OFF-TOPIC: un giovane groupie

Domenica, 5 Luglio 2009 - 21:00 by Andrea Plazzi

Foto: FreakOut Online

Che sarei io, frequentazione dei camerini delle star a parte. E mi scuso per l’OT, che mi ci è voluto un po’  a decidermi, ma quando c’è la passione…

Quest’estate per me già finita – ma non è una lamentela – e le ferie me le prendo a singhiozzo, sotto forma di toccate-e-fughe un po’ qua e un po’ là, dove mi porta il cuore.
Martedì scorso, 30 giugno, mi ha portato a Milano, a uno dei tanti concerti a cui ho assistito e continuerò ad assistere dei Massimo Volume.
Non so scrivere di cose musicali e certamente non della musica che mi piace. A quasi dieci anni dall’ultimo album, per me i MV sono forse il più grande gruppo italiano di sempre, quindi non cercherò di parlarne.
Solo due parole per dire che il concerto in questione, presso il noto circolo Magnolia di Milano (of MI AMI fame) è stato ottimo.

Il chitarrista storico Egle Sommacal è di compostezza folgorante e la sua dedizione allo strumento e al gruppo è monastica, quasi ieratica.
Le percussioni di Vittoria Burattini sono precise e personali: tra le poche bacchette italiane riconoscibili al primo rullato.
La seconda chitarra Stefano Pilia, aggiuntasi l’anno scorso ai tre componenti storici, fa sfoggio di grande tecnica senza mai dimenticare il pathos.
Del parlato/recitato (scusate ma detesto neppure tanto cordialmente l’etichetta “spoken word”) di Emidio Clementi, che è anche bassista, non sarò io – qui e ora – a tessere motivatamente gli elogi: dirò solo che anche senza considerarne la produzione narrativa, molto interessante ma forse più discontinua di quella musicale, il contributo di Clementi alla letteraratura italiana meriterebbe da tempo di entrare nelle antologie ed è sicuramente superiore di una spanna a qualsiasi cosa la scena musicale italiana di mia conoscenza abbia prodotto da molti anni a questa parte.
Anche perché, a differenza della quasi totalità dei testi di canzone (specialmente se la canzone è riuscita), quelli di Clementi per i MV reggono perfettamente la pagina scritta, anche se l’autore potrebbe non essere d’accordo: che Clementi non sappia cantare e che abbia fondato un gruppo senza essere mai stato neppure sfiorato dall’idea di scrivere canzoni è una delle assurdità più feconde della musica italiana recente.

Non so se i MV avranno un futuro originale.
Al momento stanno lavorando a un live tratto dei concerti della reunion e si parla di un nuovo album, ma è difficile immaginare quale direzione possa prendere oggi un gruppo talmente radicale e che ha già dato così tanto.
I rari inediti eseguiti dal vivo restano nel solco del già fatto e non la lasciano intravedere.

MASSIMO VOLUME online
Sito ufficiale (in costruzione)
Stanze (sito non ufficiale, aggiornato)
Massimo Volume su MySpace (non ufficiale)

Fumetto e diritto d’autore

Venerdì, 26 Giugno 2009 - 20:30 by Andrea Plazzi

Riducendo all’osso, è l’argomento di cui tra le altre cose si occupa l’avvocato e giurista Raffaella Pellegrino (Studio d’Ammassa & Associati). Argomento che è stato sviluppato recentemente in una serie di articoli in via di pubblicazione su Scuola di fumetto, e ora anche online. Articoli giuridicamente rigorosi ma dal taglio divulgativo e privi di inutili tecnicismi.
Ispirati dall’idea – che personalmente sottoscrivo – che la prima difesa dell’autore (che sia traduttore, sceneggiatore, disegnatore, colorista) è la consapevolezza dei propri diritti e dei loro limiti, senza per questo pretendere di trasformarsi in esperto del settore.
In altre parole, un’alfabetizzazione di base che al momento è praticamente inesistente e che, incredibilmente, di solito non fa neppure parte della formazione delle altre figure professionali dell’editoria (redattori, editori, agenti).
Soprattutto per questo, la Scuola di traduzione per il fumetto e l’editoria dedica all’argomento uno dei suoi moduli, tenuto da Raffaella Pellegrino.

