’importante blog di Ivo Milazzo Una firma per il fumetto, e lo trovate di seguito o scaricandolo qui in formato PDF.

Leggi il seguito di questo post »

“CONTRATTO CON DIO – La Trilogia” a Schio

Martedì, 6 Ottobre 2009 - 11:26 di Andrea Plazzi

Si svolgerà domenica, 11 ottobre, alle ore 17.00 nel Palazzo Toaldi Capra di Schio (VI), e  si parlerà, più in generale, di alcuni temi ricorrenti nell’opera di Will Eisner, come il rapporto con la memoria, la ricerca delle radici e il confronto con l’identità ebraica.
Temi esemplarmente presenti nel poderoso tomo edito da Fandango Libri nella scorsa primavera, di cui parlo a ogni piè sospinto.

Il tutto chiuderà una serie di incontri sul romanzo a fumetti il cui colpevole principale è Claudio Calia (ma se parliamo delle indispensabili colpe di Calia nell’ambito del fumetto il suo curriculum non si ferma certo qua, basti pensare all’ormai monumentale serie di monumentali volumi targati Sherwood Comix, da lui progettati e curati insieme a Emiliano Rabuiti; di uno in particolare abbiamo parlato estesamente a partire da qua).
C’è anche un evento Facebook.

Will Eisner al 24 HOUR COMICS DAY 2009 di Pordenone

Venerdì, 25 Settembre 2009 - 20:00 di Andrea Plazzi

Il 3 e il 4 ottobre sarò a Pordenone per parlare di Will Eisner. Tema e titolo sono alquanto impegnativi (“EISNER L’EBREO – Memoria e identità culturale in Fagin l’ebreo e Contratto con Dio di Will Eisner”) ma non dovrebbero fare troppe vittime (nel senso fantozziano di “No, il dibattito no!”): grazie all’infaticabile Andrea Alberghini l’incontro è inserito in quello che per me non potrebbe essere un contesto migliore, il 24 HOUR COMICS DAY 2009 (qui il programma completo).
Per questa manifestazione-progetto ho sempre avuto un debole,  sin da quando nel 2005 il benemerito portale Lo Spazio Bianco ha inserito l’Italia nel circuito dei paesi che da anni promuovono e di anno in anno rilanciano questa sorta di performance ginnico-artistica, vero e proprio sport estremo per fumettisti.
Quell’edizione fu particolarmente felice, e ne è stato ricavato un volume davvero notevole, per nulla penalizzato neppure dall’introduzione).

Sarà ancora una volta un grande piacere seguire gli autori e lo sviluppo delle storie pagina per pagina, schizzo per schizzo, vignetta per vignetta; resistere o magari cedere al sonno una, due e chissà quante volte nel corso della nottata; decidere di farsi un pisolino sul posto o di rientrare in camera per qualche ora, per poi tornare più o meno rinfrancati e con un vago senso di colpa per quelli che la nottata-maratona la stanno facendo sul serio…

E poi caffè a fiumi.

Il 24 Hour Comics Day online
Il sito italiano
Il sito internazionale
Associazione Vastagamma (24 HIC 2009, Pordenone)
Blog di Vastagamma su cui seguire l’evento in diretta

“Stalag XB” alla Feltrinelli di Palermo

Domenica, 20 Settembre 2009 - 09:00 di Andrea Plazzi

Venerdì 25 settembre sarò a Palermo per la presentazione del libro di Marco Ficarra presso la libreria Feltrinelli di via Cavour 133, alle ore 18.00 (info: 091 781291).
Del libro abbiamo parlato pochi giorni fa e l’appuntamento è particolarmente importante per l’autore (residente a Bologna da una vita ma palermitanissimo) e anche per il sottoscritto.

Per cominciare, il libro è legato a doppio filo alla storia della famiglia Ficarra, che parteciperà numerosa, e un  certo nervosismo da parte di Marco è più che comprensibile. Ma anch’io mi sono sentito preso un po’ in contropiede da un invito graditissimo (sarà praticamente la mia prima volta a Palermo, dopo un rapido passaggio di tanti anni fa) per un incontro che sarà sicuramente un po’ diverso dalle presentazioni che faccio in giro qua e là (sempre troppe, se assecondassi la mia pigrizia).

