Annunciazione

domenica, 7 febbraio 2010 - 00:01 di Andrea Plazzi

Non, ahimè, del vincitore del concorsino, che si è rivelato davvero coriaceo anche per i migliori ingegni del comicdom nazionale, che non sono mancati e che ringrazio.
Ci è andato però davvero molto vicino Giorgio Trinchero: potete leggere qui la sua lista. E complimenti a Giorgio.
Riassumiamo in breve quello che trovate in dettaglio nei post precedenti e nei relativi commenti: nella testata omaggiata a questo blog dal bravissimo Paolo Bacilieri, l’Autore  si è gioiosamente rappresentato con alcuni altri fumettisti della sua generazione.

Si tratta di 11 (undici) autori variamente noti, da vere e proprie piccole star del nostro fumetto a nomi di culto, quasi tutti nati negli anni Sessanta e all’incirca dell’età di Paolo (classe 1965).

E, finalmente, eccoli qua questi nomi:

1. Leo Ortolani
2. Silvia Ziche
3. Gipi
4. Davide Toffolo
5. Piero Dall’Agnol
6. Giuseppe Palumbo
7. Vanna Vinci
8. Giovanni Mattioli
9. Luca Enoch
10. Roberto Baldazzini
11. Davide Fabbri

Vi lascio ai “Ma nooooo…!!!”, ai “Ma daaaaiiii…!!!” e ai “Ma non ci assomiglia per niente…!!!” del caso e grazie di nuovo a tutti quelli che hanno partecipato a questo piccolo gioco.

Suggerimento per il concorso

martedì, 2 febbraio 2010 - 22:30 di Andrea Plazzi

Al momento, i vari partecipanti hanno indovinato complessivamente 9 (nove) autori, uno dei quali “fuori posto”: è stato cioè indicato con un numero che non è il suo.
Un altro, invece, è stato indicato una volta correttamente e una volta fuori posto.
Infine, due autori non sono stati mai nominati, neppure fuori posto.
Trovate tutti i dettagli e le votazioni fin qui arrivate nei commenti agli ultimi tre post: qui, qui e qui.

Ultimi giorni

lunedì, 1 febbraio 2010 - 22:30 di Andrea Plazzi

Quelli che restano per il concorsino legato alla nostra bellissima testata, l’illustrazione by courtesy of Paolo Bacilieri che accoglie i frequentatori di questo blog.
Si tratta di 11 (undici) autori di fumetti (oltre a Paolo, inconfondibile con i suoi occhiali e mai così gradevolmente verdolino) tutt’altro che semplici da identificare.
Trovate tutti i dettagli negli ultimi due post, questo e questo, e nei relativi commenti, dove alcuni volonterosi sono riusciti ad arrivare a otto autori, anche se non tutti nell’ordine giusto.
I loro tentativi vi siano d’aiuto e suggerimento…!
Ultimi giorni, dicevamo: il concorso scade alla mezzanotte di sabato prossimo, 6 febbraio, quando verrà pubblicata la soluzione (salvo bizzarrie dell’orologio di un qualche server, sincronizzato a modo suo… a volte capita).

Countdown

domenica, 24 gennaio 2010 - 22:00 di Andrea Plazzi

Sapevo di essere stato un po’ cattivo col nostro concorsetto (quello del post precedente, più un paio di scrollate in basso) e non cercherò nemmeno di bluffare: anch’io alcuni degli autori ho dovuto chiederli a Paolo…

In uno dei commenti, per uno o due degli autori consiglio di lasciarsi guidare dal “carattere” dei ritrattini più che dall’eventuale somiglianza, se non ne siete certi o se vi sembra di coglierla ma non è evidente. Ma è un’indicazione molto scarna.
Come ho già fatto, se qualche altro coraggioso che ci proverà non dovesse indovinare al primo colpo, dirò quante risposte esatte ha dato e a poco a poco, se ci saranno abbastanza tentativi e siete di quelli che si divorano la settimana enigmistica o passatempi altrettanto impegnativi, potrete cominciare a incrociare i dati.

Tra poco, con qualche giorno di anticipo, comunicherò la scadenza del concorso.

Paolo Bacilieri

mercoledì, 13 gennaio 2010 - 22:35 di Andrea Plazzi

Foto Mauro Romanzi

Spendiamo subito i grazie del caso, che è il caso.
Il primo va a Paolo, perché il suo nome basta e avanza per fare bella figura senza stare a pensare uno dei soliti titoli sciocchini.
Il secondo va  sempre a Paolo per il tempo e le belle immagini.
Il terzo, per la pazienza, va a lui e a Francesca, che hanno aspettato per più di un anno la pubblicazione di queste loro deliziose chiacchiere tra expatriates veronesi, a cui ho fatto da spettatore un po’ alticcio durante una di quelle serate così garbate e rilassanti e divertenti che ti chiedi dov’è il trucco e perché non sono tutte così (poi in effetti il trucco c’era).

Ora dovrei scrivere qualcosa di interessante su Paolo Bacilieri ma, davvero, non sono all’altezza e dopo quattro false partenze ci ho rinunciato e quella meno peggio la trovate qui, insieme a un po’ di informazioni sui suoi lavori.
In breve, Paolo Bacilieri è un bravo, ottimo e secondo me – da tempo – grande autore di fumetti. Niente di originale, lo pensano in tanti.