Potete proseguire nella lettura dell’articolo, oppure scaricarlo da qui.
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Clerici vagantes

Venerdì, 12 Giugno 2009 - 19:30 by Andrea Plazzi

Clerici3CopertinaOvvero, “musici giocolieri giullari” (così, senza le virgole), come recita il sottotitolo dello spettacolo di Andrea Marchi e Gianluigi Giorgetti, i clerici in questione (nei ruoli di Paggio e Saggio, rispettivamente).
Avviate brillantemente alla 500esima replica, le prodezze teatrali dei due (vituosi dello sbeffeggio acrobatico, della volgarità irrinunciabile, delle clave che non si capisce come facciano a non cadere per terra) da qualche anno sono anche a fumetti e la cosa incontra tutta la mia approvazione.
Certo, è un peccato che il terzo (terzo!) volume dei Nostri, che sfoggia le loro sceneggiature e i disegni del bravo Alan D’Amico, abbia anche pesanti cadute di stile, ma se lo sono voluto loro, questo è certo.

“Fagin l’ebreo” all’Aja

Giovedì, 4 Giugno 2009 - 10:43 by Andrea Plazzi

Su invito di Forum – Associazione Italiana, venerdì 12 giugno, alle ore 19:30, Will Eisner e Fagin l’ebreo fanno tappa all’Aja, aggiungendo una presentazione alle tante dello scorso anno.

Forum è un’associazione di italiani all’estero dalla programmazione culturale particolarmente ricca ed esservi incluso è un piacere personale di cui ringrazio il segretario Luca Bernardi, appassionato di lunghissimo corso a cui non è necessario dire “graphic novel” una parola sì e una no per fare capire di cosa si sta parlando. Basta dire “Eisner”.
Ed è bastato, per cui eccoci qua.

Se avete in programma una scampagnata fuori porta, vi aspetto al Ristorante Casa Caroni (Jagerstraat, 8 Den Haag, NL – tel. +31 70 3460370) di cui mi dicono un gran bene.

Giornali dell’Altro Mondo

Domenica, 24 Maggio 2009 - 15:30 by Andrea Plazzi

Nel nostro, di mondo, i giornali sono istituzioni affidabili e benemerite, dalla professionalità inattaccabile, solidamente a baluardo della libertà d’informazione e della democrazia. Fonti autorevoli su fatti e notizie, alle cui domande (un numero a caso: dieci) un Presidente del Consiglio non si sognerebbe mai di non rispondere (come pare a lui, certo; e ci mancherebbe altro), pena la perdita di ogni credibilità personale e politica. Insomma, un mondo e dei giornali abbastanza noiosi.
Per fortuna esistono anche Altri Mondi, e dimensioni in cui la fantasia può correre a briglia sciolta, libera da ogni vincolo e persino dalle leggi fisiche e biologiche. Mondi dove agli ultrasettantenni ricrescono i capelli e le telecamere rimandano una realtà giustamente filtrata (magari con una calza) ed epurata dalle tante brutture in circolazione. Mondi che possiamo conoscere anche noi, grazie a giornalisti scrupolosi e a Giornali che hanno paura di raccontare le cose come stanno (rileggendo, questa frase potrebbe contenere un refuso, ma ora vado di fretta, scusate, che altrimenti faccio tardi a un convegno sui lapsus).

Giornali come il fantasioso Il Giornale, una testata davvero sorprendente anche secondo gli standard di Terra-2, il pianeta da cui ci invia regolarmente servizi su fatti ed eventi che, per fortuna, sul nostro non potrebbero mai avere luogo.
Impossibile resistere alla tentazione di riportarne uno che riguarda i miei amati fumetti e che coinvolge la brava Sara Pavan, Founding Mother del collettivo ernestvirgola, nonché fumettista dalla statura indiscussa, da fare impallidire Carlà.
Il tutto courtesy of Massimiliano Lussana, un giornalista che di viaggi dev’essere andato a lezione dall’Eternauta in persona.

Gli interessati possono approfondire la questione qui, quo e qua, dove la news è stata rilanciata con scrupolo, ma non intendo rinunciare al piacere di offrirvi in proprio questo bel momento di fantasy giornalistico, che trovate sopra, e l’opinione di Sara, che trovate sotto.
Se poi avete cinque minuti, cercate di farvi un’opinione vostra senza fidarvi necessariamente di quella degli altri.