Con la notevole eccezione dei libri di Will Eisner, mi sono sempre tenuto alla larga da titoli che ritengo troppo impegnativi (non voglio scrivere “seri” con le virgolette, che farebbe tanto mia zia buonanima, ma ci siamo capiti spero). Ovviamente questo questo non ha nulla a che vedere col mio eventuale gradimento (o meno) per il libro, o con i suoi meriti oggettivi, ma con una mia naturale tendenza a sdrammatizzare e ad alleggerire (senza virgolette), che con certi libri proprio sarebbe fuori luogo, fermo restando che serietà e seriosità sono cose diverse.

Negli ultimi anni, quantità, qualità e varietà delle uscite a fumetti mi hanno reso sempre più difficile defilarmi e l’appuntamento di Palermo sarà in fondo un’ottima occasione per vedere se sarò all’altezza di un libro e di un autore che, come minimo, rappresentano un esordio di spessore inconsueto.
Il realtà, il libro è molto di più, soprattutto dal punto di vista dell’aderenza alle fonti storiche, per non parlare dell’efficace struttura narrativa, realizzata per sequenze asincrone.

In breve: ci vediamo a Palermo (cannolo e cappuccino in una pasticceria del luogo consigliata da Marco Ficarra al primo non residente a Palermo che si presenterà dicendo “l’ho saputo dal tuo blog”).

“CONTRATTO CON DIO – La Trilogia” alla FNAC di TORINO

Domenica, 13 Settembre 2009 - 09:00 di Andrea Plazzi

Nuova presentazione per la summa eisneriana pubblicata in primavera da Fandango (ne abbiamo parlato ampiamente quaqua).

Alla FNAC di Torino Centro (via Roma 56, info: 011 5516711), Venerdì 18 settembre alle 18.00, non potrebbe andarmi meglio: a reggermi il sacco (nelle famiglie per bene si dice “a condurre”) ci sarà infatti Gianfranco Goria, uno dei Poteri Forti dell’informazione fumettistica di questo paese, con cui sono in debito per l’attenzione – spero meritata e certamente gratificante – ad altre mie iniziative passate (e, vi assicuro, non devo neppure chiamarlo “Papi”).
Gli devo in realtà anche di più, perché questa presentazione, che è semplicemente doverosa a Torino (una delle tappe dell’ultima visita italiana di Eisner, nel 1998), è farina del suo sacco.
Ora che sapete di chi è la colpa spargete la voce tra gli amici di Torino e dintorni e venite a farvi valere. Io ci sarò.

Domani, 8 settembre: “Stalag XB”

Lunedì, 7 Settembre 2009 - 22:23 di Andrea Plazzi

http://www.stalagxb.net/

L’amico Marco Ficarra (fresco fresco di un blog personale che nei prossimi giorni andrà a regime) è grafico, illustratore pittore e – cosa non molto nota – un professionista che a partire dagli anni Novanta ha dato un contributo importante all’innovazione tecnico-professionale e alla qualità dell’editoria a fumetti.
Con lo studio grafico RAM da lui fondato è stato infatti tra i primissimi in Italia a sviluppare il lettering computerizzato, in autonomia e spesso in anticipo rispetto agli USA, eterno mercato di riferimento.
Tra le qualifiche di cui sopra Marco ha aggiunto da poco quella a  me carissima di autore di fumetti: il suo volume Stalag XB, uscito per Becco Giallo a ridosso dell’estate, ha già ricevuto numerose e ottime recensioni.

Il libro nasce da una storia famigliare che Marco conosceva da tempo e che a un certo punto non ha potuto fare a meno di raccontare: il suo pro-zio Gioacchino Virga, ufficiale dell’esercito regio durante la II Guerra Mondiale, all’indomani dell’8 settembre 1943 si rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò e fu internato in diversi campi di lavoro e di concentramento, morendo infine in quello che dà il titolo al libro, pochi giorni prima della fine della guerra.

Non sono la persona migliore per valutare e recensire un libro che ho seguito sin dalle primissime pagine e mi limiterò a dire che la mezzatinta dello stile falso-naif di Marco è davvero espressiva e che a un vecchio lettore fa un certo effetto apprezzarla in pagine che assomigliano a un omaggio sorprendete e persino un po’ spiazzante alla tradizione amatissima (e lontanissima dalle atmosfere del libro) del pocket italiano, con quelle due grandi vignette in ciascuna pagina.