Da anni Paolo è un piccolo oggetto di culto per un pubblico selezionato e competente (si dice così per evitare il solito “pochi ma buoni”, che sa tanto di scatola di biscottini della zia buonanima), che in lui apprezza uno dei rari, veri e moderni punti d’incontro tra innovazione e tradizione, vocazione popolare e ricercatezza, consapevolezza artistica e immediatezza espressiva.
Della sua generazione (v. sotto), lui, Palumbo e chi altri…? E se andiamo un po’ indietro ad altre generazioni i pochi nomi papabili si fanno imbarazzanti e forse dovrò farmi perdonare da Paolo, che leggendo si porterà la mano alla fronte pensando “Ossignùr, me lo scusino…” (qualcuno di quei nomi ho avuto il coraggio di scriverlo, sempre qui).
Per l’aspetto più evidente ma mai scontato del lavoro di Paolo, il suo disegno, lascio fare alle immagini di corredo all’intervista (per non parlare del suo blog personale, zeppo di pagine a fumetti e disegni stupendi).

Naturalmente è di Paolo la testata di cui questo blog si fregia orgogliosamente a partire dalla data odierna, con qualche accorta e discreta elaborazione  (tip of the hat a Marco Tamagnini, graphic designer extraordinaire).
Ecco qua la versione originale uncut:

I simpatici personaggi della generazione di Paolo sono una rappresentanza di gran rango del miglior fumetto italiano, autori ancora giovani ma sulla breccia già da molti anni, in alcuni casi più di 20.
Li riconoscete? Bravi, perché alcuni non sono per niente facili, roba da intenditori. E – non per portarvi male – ma siete proprio sicuri?
Sì? Okay, in questo caso provate a partecipare al

CONCORSO!


Facendo riferimento ai numerelli appositamente predisposti, inviateci gli 11 nomi che secondo voi corrispondono agli autori qua sopra bacilierati e vincerete un premio senza precedenti e – ve lo garantisco – senza un seguito: sarete intervistati da questo blog.

INCONTRO CON PAOLO BACILIERI
A cura di Francesca Faruolo.
Intervista raccolta a Bologna il 12 dicembre 2008

Non pago di essere “solo” un autore con uno stile personale, ti confronti spesso con situazioni in cui la libertà creativa è vincolata da limiti e costrizioni, come i canoni di genere o la serialità della produzione. Lo consideri un modo di fare sperimentazione?
Una delle cose di cui mi sono accorto è che si impara a fare fumetti solo facendoli e sbagliandoli. Adesso riesco a fare cose che dieci anni fa non mi riuscivano proprio perché ho una concezione più consapevole dei miei limiti. La sperimentazione è utile per sbagliare. Una volta che si è messi alle strette, sperimentare permette di trovare nuove soluzioni.

In una tua storia di Jan Dix, uno dei personaggi è Zeno Porno, o Paolo Bacilieri, se preferisci. È un link, un rimando agli altri tuoi lavori, o una scelta di comodo (facevi prima a disegnarlo)?
È sicuramente la seconda cosa: è un personaggio già pronto, che non devo studiare. E poi stava bene, era adatto alla situazione. Insomma, l’ho usato per biechi fini narrativi: un personaggio è come un vestito comodo, che non riesci mai a lasciare.

Per un disegnatore l’abilità di creare immagini complesse è importante quanto la capacità di trovare scorciatoie che permettono di dosare le energie e tempi. Se condividi questa affermazione, quali economie metti in atto quando disegni?
Per me questo discorso è vero specialmente quando lavoro per Bonelli e mi confronto con i tempi di produzione. Il fatto di avere una scadenza entro cui stare è una cosa bella e importante. Non potrò mai fare quello che faceva Tezuka, produrre migliaia di tavole con la stessa felicità, ma mi interessa comunque il fatto di disegnare tenendo conto di certe necessità. Quindi, per esempio, fare il tirchio su alcune vignette per poter poi scialacquare su altre. È come chiedere al lettore di accettarti nelle diverse fasi: quella in cui risolvi la vignetta con una silhouette e quella in cui disegni molti particolari e fare convivere queste due soluzioni.

Una domanda buffa: cosa pensano i tuoi figli delle cose che fai?
La domanda è interessante perché davvero i miei due figli [di 12 e 16 anni al momento dell'intervista – N.d.R.] sono sempre la mia prima sponda. In genere sono anche i miei più severi critici perché i loro gusti nel tempo sono diventati sempre più specifici e, decisamente, i miei fumetti non rientrano tra le loro preferenze. A loro piace Rat-Man e io ho imparato ad apprezzarlo grazie a loro.

Forse sono ancora troppo giovani per le tue cose.
Questo è veramente difficile da dire perché, per esempio, si sono letti i 14 volumi del Buddha di Tezuka. Però bisogna anche precisare che questo è un capolavoro con una dinamicità e una potenza espressiva tali da sfondare qualunque barriera.