Enjoy.

Buongiorno,
sono Sara Pavan, l’autrice del fumetto sul quale il quotidiano
Il Giornale ha costruito la falsa notizia della diffusione di materiale pornografico a bambini all’interno di un incontro organizzato dalla Biblioteca di Genova. Ho parlato con gli organizzatori, che mi hanno assicurato che l’incontro era rivolto a genitori ed educatori e che non è stato distribuito materiale inadatto a dei bambini!
Il fumetto in questione e tutto il materiale grafico da me realizzato per il sito beyourself è stato pensato per un pubblico di adolescenti al quale il sito si rivolge, con la finalità di parlare di sessualità e affettività in modo preciso ma con il linguaggio, a volte un po’ spinto dei giovanissimi, per riuscire davvero a farsi ascoltare e risvegliare così dal torpore, dalla massificazione, dall’insoddisfazione questi giovanissimi che tramite la televisione, internet e quant’altro consumano abitualmente pornografia, che a tutto serve fuorché a formare le persone ad una sessualità sana e consapevole, men che meno al rispetto della donna e alla comprensione che la donna è persona e non oggetto.
La storia presa di mira cerca di ridicolizzare certi modi di dire e di fare, non mostra nessuna scena di sesso, ed è disegnata in modo simbolico e non realistico per non avere nessuna possibilità di lettura erotica. Credo che nessuno di quelli che ne hanno parlato si sia preso effettivamente la briga di leggere e considerare il materiale che ho realizzato.
Che è tutto, fuorché pornografico.
Ho realizzato questo materiale ormai quattro anni fa. Sicuramente è acerbo dal punto di vista artistico, ma paragonarlo in senso negativo ai lavori dichiaratamente erotico-pornografici di grandissimi disegnatori come Magnus o Manara, decisamente espliciti e per la mia sensibilità di donna anche volgari, è come dire che la colpa di questo fumetto sia di non essere sufficientemente porno.
L’arte contemporanea ci dovrebbe aver affrancati da più di un secolo dal dovere di realizzare con grande maestria tecnica e con realismo fotografico le nostre opere. Quindi ai miei occhi il voler prendere come esempi positivi dei fumetti erotici e pornografici nel vero senso della parola, solo in virtù del talento grafico di chi li ha realizzati e come esempio negativo il mio, disegnato in modo naif, ma contenutisticamente molto più pesante e importante, proprio perchè fa pensare, mi sembra a dir poco assurdo.
Fortunatamente, non mi sono trovata in mezzo a un crimine violento mio malgrado, ma l’angoscia che mi assale nell’uscire una mattina di casa per andare al lavoro e vedere la mia opera così deformata, storpiata, strumentalizzata e tagliuzzata, per farne l’esatto opposto di quel che è, in prima pagina di una testata nazionale, e vedere come il falso e il mai accaduto possano diventare la verità solo in virtù del mezzo che li diffonde, vedere accadere questa cosa non a qualcuno di sconosciuto, ma a me, al mio privato, alla mia vita, mi riempie di sfiducia nel mio Paese e mi riempie di indignazione verso quegli individui che, contro ogni deontologia professionale, fanno del giornalismo superficiale e sensazionalistico, senza documentarsi, né verificare le fonti.
Se io mai avessi fatto un errore di questo tipo non avrei più nessuna credibilità professionale.
Invece, grazie all’amplificazione di ogni azione mediatica in periodo pre-elettorale, chi ha una missione importantissima per la democrazia, cioè diffondere la verità delle notizie, sembra automaticamente autorizzato a inventare un babau per tirare l’acqua al suo mulino: per colpire un sindaco, una manifestazione, umiliando il lavoro altrui, il mio, fatto con onestà e coraggio senza la minima remora.

Io non sono nessuno, non sono famosa, non sono un genio, ma sono un’onesta cittadina.
Per questo credo di meritare pubbliche scuse, sulla stessa prima pagina, dove il mio lavoro è stato screditato, dagli stessi signori che così spavaldamente non hanno riferito il vero.

Salvare il mondo non è mai stato così facile!