Domani, 8 settembre (e quando se no?), il libro viene presentato a Bologna presso la sede dell’Istituto Storico Parri Emilia-Romagna, nel loggiato del chiostro del complesso conventuale di San Mattia, con ingresso dal civico 20 di via Sant’Isaia.
Insieme all’autore interverranno il Direttore dell’Istituto Luca Alessandrini, il giornalista ed esperto di fumetto Luca Baldazzi, Alberto Sebastiani dell’Università di Bologna e infine Bruno e Silvana Vialli, figli del tenente Vittorio Vialli, autore di un ricco fondo fotografico che è stato di grande aiuto nella stesura del libro. Presiede l’incontro Giuseppe Giampaolo, Presidente dell’Istituto.

Il libro ha un sito (dove in particolare trovate il booktrailer) e in questi giorni gli si sta affiancando 8 settembre 1943, un originale progetto online di raccolta di documenti, testimonianze e materiali di ogni tipo su questa data cruciale che si attiverà nelle prossime settimane.

Palumbo, De Cataldo e il loro “Sogno turco”

Lunedì, 24 Agosto 2009 - 18:00 di Andrea Plazzi

È uscito da quasi un anno e ne abbiamo parlato più volte, anche da prima. Ovviamente è il minimo, mica è un instant book. Un sogno turco resta uno dei libri italiani più singolari (per impianto narrativo), affascinanti e spettacolari (per perizia grafica ed esecuzione) degli ultimi anni. Più che giusto, quindi, che – ben oltre i tempi convenzionali della promozione libraria, che con l’eccezione di pochi successi e long-seller tendono a bruciare i titoli nel giro di pochi mesi – gli autori continuino a parlarne e a presentarlo.
Giuseppe Palumbo e Giancarlo De Cataldo presentano Un sogno turco in due occasioni: martedì 25 agosto, alle ore 18:30 a Matera (Palazzo Lanfranchi, Piazzetta Giovanni Pascoli; info 0835 256262); giovedì 27 agosto, alle 21:30 a Pulsano, in provincia di Taranto (Villanova, via Basento; info: 099 5330191).

Harry dice, e lo dice bene

Venerdì, 14 Agosto 2009 - 20:30 di Andrea Plazzi

HarryDiceA parte un po’ di pigrizia e i tempi estivi, gli argomenti non mancano e spero di ricominciare presto a postarne alcuni. Giusto il tempo di finire di leggere e magari copiare “Harry dice…”, il blog di Harry Naybors.

Quando Harry “dice”, non è noioso, supponente, ricercato ma diretto, alla mano, chiaro e to the point. Il tono è sempre pacato e amichevole e, davvero, con quel tono può dire ciò che vuole.

Ne segue che il blog non è una palestra per l’ego di Harry, che evidentemente e sanamente non ne ha bisogno, e – azzardo – Harry non dev’essere della specie “narcisi che scatenano le guerre” (un tratto del tipo narciso che ho letto da qualche parte e che, poco seriamente, cito a memoria).

Quello di Harry ha quindi poco in comune con altri blog fumettistici più anziani, più noti e presumibilmente più seguiti, ed è l’unico che leggo abbastanza regolarmente, imparando un sacco di cose.

Sicuramente è il meglio scritto e il più divertente, tra quelli un po’ specializzati che entrano nel vivo di questioni fumettistiche non proprio ovvie, o di pubblicazioni un po’ ricercate (non voglio dire che è snob, e comunque lo sarebbe meno di uno che in un post scrive “to the point” invece di “puntuale”: è che Harry i fumetti di cui parlare se li va proprio a cercare, e non li trova dietro l’angolo).

Prima ho detto “azzardo” perché per fortuna l’identità di Harry è un segreto ben protetto: sono certo che la sua collezione di fumetti è molto interessante e se per caso mi invitasse a darle un’occhiata accetterei subito (al contrario di quanto faccio con le collezioni di farfalle), ma alla sua prima distrazione rischierei davvero di tornare a casa un po’ meno onesto.

“Morti di sonno” a Mogliano Veneto

Giovedì, 30 Luglio 2009 - 10:16 di Andrea Plazzi

Venerdì 7 agosto , in occasione del Festival “Imagine All The People”, mi troverò in provincia di Treviso, a Mogliano Veneto (Parco ai Pini di Via Rossini; tutti i dettagli qui), per presentare il volume Morti di sonno di Davide Reviati, autore di cui abbiamo parlato di sfuggita l’anno scorso.