C’è un libro molto bello di Silvina Pratt, prezioso per la descrizione che fa di se stessa, ragazzina cresciuta negli anni Sessanta/Settanta (come me), oltre che per il ritratto poco istituzionale del padre. Silvina racconta di come Hugo si incazzasse quando lei e il fratello preferivano i neri come Kriminal o Satanik a Corto Maltese. Ora, non voglio fare paragoni estremi, ma tra me e i miei figli riconosco un po’ la stessa dinamica. D’altra parte è abbastanza sano e naturale così. Un figlio in adorazione sarebbe insopportabile e invivibile.

Che fumetti disegnava Bacilieri quando aveva 14 anni?
Non erano molto diversi da quelli di adesso, qualcuno lo conservo ancora. Dal punto di vista grafico e narrativo erano molto basici ma sostanzialmente mi interessavano le stesse cose che più o meno mi interessano adesso, come amicizia, atti di eroismo, dinamicità, “morirà, non morirà”…

Fumetti, insomma.
Si, fumetti. E devo dire che guardando le tavole dei miei 14 anni, mi domando se effettivamente ho fatto davvero qualche passo avanti. Sarebbe importante mantenere quella stessa innocenza. L’accumulo di tecnica negli anni ti porta a essere sempre meno istintivo. Dei fumetti a me interessa la “stupidità”. È un valore da salvaguardare.

Hai mai incontrato Magnus di persona?
Si. Io ero all’inizio e lui era nella fase “Centodieci pillole” e “Femmine incantate”. Con il mio agente di allora, Luca Aurelio Staletti, un personaggio leggendario, sono stato a Bologna, a casa di Magnus. Ricordo come se fosse ora la sua faccia che spunta dal bagno pieno di schiuma da barba – non ce l’aveva solo sulle guance, ma dappertutto, spuntavano fuori solo nasone, baffoni e due occhi scuri,vivissimi– con espressione allegra fa: “Ehi, ciao Staletti!” Da allora, per me Magnus è quello. Poi ha guardato le mie poverissime tavole di allora dicendomi delle cose assolutamente intelligenti. Mi spiegò per esempio che disegnare delle persone di colore non vuol dire fare delle figure in negativo (io allora mettevo il nero e lasciavo i tratti del viso in bianco).
Però la cosa veramente importante dell’incontro con Magnus, più ancora delle sue parole, è stata la prova che “la possibilità c’è”, che i marziani esistono. Magnus mi ha colpito per la sua totale mancanza di autorità, era come un folletto, una persona che non proietta ombre.

Molte tue storie hanno ambientazioni venete o veronesi. Senti di avere un rapporto sentimentale con quel territorio, nel senso che provi piacere a evocarlo, o hai invece un atteggiamento più distaccato?
È come per le cose di famiglia: si tratta di una faccenda sentimentale, ma c’è anche una certa respingenza. Parafrasando Billy Wilder, “Quello che odio del Veneto è che non riesco a odiarlo.”


Paolo Bacilieri in rete
Il blog personale
Fummettografia
Servizio by COMICUS.it: intervista, recensioni e contenuti vari

Tutte le immagini a corredo dell’articolo sono di Paolo Bacilieri, Copyright © dei rispettivi detentori

“Okay, poi basta.”

domenica, 27 dicembre 2009 - 09:00 di Andrea Plazzi

È quello che penso ogni volta che ritorno su Davide Osenda e su Gottinga.
Scherzo.
Tanto so che ci ricasco, e volentieri.
È stato uno dei primi argomenti di questo blog un po’ strano che parla di fumetto e ogni tanto anche di matematica e divulgazione scientifica.
E da subito la star incontrastata negli accessi, su qualsiasi distanza: l’ultima settimana, l’ultimo mese, l’anno in corso, in assoluto.
Non sembra esserci argomento o post vecchio o recente in grado di (meglio: non mi riesce di trovare argomento abbastanza interessante o di scrivere un post abbastanza bene da) scalzare questo antico post su Osenda e il suo fumetto matematico (che detto così sembra una sciocchezza ma noi maghi della comunicazione sappiamo che è più chiaro per il popolo).
E gli altri, come questo e questo, seguono a ruota.
E all’epoca era ancora un fumetto digitale, senza la carta, che per un fumetto resta evidentemente l’indispensabile imprimatur, la consacrazione a “opera” a cui gli autori ancora non sanno rinunciare.
E da qualche settimana è diventato proprio questo, un libro pubblicato da 001 Edizioni col titolo Ultima lezione a Gottinga.
Non ve ne parlerò io perché non ce n’è bisogno: dopo i mesi di tam tam in rete e di calorosa accoglienza da parte di siti e blog fumettistici e (soprattutto) di matematica, l’uscita dell’edizione cartacea, abbondantemente ampliata e rivista rispetto alla prima versione scaricabile con licenza Creative Commons, ha riacceso entusiasmi e riflettori su Osenda e sul suo sorprendente esordio.
Inutile tediarvi con lunghe liste di link (ma non ditelo a Umberto Eco, che la prenderebbe male). Una rapida ricerca in rete permetterà agli interessati di farsi un’idea dell’entusiasmo per questa storia e il suo autore: molte migliaia di risultati per Davide+Osenda (con o senza virgolette), Osenda+Gottinga e tutte le ovvie variazioni sul tema.
Solo un assaggio perciò di quello che vi aspetta, per ringraziare Peppe Liberti, che ha più che estesamente parlato del libro e a cui devo questa segnalazione e grazie al quale sono arrivato a questa.
Da ricordare anche il lusinghiero inserimento di una lunga recensione in questo numero della prestigiosa rivista Rudi Matematici (che vi farebbe bene assai leggere anche nelle sue altre parti, sia chiaro).
Infine, il volume si fregia di ben due introduzioni: una firmata da Piergiorgio Odifreddi, l’altra no.
Okay, poi basta.