Giovedì, 14 Maggio 2009 - 19:00 by Andrea Plazzi

Ho omesso le virgolette perché è un dato di fatto, oltre che il titolo dell’ormai celebre “Guida per aspiranti supereroi” di Giampelmo Schiaragola, di cui è uscito da poco il secondo volume (sì, esiste anche il primo, e il piano dell’opera ne prevede un terzo; ma l’argomento è talmente vasto che neanche Uatu ne vede la fine e chissà che l’autore e l’editore non ci ripensino).

Giampelmo (titolare di un blog scritto assai meglio della media) è acuto, brillante, con un’idea forte sull’uso dei corsivi e soprattutto molto, molto esperto dell’argomento (forse per via di certi suoi trascorsi come allevatore di ragni radioattivi, chissà): i consigli che troverete in questo libretto smilzo ma densissimo saranno preziosi anche per i più smaliziati super-difensori del bene.

Certo, anche i migliori possono incappare in una giornata-no, in un momentaneo sbandamento della ragione o semplicemente essere alla canna del gas con le scadenze. È l’unica spiegazione che trovo per l’invito – graditissimo – rivoltomi da Giampelmo a scrivere la prefazione al volume.
Ma come scusa non vale: accattatevillo.

“CONTRATTO CON DIO – La Trilogia”: Feltrinelli (MI) e FNAC (GE)

Martedì, 5 Maggio 2009 - 00:07 by Andrea Plazzi

Due nuove presentazioni per il nostro libro dell’anno (nell’attesa che sia insidiato presto da altre riedizioni di Eisner).

MILANO – Martedì  12 maggio, h. 18.00 Presso la Libreria Feltrinelli di Corso Buenos Aires 33, se ne parlerà insieme a Giulio Giorello.
Filosofo e matematico, Giorello è storico e filosofo della Scienza, nonché un abile divulgatore in grado di porgere al grande pubblico temi complessi senza impoverirli o svilirli in nome della casalinga di Voghera (la prima a lamentarsi, quando succede). Molti di voi lo conosceranno come collaboratore di lunga data del Corriere della Sera e per i suoi interventi televisivi e radiofonici ma, cosa meno nota (relativamente parlando, visto che da anni firma prefazioni e partecipa a incontri e mostre), Giorello è anche un appassionato e competente lettore di fumetti.
La ricchezza della poetica eisneriana delle “piccole cose universali”, la capacità del grande Cantore del Bronx di rappresentare i sentimenti umani e l’eterna lotta per la sopravvivenza, l’efficacia con cui ci restituisce senza facili pietismi le mille sfaccettature della vita, “l’eterno nemico”, sono solo alcuni dei possibili spunti per un incontro che spero interesserà i lettori di Eisner di Milano e dintorni.
A coordinare l’incontro, l’amico Fabio Licari, giornalista della Gazzetta dello Sport nonché curatore per la medesima delle edizioni a fumetti allegate negli ultimi anni.

GENOVA – Giovedì 14 maggio, h. 18.00 Presso la FNAC di Genova di via XX Settembre 46/r sarà un grande piacere presentare lo stesso libro insieme a Ferruccio Giromini.
Oltre che giornalista, Giromini è un critico e organizzatore di mostre d’arte con un DNA  fumettistico a prova di bomba, a partire dagli anni giovanili segnati dall’amicizia col Pratt del “periodo ligure”, quello del Sergente Kirk di Florenzo Ivaldi (il migliore, secondo alcuni). Uno di quei casi in cui la competenza e la documentazione convivono con  la passione, il calore e la simpatia personali necessari a trasmetterle con efficacia agli interlocutori.
Inoltre, parla greco e ad Atene, in un’occasione – per me, manco a dirlo, eisneriana – mi ha salvato la valigia (ma vi dirà lui).
Conduce l’incontro Davide Morando di comicus.it, noto agit-prop fumettistico con diverse imprese sulla coscienza. Insomma, gente interessante (e se finiamo per tempo ci scappa pure una focaccia al formaggio nel forno di Recco che dico io).