Come capita spesso, Reviati è più bravo coi fumetti che a promuoversi e si ostina a invitarmi per presentare il volume insieme a lui (questa è la terza volta): questo porta a situazioni in cui, oltre a porgergli il “la” con qualche domanda intelligente su questo libro di oltre 350 pagine (“Certo che 350 pagine sono davvero tante, vero Davide?”) e a infilare qua e là acute osservazioni sulla sua superba tecnica fumettistica (“Qua hai usato due vignette invece di tre. Perché?”), di solito improvvisiamo un siparietto in stile Fratelli De Rege (e accetto illazioni su chi sia il cretino).

Ma sono contentissimo di questa occasione anche perché finalmente mi permette di parlare del libro su questo blog, cosa che continuavo a rimandare. Quindi ne parlo, ma senza impegnarmi troppo: diventando più o meno parte in causa, un senso di correttezza ridicolmente démodé e del tutto fuori luogo (come conflitto d’interessi c’è di meglio in giro) mi esime brillantemente da una vera recensione.
Non mi ritengo infatti in grado di parlare a un livello adeguato di questo sorprendente lavoro di Reviati, al momento il più bel libro a fumetti inedito che mi sia capitato di leggere quest’anno (la perifrasi un po’ farraginosa mi permette di escludere volumi di uscita recente ma evidentemente fuori categoria).

Una struttura narrativa ambiziosa e di ampio respiro ma chiara e trasparente; l’espressività di una lingua gergale e quotidiana alla bisogna, con sfumature regionali ma senza mai raggiungere il vernacolo e sempre accessibile; il calore di un segno grafico ricco, pastoso e sofisticato ma di grande leggibilità; il pathos intenso di visi, espressioni e di un linguaggio del corpo originale di cui Reviati è padrone assoluto.
Sono solo i tratti più evidenti di questa storia di formazione di una generazione nata e cresciuta nel Villaggio ANIC di Ravenna, parte integrante della storia recente del capoluogo romagnolo: una storia col respiro del Romanzo e la capacità di trascendere il particulare di storie minime e individuali, rendendole Storia.

Anche per questo si tratta di un libro importante che dovrebbe trovarsi in tutte le biblioteche pubbliche del nostro paese.

E potrei anche dire che basterebbe la stupefacente copertina, ed è per questo che ve la propongo così bella e grande. Non lo dico perché parlando di fumetti non è che una copertina basti, ma qualche frase fatta qua e là fa sempre comodo.

Sciopero

Martedì, 14 Luglio 2009 - 15:46 di Andrea Plazzi

scaricaillogoepubblicalo

OFF-TOPIC: un giovane groupie

Domenica, 5 Luglio 2009 - 21:00 di Andrea Plazzi

Foto: FreakOut Online

Che sarei io, frequentazione dei camerini delle star a parte. E mi scuso per l’OT, che mi ci è voluto un po’  a decidermi, ma quando c’è la passione…

Quest’estate per me è già finita – ma non è una lamentela – e le ferie me le prendo a singhiozzo, sotto forma di toccate-e-fughe un po’ qua e un po’ là, dove mi porta il cuore.
Martedì scorso, 30 giugno, mi ha portato a Milano, a uno dei tanti concerti a cui ho assistito e continuerò ad assistere dei Massimo Volume.
Non so scrivere di cose musicali e certamente non della musica che mi piace. A quasi dieci anni dall’ultimo album, per me i MV sono forse il più grande gruppo italiano di sempre, quindi non cercherò di parlarne.
Solo due parole per dire che il concerto in questione, presso il noto circolo Magnolia di Milano (of MI AMI fame) è stato ottimo.