Comunitariamente, Creativamente Primavera

sabato, 12 dicembre 2009 - 08:00 di Andrea Plazzi

Non ho mai recensito (oddio, scusate; volevo dire “parlato di”) È primavera, il libro con cui Claudio Calia intervista Toni Negri a fumetti. È abbastanza grave, e non perché a suo tempo abbia ricevuto copia omaggio “con preghiera di recensione” (da parte dell’editore, perché Calia le preghiere mi sa che non le dice spesso).
È abbastanza grave per due altri motivi.
1) Senza alcuna sollecitazione da parte dell’autore, avevo detto “ne parlo sicuramente, il tempo di leggermelo per bene”. E non l’ho mai fatto. Ora, detesto chi impicca gli altri alle loro parole, magari dette spontaneamente e in buona fede, minando la loro libertà di esprimersi in libertà. Ma è anche vero che si è responsabili di quanto si dice, proprio e specialmente se è in piena libertà che lo diciamo. Insomma, non vorrei neppure impiccare voi con questi quattro salti in padella di filosofia morale impanata: la sostanza è che sono stato pesato, e sono trovato non solo sovrappeso ma anche manchevole. Insomma, con la coscienza sporca.
2) Il libro merita, e non poco. Andava promosso e valorizzato il più possibile all’uscita e naturalmente questo è stato fatto da tanti.
Insomma, ho perso una buona occasione per farmi bello con i meriti altrui senza rischiare niente, parlando bene di un lavoro che ha raccolto consensi pressoché unanimi (quelli negativi di cui sono a conoscenza, riguardano – più che il lavoro di Calia – la figura di Negri, eternamente destinata alla controversia).
Insomma, ho infranto il Primo Comandamento del 70% degli interventi sul fumetto in Rete  (ma posso rifarmi quando voglio parlando bene di un libro di Gipi; uno qualunque).
Tra l’altro, pare che il libro non abbia neppure venduto malaccio (ora che ci penso, potrei stroncarlo per questo; qualche fesso che mi dà ragione lo trovo subito).

Esaurito il bonus di divagazioni, vengo al sodo: È primavera è ora liberamente scaricabile in formato PDF, con licenza Creative Commons.

Trovate tutto in questa pagina, riccamente allestita dallo stesso Claudio Calia con contenuti di ogni sorta:
il libro, naturalmente
la copertina
• la rassegna stampa cartacea (in basso a destra nella pagina)
• la rassegna stampa online (davvero troppo abbondante, un link non basta: la trovate a sinistra dopo un paio di schermate)
• almeno sei (al momento in cui andiamo online), diconsi sei video-intervista con Toni Negri et alii: qui c’è il primo
• interventi sul volume di Toni Negri, Boris Battaglia, Otto Gabos, Emiliano Rabuiti e yours truly, cioè il sottoscritto (il mio pezzo potete scaricarlo qua, quelli degli altri filate di corsa a leggerveli)

Dimentico qualcosa? Ovviamente sì, ma non ricordo cosa e chiudo in bellezza con una frase che potrebbe essere di Nanni Moretti e invece l’ha detta Claudio Calia: “Anche gli Autonomi sanno essere felici.”

http://nuvoleonline.splinder.com/

Mind the Closure, ma mind davvero

domenica, 22 novembre 2009 - 08:00 di Andrea Plazzi

Vuol dire “state attenti alla closure” (uso arbitrariamente il genere femminile) ed è il titolo del blog di Alfredo Goffredi. Il termine  – che voi non ci crederete, ma vuol dire anche “chiusura” – ha un’accezione iconico-semiotica (e scusate se ne approfitto ma era un bel po’ che volevo scrivere una parola così) ben nota ai lettori di Scott McCloud, come spiega bene il Mind The Closure Manifesto di Alfredo (apro la terza parentesi in troppo poche righe per consigliarvi la mia lettura preferita di Scott McCloud degli ultimi anni).

Non ho il piacere di conoscere personalmente Alfredo e spero che non me ne voglia per questa segnalazione a tradimento (sono  una vera zia in fatto di netiquette e penso che due righe personali andrebbero sempre mandate) ma raramente lascio commenti ai post (sono timido) e non ho trovato un contatto diretto, sempre che sul suo blog ci sia (ho rapporti difficili con la piattaforma blogspot, e lei ricambia algidamente).

Noto incidentalmente che è uno dei pochi blog su cui ogni tanto riesco a (e, anzi, mi viene voglia di) passare un po’ di tempo (spero che non sia geloso Harry, che è sempre nei miei pensieri e che – ho l’impressione – con Alfredo andrebbe d’accordo; poi, magari si conoscono già, questo mondo è così piccolo).