“Zanardi 2, 1984-1988″

Martedì, 28 Aprile 2009 - 08:00 by Andrea Plazzi

copertinazanardi2Ho cominciato a occuparmi di fumetti più o meno quando Andrea Pazienza cominciava a pubblicarli. La sua attività – poco più di dieci anni – ha coinciso con un periodo molto stimolante per il fandom italiano e, per quanto mi riguarda, col lavoro per Fumo di China, una rivista sul fumetto fondata nella stanza da cui scrivo nuovamente ora, che esce ancora oggi e per cui non riuscii mai a intervistarlo (settembre 1984: finalmente metto le mani sul suo numero di telefono; non è in casa e in seguito scoprirò di averlo chiamato mezz’ora dopo la partenza per Montepulciano).
In quegli anni su Pazienza si scriveva molto (non quanto da morto, ovvio)  e ricordo in particolare un bell’articolo di Carlo Branzaglia sullo sconvolgente Il segno di una resa invincibile.
Ma divago. Il punto è che non ho mai (mai) scritto di Pazienza (se l’ho fatto e ne avete le prove, inviatemele: l’ho completamente rimosso). Credo che sia stato per un motivo ben preciso; almeno, ne ho presente uno. E un altro credo che sia stato un senso di inadeguatezza che dopo tanti anni non è scomparso del tutto. Ma quello che conta è che adesso l’ho fatto.

Me lo ha chiesto Giovanni Ferrara, il curatore di tutte le edizioni di Pazienza per Fandango Libri. Per l’inadeguatezza di cui sopra ho chiesto aiuto a Francesca, che sul personaggio Zanardi ha messo a disposizione intuizioni originali intorno alle quali ho ricamato qualche osservazione sullo stupefacente talento fumettistico di Pazienza. Ne è uscito un pezzo pubblicato sul recente volume Zanardi 2, 1984-1988.

Di seguito, l’articolo integrale. I più interessati troveranno comodo scaricare e stampare questo file PDF. Leggi il seguito di questo post »

“CONTRATTO CON DIO – La Trilogia” alla FNAC di Napoli

Giovedì, 23 Aprile 2009 - 08:00 by Andrea Plazzi

Ne abbiamo già parlato e ne parleremo ancora, perché è una delle uscite eisneriane più importanti dell’anno. Stavolta è per segnalare una presentazione che si terrà domenica 26 aprile, alle ore 12.00 presso la FNAC di Napoli, in via Luca Giordano 59 (quartiere Vomero).
All’incontro partecipano Gabriele Frasca e Luca Dalisi, autori di Il fermo volere, un romanzo davvero particolare, ispirato alle gesta di The Spirit e di cui all’uscita si parlò parecchio. Trovate qua il programma completo degli incontri FNAC.

L’incontro è organizzato nell’ambito di Napoli Comicon.

“Il fantasma del fumetto”

Lunedì, 20 Aprile 2009 - 17:52 by Andrea Plazzi

È il titolo di un articolo che firmo sul nuovo numero della rivista il Mulino, in uscita in questi giorni.
Lo storico periodico di scienze politiche, economiche e sociali è tornato da quest’anno a una formula più vicina ai suoi inizi di magazine di attualità culturale, con un’apertura a 360 gradi: in questo numero uno degli interventi della sezione “tendenze” riguarda l’editoria a fumetti, e per  la precisione il fatidico termine (lo scriverò una sola volta) “graphic novel” (ok, l’ho scritto).
Nell’articolo, oltre a dare una rapida idea di quale sia la varietà e la qualità della produzione più recente al lettore de il Mulino - curioso e culturalmente attrezzato ma forse non frequentatore abituale di fumetti -  spiego perché secondo me del termine in questione si può tranquillamente fare a meno (senza esagerare e possibilmente evitando crociate puriste, sempre fuori luogo quando si discute di uso della lingua).
E, anzi, perché ogni tanto sarebbe anche il caso di diffidarne un po’. Penso infatti che spesso nasconda ancora riserve culturali più o meno latenti, fungendo da alibi lessicale (una forma di politically correct, se preferite) per snobismi o imbarazzi residui nell’utilizzare il termine “fumetto”, specialmente se riferito a opere di cui non è possibile disconoscere (o di cui si vuole affermare) la dignità culturale.

In altri ambiti, assai più cruciali, qualche anno fa ci hanno esortati a “resistere, resistere, resistere”.
Molto più modestamente, nelle vostre dotte discussioni di arte sequenziale, nei vostri interventi sulla nona arte, nelle vostre sbronze con gli amici parlando di letteratura disegnata al bar di Lucca Comics o nell’etilica area Pro di Napoli Comicon, invito tutti  a ripetere “fumetti, fumetti, fumetti”.