Il chitarrista storico Egle Sommacal è di compostezza folgorante e la sua dedizione allo strumento e al gruppo è monastica, quasi ieratica.
Le percussioni di Vittoria Burattini sono precise e personali: tra le poche bacchette italiane riconoscibili al primo rullato.
La seconda chitarra Stefano Pilia, aggiuntasi l’anno scorso ai tre componenti storici, fa sfoggio di grande tecnica senza mai dimenticare il pathos.
Del parlato/recitato (scusate ma detesto neppure tanto cordialmente l’etichetta “spoken word”) di Emidio Clementi, che è anche bassista, non sarò io – qui e ora – a tessere motivatamente gli elogi: dirò solo che anche senza considerarne la produzione narrativa, molto interessante ma forse più discontinua di quella musicale, il contributo di Clementi alla letteraratura italiana meriterebbe da tempo di entrare nelle antologie ed è sicuramente superiore di una spanna a qualsiasi cosa la scena musicale italiana di mia conoscenza abbia prodotto da molti anni a questa parte.
Anche perché, a differenza della quasi totalità dei testi di canzone (specialmente se la canzone è riuscita), quelli di Clementi per i MV reggono perfettamente la pagina scritta, anche se l’autore potrebbe non essere d’accordo: che Clementi non sappia cantare e che abbia fondato un gruppo senza essere mai stato neppure sfiorato dall’idea di scrivere canzoni è una delle assurdità più feconde della musica italiana recente.

Non so se i MV avranno un futuro originale.
Al momento stanno lavorando a un live tratto dai concerti della reunion e si parla di un nuovo album, ma è difficile immaginare quale direzione possa prendere oggi un gruppo talmente radicale e che ha già dato così tanto.
I rari inediti eseguiti dal vivo restano nel solco del già fatto e non la lasciano intravedere.

MASSIMO VOLUME online
Sito ufficiale (in costruzione)
Stanze (sito non ufficiale, aggiornato)
Massimo Volume su MySpace (non ufficiale)

Fumetto e diritto d’autore

Venerdì, 26 Giugno 2009 - 20:30 di Andrea Plazzi

Riducendo all’osso, è l’argomento di cui tra le altre cose si occupa l’avvocato e giurista Raffaella Pellegrino (Studio d’Ammassa & Associati). Argomento che è stato sviluppato recentemente in una serie di articoli in via di pubblicazione su Scuola di fumetto, e ora anche online. Articoli giuridicamente rigorosi ma dal taglio divulgativo e privi di inutili tecnicismi.
Ispirati dall’idea – che personalmente sottoscrivo – che la prima difesa dell’autore (che sia traduttore, sceneggiatore, disegnatore, colorista) è la consapevolezza dei propri diritti e dei loro limiti, senza per questo pretendere di trasformarsi in esperto del settore.
In altre parole, un’alfabetizzazione di base che al momento è praticamente inesistente e che, incredibilmente, di solito non fa neppure parte della formazione delle altre figure professionali dell’editoria (redattori, editori, agenti).
Soprattutto per questo, la Scuola di traduzione per il fumetto e l’editoria dedica all’argomento uno dei suoi moduli, tenuto da Raffaella Pellegrino.

Potete proseguire nella lettura dell’articolo, oppure scaricarlo da qui.
Leggi il seguito di questo post »

Clerici vagantes

Venerdì, 12 Giugno 2009 - 19:30 di Andrea Plazzi

Clerici3CopertinaOvvero, “musici giocolieri giullari” (così, senza le virgole), come recita il sottotitolo dello spettacolo di Andrea Marchi e Gianluigi Giorgetti, i clerici in questione (nei ruoli di Paggio e Saggio, rispettivamente).
Avviate brillantemente alla 500esima replica, le prodezze teatrali dei due (vituosi dello sbeffeggio acrobatico, della volgarità irrinunciabile, delle clave che non si capisce come facciano a non cadere per terra) da qualche anno sono anche a fumetti e la cosa incontra tutta la mia approvazione.
Certo, è un peccato che il terzo (terzo!) volume dei Nostri, che sfoggia le loro sceneggiature e i disegni del bravo Alan D’Amico, abbia anche pesanti cadute di stile, ma se lo sono voluto loro, questo è certo.

“Fagin l’ebreo” all’Aja

Giovedì, 4 Giugno 2009 - 10:43 di Andrea Plazzi

Su invito di Forum – Associazione Italiana, venerdì 12 giugno, alle ore 19:30, Will Eisner e Fagin l’ebreo fanno tappa all’Aja, aggiungendo una presentazione alle tante dello scorso anno.