Ma quello che volevo segnalarvi è un post di Alfredo dove leggo che secondo lui “Ortolani è uno che ha capito tutto”.
Ora, fa sempre piacere concordare con qualcuno che si apprezza. E parafrasando Alfredo, mi va di aggiungere che non è necessario che il fumetto faccia promesse, ma è molto importante che le mantenga.
Che sembra tanto una di quelle frasi furbette falso-intelligenti costruite per suonare bene ma pazienza.
Testa bassa e al lavoro.

It’s Tuono Time

martedì, 17 novembre 2009 - 01:00 di Andrea Plazzi

Ma di un Tuono tutto ammodino, che non dispiacerebbe a quella buonanima santa di vostra zia, poverella.

Insomma, è Tuono Pettinato Time: l’ineffabile Zeitgeist Fustigator di cui abbiamo parlato l’anno scorso, nel giro di poche settimane s’infila sotto la cintura un libro e una mostra.
Il primo è Apocalypso (Coniglio Editore, 13,00 Euro) e tra momenti fondanti della cultura italiana (“PINO DANIELE! Per te è finita! Getta subito tutti gli stereotipi ed esci con le mani alzate!”) e folgoranti intuizioni lessicali (“Capitan Uncinetto”), è già un imprescindibile vademecum per tutti coloro che pensano che le persone educate ruttano in maniera intonata per non offendere l’orecchio del vicino e che per cercare di fare ritorno allo stato di natura è indispensabile una cultura enciclopedica.

La mostra è “Nam Hotel” e apre a Bologna venerdì 20 novembre alle 18:30, presso RAM Hotel (via San Valentino 1/f, info: 051 6493296 /  info@ramdesign.it).  Oltre a tavole da Apocalypso, ci trovate il nocciolo duro del progetto Bastardi da guerra, l’ennesima sfida di Tuono alla categoria stessa – non nel senso di Heidegger, ovvio – di “già visto”. Ma scusate la goliardata, ci ricomponiamo subito: il blog è uno sballo.
E anche se non vi piace potete lasciarlo di sottofondo, che è un gran bel sentire.

Unica nota stonata: nell’elegante cataloghetto approntato dai baldi  RAM-albergatori era rimasto un po’ di spazio vuoto, e l’horror vacui è una gran brutta cosa, mica per altro.
Una rapidissima seduta spiritica, giusto il tempo di appurare che Borges si nega e che Pollock è finito all’inferno a disegnare nature morte fino all’ultimo picciuolo, e sospirando rassegnato Tuono decide che non è molto importante come lo si riempie il vuoto, basta che l’horror vada via. Ed ecco qua le poche righine con cui in quattro e quattr’otto l’ho tolto dall’imbarazzo. E neppure me ne vuole.
Potenza della Super Amicizia.

“Lucca”

mercoledì, 28 ottobre 2009 - 13:33 di Andrea Plazzi

Detto semplicemente così, in questo periodo dell’anno e in un contesto fumettistico, significa Lucca Comics & Games,  manifestazione importantissima per diversi settori dell’intrattenimento, a partire dagli storici ‘omics (come si declina “fumetto” nella città toscana).
Lucca, quindi.
L’edizione 2009 apre giovedì 29 ottobre e quest’anno seguirò alcune cose, quasi tutte legate alla Scuola che dall’anno scorso gestisco a Bologna insieme a Marco Ficarra di RAM.
Più la presentazione graditissima di, indovinate un po’, Ultima lezione a Gottinga (venerdì 30 ottobre, ore 17.00, Sala Incontri del Palazzo Ducale), titolo definitivo del Gottinga di Davide Osenda. Da queste parti ne abbiamo parlato a più riprese (potete cominciare dal banner in basso a destra, e poi proseguire qua e qua) e vederlo a stampa per le Edizioni 001 con una presentazione di Piergiorgio Odifreddi è una soddisfazione meritatissima per Osenda, uno degli esordi recenti più interessanti. Ma tranquilli, nulla di serioso nonostante la serietà dell’argomento e degli eventi storici che Osenda ha posto abilmente a cornice della storia, tant’è vero che ci trovate anche due righe mie.
Ospite graditissimo, l’amico Stefano Marmi della Scuola Normale Superiore di Pisa, fisico-matematico di fama e ottimo divulgatore, ogni volta che gli impegni accademici e di ricerca gliene lasciano il tempo.

Fumetti e diritto d’autore – 2

domenica, 11 ottobre 2009 - 17:00 di Andrea Plazzi

Abbiamo già pubblicato un articolo di Raffaella Pellegrino, l’avvocato e giurista che da qualche anno scrive e interviene su questioni di diritto d’autore specifiche del fumetto (e vi rimando a quel post per alcune mie considerazioni purtroppo non scontate sui diritti degli autori e l’alfabetizzazione non solo di questi ultimi ma di tutti gli operatori del settore).
Tra le altre cose, è anche docente del modulo di diritto d’autore del corso organizzato dalla Scuola di editoria per la traduzione e il fumetto, di cui tra poco – spazio pubblicitario – verranno annunciati i corsi 2010.
Tra le altre cose, l’articolo tratta l’importante distinzione tra diritti morali e diritti di sfruttamento economico dell’opera dell’ingegno, oltre che i diritti degli autori in senso lato, concludendo con alcune considerazioni generali sulle situazioni di fatto, in cui gli accordi contrattuali dipendono in maniera determinante dai rapporti di forza tra le parti.