A seguire, l’articolo (probabilmente troppo lungo per leggerlo a schermo; qua lo trovate in formato PDF). Leggi il seguito di questo post »

Fumetti Partigiani e Città Future

Martedì, 14 Aprile 2009 - 17:38 by Andrea Plazzi

Giovedì 16 aprile, alle ore 17.00, partecipo a PRATICHE DI RESISTENZA QUOTIDIANA – Attualità della Resistenza, nella visione artistica dei fumettisti italiani contemporanei. L’incontro è nell’ambito della mostra Fumetti partigiani, curata dall’amicissimo Emiliano Rabuiti in collaborazione col Centro Fumetto Andrea Pazienza, con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, la Casa della Memoria e della Storia e le Biblioteche di Roma.
Saranno anche presenti gli autori di alcuni dei fumetti in mostra e pubblicati nel volume omonimo, con Michele Ginevra del Centro Fumetto a coordinare il tutto: Leonardo Guardigli, Manuel De Carli, Dario Morgante e Claudio Calia.
Per farmi scusare l’intrusione (hanno fatto tutto loro, io non ho contribuito in nulla né ai bei fumetti né all’allestimento della mostra, di cui si è parlato molto sui media nazionali) chiacchiererò un po’ di fumetto, di fumetti (per chi apprezza la distinzione) e di perché oggi il fumetto italiano può permettersi di parlare di qualsiasi cosa. E quando ci sono di mezzo la Storia e la Politica (che spesso in Italia si scrivono con la minuscola) questo non è poco né scontato, perché raramente in passato  il fumetto ha espresso opinioni o posizioni con valenza politico-sociale al di fuori dei meccanismi della propaganda.
E pare proprio che sia questo il caso.

Mi fermo qua, perché altrimento mi brucio le tre frasi in croce che ho da dire e giovedì potrebbe sembrare che Michele Ginevra è più brillante di me, mentre è soltanto laureato in Giurisprudenza Scienze Politiche con indirizzo giuridico e impervio a commenti contenenti le parole “ridondante” e “tautologico” (ho provato).
Ovviamente chiunque potrà partecipare sarà più che il benvenuto e se dirà di averlo saputo da questo post vince una calorosa stretta di mano e un incoraggiamento: “Poteva andarti peggio” (una tautologia ridondante di Ginevra, per esempio).

Già che ci sono, siccome a stare fermi viene il cancro, lo stesso giorno, poco prima, alle 15.50 circa, parlo di Will Eisner (e di chi altri?) ai microfoni della storica emittente romana Radio Città Futura. L’occasione è naturalmente CONTRATTO CON DIO – La Trilogia uscito da poco per Fandango Libri e di cui spero di annunciare presto qualche presentazione in giro per lo Stivale (e con questa ho fatto fuori in un colpo solo il mio bonus giornaliero di metafore scontate).

Ground Control To Major Tom

Sabato, 11 Aprile 2009 - 13:55 by Andrea Plazzi

Questo è un po’ off-topic ma non conoscevo né il video d’epoca né questa particolare versione e, da bowiano della prim’ora pentito da tempo, mi ha incuriosito.

Hiroshige in mostra a Roma

Lunedì, 30 Marzo 2009 - 16:47 by Andrea Plazzi

Se come me siete un po’ frustrati perché quest’anno non siete riusciti ad andare a Roma per sciropparvi dall’inizio alla fine il Festival della Matematica, magari incrociando John Nash al bar o urtando violentemente Stephen Smale e signora (i miei maggiori exploit l’anno scorso, oltre a conoscere Davide Osenda), dovreste concedervi un premio di consolazione.
Che poi non è certo un ripiego e in ogni caso quanto a consolarvi andate a colpo sicuro. Se poi siete di Roma non avete alibi, anche se il Festival ve lo siete già sciroppato tutto.

Parlo della mostra che la Fondazione Roma dedica al maestro Utagawa Hiroshige, uno dei più grandi illustratori giapponesi di tutti i tempi e, insieme a Katsushika Hokusai, un’importante influenza sui moderni manga. Ha aperto da poco ma già me ne arrivano resoconti entusiasti. Tutti i dettagli qui oppure cliccando sull’immagine.

Io di certo ci andrò tra qualche settimana, per un’occasione – manco a dirlo – doppiamente fumettosa, sulla quale spero di ricordarmi di postare qualcosa.