Forum è un’associazione di italiani all’estero dalla programmazione culturale particolarmente ricca ed esservi incluso è un piacere personale di cui ringrazio il segretario Luca Bernardi, appassionato di lunghissimo corso a cui non è necessario dire “graphic novel” una parola sì e una no per fare capire di cosa si sta parlando. Basta dire “Eisner”.
Ed è bastato, per cui eccoci qua.

Se avete in programma una scampagnata fuori porta, vi aspetto al Ristorante Casa Caroni (Jagerstraat, 8 Den Haag, NL – tel. +31 70 3460370) di cui mi dicono un gran bene.

Giornali dell’Altro Mondo

Domenica, 24 Maggio 2009 - 15:30 di Andrea Plazzi

Nel nostro, di mondo, i giornali sono istituzioni affidabili e benemerite, dalla professionalità inattaccabile, solidamente a baluardo della libertà d’informazione e della democrazia. Fonti autorevoli su fatti e notizie, alle cui domande (un numero a caso: dieci) un Presidente del Consiglio non si sognerebbe mai di non rispondere (come pare a lui, certo; e ci mancherebbe altro), pena la perdita di ogni credibilità personale e politica. Insomma, un mondo e dei giornali abbastanza noiosi.
Per fortuna esistono anche Altri Mondi, e dimensioni in cui la fantasia può correre a briglia sciolta, libera da ogni vincolo e persino dalle leggi fisiche e biologiche. Mondi dove agli ultrasettantenni ricrescono i capelli e le telecamere rimandano una realtà giustamente filtrata (magari con una calza) ed epurata dalle tante brutture in circolazione. Mondi che possiamo conoscere anche noi, grazie a giornalisti scrupolosi e a Giornali che hanno paura di raccontare le cose come stanno (rileggendo, questa frase potrebbe contenere un refuso, ma ora vado di fretta, scusate, che altrimenti faccio tardi a un convegno sui lapsus).

Giornali come il fantasioso Il Giornale, una testata davvero sorprendente anche secondo gli standard di Terra-2, il pianeta da cui ci invia regolarmente servizi su fatti ed eventi che, per fortuna, sul nostro non potrebbero mai avere luogo.
Impossibile resistere alla tentazione di riportarne uno che riguarda i miei amati fumetti e che coinvolge la brava Sara Pavan, Founding Mother del collettivo ernestvirgola, nonché fumettista dalla statura indiscussa, da fare impallidire Carlà.
Il tutto courtesy of Massimiliano Lussana, un giornalista che di viaggi dev’essere andato a lezione dall’Eternauta in persona.

Gli interessati possono approfondire la questione qui, quo e qua, dove la news è stata rilanciata con scrupolo, ma non intendo rinunciare al piacere di offrirvi in proprio questo bel momento di fantasy giornalistico, che trovate sopra, e l’opinione di Sara, che trovate sotto.
Se poi avete cinque minuti, cercate di farvi un’opinione vostra senza fidarvi necessariamente di quella degli altri.

Enjoy.