La rivista a cui trovate un riferimento nel corso dell’articolo è Scuola di fumetto, su cui questo intervento è stato pubblicato insieme al primo.

Il pezzo è già online anche sull’importante blog di Ivo Milazzo Una firma per il fumetto, e lo trovate di seguito o scaricandolo qui in formato PDF.

Leggi il seguito di questo post »

“CONTRATTO CON DIO – La Trilogia” a Schio

martedì, 6 ottobre 2009 - 11:26 di Andrea Plazzi

Si svolgerà domenica, 11 ottobre, alle ore 17.00 nel Palazzo Toaldi Capra di Schio (VI), e  si parlerà, più in generale, di alcuni temi ricorrenti nell’opera di Will Eisner, come il rapporto con la memoria, la ricerca delle radici e il confronto con l’identità ebraica.
Temi esemplarmente presenti nel poderoso tomo edito da Fandango Libri nella scorsa primavera, di cui parlo a ogni piè sospinto.

Il tutto chiuderà una serie di incontri sul romanzo a fumetti il cui colpevole principale è Claudio Calia (ma se parliamo delle indispensabili colpe di Calia nell’ambito del fumetto il suo curriculum non si ferma certo qua, basti pensare all’ormai monumentale serie di monumentali volumi targati Sherwood Comix, da lui progettati e curati insieme a Emiliano Rabuiti; di uno in particolare abbiamo parlato estesamente a partire da qua).
C’è anche un evento Facebook.

Will Eisner al 24 HOUR COMICS DAY 2009 di Pordenone

venerdì, 25 settembre 2009 - 20:00 di Andrea Plazzi

Il 3 e il 4 ottobre sarò a Pordenone per parlare di Will Eisner. Tema e titolo sono alquanto impegnativi (“EISNER L’EBREO – Memoria e identità culturale in Fagin l’ebreo e Contratto con Dio di Will Eisner”) ma non dovrebbero fare troppe vittime (nel senso fantozziano di “No, il dibattito no!”): grazie all’infaticabile Andrea Alberghini l’incontro è inserito in quello che per me non potrebbe essere un contesto migliore, il 24 HOUR COMICS DAY 2009 (qui il programma completo).
Per questa manifestazione-progetto ho sempre avuto un debole,  sin da quando nel 2005 il benemerito portale Lo Spazio Bianco ha inserito l’Italia nel circuito dei paesi che da anni promuovono e di anno in anno rilanciano questa sorta di performance ginnico-artistica, vero e proprio sport estremo per fumettisti.
Quell’edizione fu particolarmente felice, e ne è stato ricavato un volume davvero notevole, per nulla penalizzato neppure dall’introduzione).

Sarà ancora una volta un grande piacere seguire gli autori e lo sviluppo delle storie pagina per pagina, schizzo per schizzo, vignetta per vignetta; resistere o magari cedere al sonno una, due e chissà quante volte nel corso della nottata; decidere di farsi un pisolino sul posto o di rientrare in camera per qualche ora, per poi tornare più o meno rinfrancati e con un vago senso di colpa per quelli che la nottata-maratona la stanno facendo sul serio…

E poi caffè a fiumi.

Il 24 Hour Comics Day online
Il sito italiano
Il sito internazionale
Associazione Vastagamma (24 HIC 2009, Pordenone)
Blog di Vastagamma su cui seguire l’evento in diretta

“Stalag XB” alla Feltrinelli di Palermo

domenica, 20 settembre 2009 - 09:00 di Andrea Plazzi

Venerdì 25 settembre sarò a Palermo per la presentazione del libro di Marco Ficarra presso la libreria Feltrinelli di via Cavour 133, alle ore 18.00 (info: 091 781291).
Del libro abbiamo parlato pochi giorni fa e l’appuntamento è particolarmente importante per l’autore (residente a Bologna da una vita ma palermitanissimo) e anche per il sottoscritto.

Per cominciare, il libro è legato a doppio filo alla storia della famiglia Ficarra, che parteciperà numerosa, e un  certo nervosismo da parte di Marco è più che comprensibile. Ma anch’io mi sono sentito preso un po’ in contropiede da un invito graditissimo (sarà praticamente la mia prima volta a Palermo, dopo un rapido passaggio di tanti anni fa) per un incontro che sarà sicuramente un po’ diverso dalle presentazioni che faccio in giro qua e là (sempre troppe, se assecondassi la mia pigrizia).

Con la notevole eccezione dei libri di Will Eisner, mi sono sempre tenuto alla larga da titoli che ritengo troppo impegnativi (non voglio scrivere “seri” con le virgolette, che farebbe tanto mia zia buonanima, ma ci siamo capiti spero). Ovviamente questo questo non ha nulla a che vedere col mio eventuale gradimento (o meno) per il libro, o con i suoi meriti oggettivi, ma con una mia naturale tendenza a sdrammatizzare e ad alleggerire (senza virgolette), che con certi libri proprio sarebbe fuori luogo, fermo restando che serietà e seriosità sono cose diverse.