Buongiorno,
sono Sara Pavan, l’autrice del fumetto sul quale il quotidiano
Il Giornale ha costruito la falsa notizia della diffusione di materiale pornografico a bambini all’interno di un incontro organizzato dalla Biblioteca di Genova. Ho parlato con gli organizzatori, che mi hanno assicurato che l’incontro era rivolto a genitori ed educatori e che non è stato distribuito materiale inadatto a dei bambini!
Il fumetto in questione e tutto il materiale grafico da me realizzato per il sito beyourself è stato pensato per un pubblico di adolescenti al quale il sito si rivolge, con la finalità di parlare di sessualità e affettività in modo preciso ma con il linguaggio, a volte un po’ spinto dei giovanissimi, per riuscire davvero a farsi ascoltare e risvegliare così dal torpore, dalla massificazione, dall’insoddisfazione questi giovanissimi che tramite la televisione, internet e quant’altro consumano abitualmente pornografia, che a tutto serve fuorché a formare le persone ad una sessualità sana e consapevole, men che meno al rispetto della donna e alla comprensione che la donna è persona e non oggetto.
La storia presa di mira cerca di ridicolizzare certi modi di dire e di fare, non mostra nessuna scena di sesso, ed è disegnata in modo simbolico e non realistico per non avere nessuna possibilità di lettura erotica. Credo che nessuno di quelli che ne hanno parlato si sia preso effettivamente la briga di leggere e considerare il materiale che ho realizzato.
Che è tutto, fuorché pornografico.
Ho realizzato questo materiale ormai quattro anni fa. Sicuramente è acerbo dal punto di vista artistico, ma paragonarlo in senso negativo ai lavori dichiaratamente erotico-pornografici di grandissimi disegnatori come Magnus o Manara, decisamente espliciti e per la mia sensibilità di donna anche volgari, è come dire che la colpa di questo fumetto sia di non essere sufficientemente porno.
L’arte contemporanea ci dovrebbe aver affrancati da più di un secolo dal dovere di realizzare con grande maestria tecnica e con realismo fotografico le nostre opere. Quindi ai miei occhi il voler prendere come esempi positivi dei fumetti erotici e pornografici nel vero senso della parola, solo in virtù del talento grafico di chi li ha realizzati e come esempio negativo il mio, disegnato in modo naif, ma contenutisticamente molto più pesante e importante, proprio perchè fa pensare, mi sembra a dir poco assurdo.
Fortunatamente, non mi sono trovata in mezzo a un crimine violento mio malgrado, ma l’angoscia che mi assale nell’uscire una mattina di casa per andare al lavoro e vedere la mia opera così deformata, storpiata, strumentalizzata e tagliuzzata, per farne l’esatto opposto di quel che è, in prima pagina di una testata nazionale, e vedere come il falso e il mai accaduto possano diventare la verità solo in virtù del mezzo che li diffonde, vedere accadere questa cosa non a qualcuno di sconosciuto, ma a me, al mio privato, alla mia vita, mi riempie di sfiducia nel mio Paese e mi riempie di indignazione verso quegli individui che, contro ogni deontologia professionale, fanno del giornalismo superficiale e sensazionalistico, senza documentarsi, né verificare le fonti.
Se io mai avessi fatto un errore di questo tipo non avrei più nessuna credibilità professionale.
Invece, grazie all’amplificazione di ogni azione mediatica in periodo pre-elettorale, chi ha una missione importantissima per la democrazia, cioè diffondere la verità delle notizie, sembra automaticamente autorizzato a inventare un babau per tirare l’acqua al suo mulino: per colpire un sindaco, una manifestazione, umiliando il lavoro altrui, il mio, fatto con onestà e coraggio senza la minima remora.

Io non sono nessuno, non sono famosa, non sono un genio, ma sono un’onesta cittadina.
Per questo credo di meritare pubbliche scuse, sulla stessa prima pagina, dove il mio lavoro è stato screditato, dagli stessi signori che così spavaldamente non hanno riferito il vero.

Salvare il mondo non è mai stato così facile!

Giovedì, 14 Maggio 2009 - 19:00 di Andrea Plazzi

Ho omesso le virgolette perché è un dato di fatto, oltre che il titolo dell’ormai celebre “Guida per aspiranti supereroi” di Giampelmo Schiaragola, di cui è uscito da poco il secondo volume (sì, esiste anche il primo, e il piano dell’opera ne prevede un terzo; ma l’argomento è talmente vasto che neanche Uatu ne vede la fine e chissà che l’autore e l’editore non ci ripensino).

Giampelmo (titolare di un blog scritto assai meglio della media) è acuto, brillante, con un’idea forte sull’uso dei corsivi e soprattutto molto, molto esperto dell’argomento (forse per via di certi suoi trascorsi come allevatore di ragni radioattivi, chissà): i consigli che troverete in questo libretto smilzo ma densissimo saranno preziosi anche per i più smaliziati super-difensori del bene.

Certo, anche i migliori possono incappare in una giornata-no, in un momentaneo sbandamento della ragione o semplicemente essere alla canna del gas con le scadenze. È l’unica spiegazione che trovo per l’invito – graditissimo – rivoltomi da Giampelmo a scrivere la prefazione al volume.
Ma come scusa non vale: accattatevillo.

“CONTRATTO CON DIO – La Trilogia”: Feltrinelli (MI) e FNAC (GE)

Martedì, 5 Maggio 2009 - 00:07 di Andrea Plazzi

Due nuove presentazioni per il nostro libro dell’anno (nell’attesa che sia insidiato presto da altre riedizioni di Eisner).