Negli ultimi anni, quantità, qualità e varietà delle uscite a fumetti mi hanno reso sempre più difficile defilarmi e l’appuntamento di Palermo sarà in fondo un’ottima occasione per vedere se sarò all’altezza di un libro e di un autore che, come minimo, rappresentano un esordio di spessore inconsueto.
Il realtà, il libro è molto di più, soprattutto dal punto di vista dell’aderenza alle fonti storiche, per non parlare dell’efficace struttura narrativa, realizzata per sequenze asincrone.

In breve: ci vediamo a Palermo (cannolo e cappuccino in una pasticceria del luogo consigliata da Marco Ficarra al primo non residente a Palermo che si presenterà dicendo “l’ho saputo dal tuo blog”).

“CONTRATTO CON DIO – La Trilogia” alla FNAC di TORINO

domenica, 13 settembre 2009 - 09:00 di Andrea Plazzi

Nuova presentazione per la summa eisneriana pubblicata in primavera da Fandango (ne abbiamo parlato ampiamente quaqua).

Alla FNAC di Torino Centro (via Roma 56, info: 011 5516711), Venerdì 18 settembre alle 18.00, non potrebbe andarmi meglio: a reggermi il sacco (nelle famiglie per bene si dice “a condurre”) ci sarà infatti Gianfranco Goria, uno dei Poteri Forti dell’informazione fumettistica di questo paese, con cui sono in debito per l’attenzione – spero meritata e certamente gratificante – ad altre mie iniziative passate (e, vi assicuro, non devo neppure chiamarlo “Papi”).
Gli devo in realtà anche di più, perché questa presentazione, che è semplicemente doverosa a Torino (una delle tappe dell’ultima visita italiana di Eisner, nel 1998), è farina del suo sacco.
Ora che sapete di chi è la colpa spargete la voce tra gli amici di Torino e dintorni e venite a farvi valere. Io ci sarò.

Domani, 8 settembre: “Stalag XB”

lunedì, 7 settembre 2009 - 22:23 di Andrea Plazzi

http://www.stalagxb.net/

L’amico Marco Ficarra (fresco fresco di un blog personale che nei prossimi giorni andrà a regime) è grafico, illustratore pittore e – cosa non molto nota – un professionista che a partire dagli anni Novanta ha dato un contributo importante all’innovazione tecnico-professionale e alla qualità dell’editoria a fumetti.
Con lo studio grafico RAM da lui fondato è stato infatti tra i primissimi in Italia a sviluppare il lettering computerizzato, in autonomia e spesso in anticipo rispetto agli USA, eterno mercato di riferimento.
Tra le qualifiche di cui sopra Marco ha aggiunto da poco quella a  me carissima di autore di fumetti: il suo volume Stalag XB, uscito per Becco Giallo a ridosso dell’estate, ha già ricevuto numerose e ottime recensioni.

Il libro nasce da una storia famigliare che Marco conosceva da tempo e che a un certo punto non ha potuto fare a meno di raccontare: il suo pro-zio Gioacchino Virga, ufficiale dell’esercito regio durante la II Guerra Mondiale, all’indomani dell’8 settembre 1943 si rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò e fu internato in diversi campi di lavoro e di concentramento, morendo infine in quello che dà il titolo al libro, pochi giorni prima della fine della guerra.

Non sono la persona migliore per valutare e recensire un libro che ho seguito sin dalle primissime pagine e mi limiterò a dire che la mezzatinta dello stile falso-naif di Marco è davvero espressiva e che a un vecchio lettore fa un certo effetto apprezzarla in pagine che assomigliano a un omaggio sorprendente e persino un po’ spiazzante alla tradizione amatissima (e lontanissima dalle atmosfere del libro) del pocket italiano, con quelle due grandi vignette in ciascuna pagina.

Domani, 8 settembre (e quando se no?), il libro viene presentato a Bologna presso la sede dell’Istituto Storico Parri Emilia-Romagna, nel loggiato del chiostro del complesso conventuale di San Mattia, con ingresso dal civico 20 di via Sant’Isaia.
Insieme all’autore interverranno il Direttore dell’Istituto Luca Alessandrini, il giornalista ed esperto di fumetto Luca Baldazzi, Alberto Sebastiani dell’Università di Bologna e infine Bruno e Silvana Vialli, figli del tenente Vittorio Vialli, autore di un ricco fondo fotografico che è stato di grande aiuto nella stesura del libro. Presiede l’incontro Giuseppe Giampaolo, Presidente dell’Istituto.

Il libro ha un sito (dove in particolare trovate il booktrailer) e in questi giorni gli si sta affiancando 8 settembre 1943, un originale progetto online di raccolta di documenti, testimonianze e materiali di ogni tipo su questa data cruciale che si attiverà nelle prossime settimane.

Palumbo, De Cataldo e il loro “Sogno turco”

lunedì, 24 agosto 2009 - 18:00 di Andrea Plazzi

È uscito da quasi un anno e ne abbiamo parlato più volte, anche da prima. Ovviamente è il minimo, mica è un instant book. Un sogno turco resta uno dei libri italiani più singolari (per impianto narrativo), affascinanti e spettacolari (per perizia grafica ed esecuzione) degli ultimi anni. Più che giusto, quindi, che – ben oltre i tempi convenzionali della promozione libraria, che con l’eccezione di pochi successi e long-seller tendono a bruciare i titoli nel giro di pochi mesi – gli autori continuino a parlarne e a presentarlo.
Giuseppe Palumbo e Giancarlo De Cataldo presentano Un sogno turco in due occasioni: martedì 25 agosto, alle ore 18:30 a Matera (Palazzo Lanfranchi, Piazzetta Giovanni Pascoli; info 0835 256262); giovedì 27 agosto, alle 21:30 a Pulsano, in provincia di Taranto (Villanova, via Basento; info: 099 5330191).