MILANO – Martedì  12 maggio, h. 18.00 Presso la Libreria Feltrinelli di Corso Buenos Aires 33, se ne parlerà insieme a Giulio Giorello.
Filosofo e matematico, Giorello è storico e filosofo della Scienza, nonché un abile divulgatore in grado di porgere al grande pubblico temi complessi senza impoverirli o svilirli in nome della casalinga di Voghera (la prima a lamentarsi, quando succede). Molti di voi lo conosceranno come collaboratore di lunga data del Corriere della Sera e per i suoi interventi televisivi e radiofonici ma, cosa meno nota (relativamente parlando, visto che da anni firma prefazioni e partecipa a incontri e mostre), Giorello è anche un appassionato e competente lettore di fumetti.
La ricchezza della poetica eisneriana delle “piccole cose universali”, la capacità del grande Cantore del Bronx di rappresentare i sentimenti umani e l’eterna lotta per la sopravvivenza, l’efficacia con cui ci restituisce senza facili pietismi le mille sfaccettature della vita, “l’eterno nemico”, sono solo alcuni dei possibili spunti per un incontro che spero interesserà i lettori di Eisner di Milano e dintorni.
A coordinare l’incontro, l’amico Fabio Licari, giornalista della Gazzetta dello Sport nonché curatore per la medesima delle edizioni a fumetti allegate negli ultimi anni.

GENOVA – Giovedì 14 maggio, h. 18.00 Presso la FNAC di Genova di via XX Settembre 46/r sarà un grande piacere presentare lo stesso libro insieme a Ferruccio Giromini.
Oltre che giornalista, Giromini è un critico e organizzatore di mostre d’arte con un DNA  fumettistico a prova di bomba, a partire dagli anni giovanili segnati dall’amicizia col Pratt del “periodo ligure”, quello del Sergente Kirk di Florenzo Ivaldi (il migliore, secondo alcuni). Uno di quei casi in cui la competenza e la documentazione convivono con  la passione, il calore e la simpatia personali necessari a trasmetterle con efficacia agli interlocutori.
Inoltre, parla greco e ad Atene, in un’occasione – per me, manco a dirlo, eisneriana – mi ha salvato la valigia (ma vi dirà lui).
Conduce l’incontro Davide Morando di comicus.it, noto agit-prop fumettistico con diverse imprese sulla coscienza. Insomma, gente interessante (e se finiamo per tempo ci scappa pure una focaccia al formaggio nel forno di Recco che dico io).

“Zanardi 2, 1984-1988″

Martedì, 28 Aprile 2009 - 08:00 di Andrea Plazzi

copertinazanardi2Ho cominciato a occuparmi di fumetti più o meno quando Andrea Pazienza cominciava a pubblicarli. La sua attività – poco più di dieci anni – ha coinciso con un periodo molto stimolante per il fandom italiano e, per quanto mi riguarda, col lavoro per Fumo di China, una rivista sul fumetto fondata nella stanza da cui scrivo nuovamente ora, che esce ancora oggi e per cui non riuscii mai a intervistarlo (settembre 1984: finalmente metto le mani sul suo numero di telefono; non è in casa e in seguito scoprirò di averlo chiamato mezz’ora dopo la partenza per Montepulciano).
In quegli anni su Pazienza si scriveva molto (non quanto da morto, ovvio)  e ricordo in particolare un bell’articolo di Carlo Branzaglia sullo sconvolgente Il segno di una resa invincibile.
Ma divago. Il punto è che non ho mai (mai) scritto di Pazienza (se l’ho fatto e ne avete le prove, inviatemele: l’ho completamente rimosso). Credo che sia stato per un motivo ben preciso; almeno, ne ho presente uno. E un altro credo che sia stato un senso di inadeguatezza che dopo tanti anni non è scomparso del tutto. Ma quello che conta è che adesso l’ho fatto.

Me lo ha chiesto Giovanni Ferrara, il curatore di tutte le edizioni di Pazienza per Fandango Libri. Per l’inadeguatezza di cui sopra ho chiesto aiuto a Francesca, che sul personaggio Zanardi ha messo a disposizione intuizioni originali intorno alle quali ho ricamato qualche osservazione sullo stupefacente talento fumettistico di Pazienza. Ne è uscito un pezzo pubblicato sul recente volume Zanardi 2, 1984-1988.

Di seguito, l’articolo integrale. I più interessati troveranno comodo scaricare e stampare questo file PDF. Leggi il seguito di questo post »