Harry dice, e lo dice bene

venerdì, 14 agosto 2009 - 20:30 di Andrea Plazzi

HarryDiceA parte un po’ di pigrizia e i tempi estivi, gli argomenti non mancano e spero di ricominciare presto a postarne alcuni. Giusto il tempo di finire di leggere e magari copiare “Harry dice…”, il blog di Harry Naybors.

Quando Harry “dice”, non è noioso, supponente, ricercato ma diretto, alla mano, chiaro e to the point. Il tono è sempre pacato e amichevole e, davvero, con quel tono può dire ciò che vuole.

Ne segue che il blog non è una palestra per l’ego di Harry, che evidentemente e sanamente non ne ha bisogno, e – azzardo – Harry non dev’essere della specie “narcisi che scatenano le guerre” (un tratto del tipo narciso che ho letto da qualche parte e che, poco seriamente, cito a memoria).

Quello di Harry ha quindi poco in comune con altri blog fumettistici più anziani, più noti e presumibilmente più seguiti, ed è l’unico che leggo abbastanza regolarmente, imparando un sacco di cose.

Sicuramente è il meglio scritto e il più divertente, tra quelli un po’ specializzati che entrano nel vivo di questioni fumettistiche non proprio ovvie, o di pubblicazioni un po’ ricercate (non voglio dire che è snob, e comunque lo sarebbe meno di uno che in un post scrive “to the point” invece di “puntuale”: è che Harry i fumetti di cui parlare se li va proprio a cercare, e non li trova dietro l’angolo).

Prima ho detto “azzardo” perché per fortuna l’identità di Harry è un segreto ben protetto: sono certo che la sua collezione di fumetti è molto interessante e se per caso mi invitasse a darle un’occhiata accetterei subito (al contrario di quanto faccio con le collezioni di farfalle), ma alla sua prima distrazione rischierei davvero di tornare a casa un po’ meno onesto.

“Morti di sonno” a Mogliano Veneto

giovedì, 30 luglio 2009 - 10:16 di Andrea Plazzi

Venerdì 7 agosto , in occasione del Festival “Imagine All The People”, mi troverò in provincia di Treviso, a Mogliano Veneto (Parco ai Pini di Via Rossini; tutti i dettagli qui), per presentare il volume Morti di sonno di Davide Reviati, autore di cui abbiamo parlato di sfuggita l’anno scorso.

Come capita spesso, Reviati è più bravo coi fumetti che a promuoversi e si ostina a invitarmi per presentare il volume insieme a lui (questa è la terza volta): questo porta a situazioni in cui, oltre a porgergli il “la” con qualche domanda intelligente su questo libro di oltre 350 pagine (“Certo che 350 pagine sono davvero tante, vero Davide?”) e a infilare qua e là acute osservazioni sulla sua superba tecnica fumettistica (“Qua hai usato due vignette invece di tre. Perché?”), di solito improvvisiamo un siparietto in stile Fratelli De Rege (e accetto illazioni su chi sia il cretino).

Ma sono contentissimo di questa occasione anche perché finalmente mi permette di parlare del libro su questo blog, cosa che continuavo a rimandare. Quindi ne parlo, ma senza impegnarmi troppo: diventando più o meno parte in causa, un senso di correttezza ridicolmente démodé e del tutto fuori luogo (come conflitto d’interessi c’è di meglio in giro) mi esime brillantemente da una vera recensione.
Non mi ritengo infatti in grado di parlare a un livello adeguato di questo sorprendente lavoro di Reviati, al momento il più bel libro a fumetti inedito che mi sia capitato di leggere quest’anno (la perifrasi un po’ farraginosa mi permette di escludere volumi di uscita recente ma evidentemente fuori categoria).

Una struttura narrativa ambiziosa e di ampio respiro ma chiara e trasparente; l’espressività di una lingua gergale e quotidiana alla bisogna, con sfumature regionali ma senza mai raggiungere il vernacolo e sempre accessibile; il calore di un segno grafico ricco, pastoso e sofisticato ma di grande leggibilità; il pathos intenso di visi, espressioni e di un linguaggio del corpo originale di cui Reviati è padrone assoluto.
Sono solo i tratti più evidenti di questa storia di formazione di una generazione nata e cresciuta nel Villaggio ANIC di Ravenna, parte integrante della storia recente del capoluogo romagnolo: una storia col respiro del Romanzo e la capacità di trascendere il particulare di storie minime e individuali, rendendole Storia.

Anche per questo si tratta di un libro importante che dovrebbe trovarsi in tutte le biblioteche pubbliche del nostro paese.

E potrei anche dire che basterebbe la stupefacente copertina, ed è per questo che ve la propongo così bella e grande. Non lo dico perché parlando di fumetti non è che una copertina basti, ma qualche frase fatta qua e là fa sempre comodo.

Sciopero

martedì, 14 luglio 2009 - 15:46 di Andrea Plazzi

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