P.S.: quando possibile utilizzo link a pagine italiane ma, specialmente nel caso di Wikipedia, spesso non sono proprio l’ideale, se non ridicolmente insufficienti. Gli interessati se ne accorgeranno ed eventualmente passeranno ad altre più complete (come sono spesso quelle in inglese).

Paper Resistance: macchinazioni

Lunedì, 23 Marzo 2009 - 07:00 by Francesca Faruolo

masoL’altro post
[R]esistenza Cartacea

Ci sono parole, come “macchinoso” per dire “complicato” o “macchinazione” come sinonimo di “complotto”, che ci ricordano come le macchine non si sono inserite sempre felicemente nella nostra civiltà (vedi immagine a fianco).
Il termine “macchina” è stato anche associato al potere cristallizzato delle istituzioni, al corpo artificiale che inghiotte l’individuo trasformandone l’esistenza in un insieme di funzioni. C’è poi il tema del dispositivo che diventa strumento di repressione e dell’artificiale che minaccia l’organico.
Nei disegni che Paper Resistance ha realizzato per riviste, libri e mostre negli ultimi anni compaiono spesso macchine e dispositivi con riferimento a questa costellazione di significati.
È il caso di “Handcuffs“, 25 disegni raccolti in volume nel 2008, che raffigurano altrettanti modelli di manette provenienti da paesi ed epoche diverse. Le immagini sono ralizzate e catalogate con un distacco emotivo che sembra la parodia dello spirito con cui ingegni di diverse epoche si sono posti di fronte al problema tecnico di bloccare i polsi delle persone.

caneAnche in “Security First“, la mostra allestita l’estate scorsa al Ram Hotel, Paper Resistance ha “illustrato” (termine ironicamente didascalico usato dall’autore) il rapporto carnefice-vittima con la partecipazione di manganelli, sedie elettriche, cinghie e apparecchi per il rilevamento delle impronte.

Ma sarebbe riduttivo fermarsi all’aspetto poliziesco della dialettica tra uomo e macchina. Il dispositivo, la protesi o il supplemento, come si preferisce chiamarlo, non ha solo una valenza repressiva. È anche ciò che di esterno si aggiunge al nostro corpo per renderci parte del grande organismo sociale o permetterci di superare i limiti imposti dalla natura.

E su questo piano Paper Resistance non manca di offrirci stimoli visivi: uno scolaro con zainetto “incorporato” sulla schiena e vigilante meccanico a seguito; due sub metropolitani ricoperti da una seconda pelle in neoprene; un Pistorius “cavallo da corsa” con protesi ortopediche che apre la strada a forme stranianti di realismo.

Nel mondo delle macchine ogni cosa è solo ciò che è, con l’immediata evidenza della superficie. Pensiamo per esempio al “puro dato” che sta dietro alla tecnologia digitale. Allo stesso modo nelle immagini di Paper Resistance, ironia, spunti grotteschi e in certi casi perfino poesia nascono da accostamenti bizzarri e increspature di superficie. Niente complesse simbologie da scardinare, solo un linguaggio limpido che arriva agli occhi e alla mente con un unico artificio: l’attrito del pennello – la “resistenza” – sul piano orizzontale della carta.

(Francesca Faruolo)

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INTERVISTA A PAPER RESISTANCE
Bologna, ottobre 2008

“Handcuffs”, uno dei tuoi lavori connessi al tema del controllo, è composto da una serie di illustrazioni che raffigurano manette di diverse epoche storiche. Dove ti sei documentato per trovare tutta questa varietà di modelli? E come hai deciso la confezione da dare alle immagini?handcuff
La mia fonte è stata la Rete, dove notoriamente si trova di tutto. La ricerca da questo punto di vista è stata semplice: ho disegnato 25 manette ma avrei potuto anche andare avanti perché ce ne sono davvero moltissime. In Rete ci sono ambienti frequentati dai cultori di manette e comunità dove si venerano gli escapisti e l’idea che ci sta dietro: essere legati e riuscire a liberarsi.
Quando ho esposto “Handcuffs” nell’ultima mostra “Security First”, ho cercato di fare qualcosa di nuovo ampliando il concept del controllo per esplorare proprio la dinamica tra vigilante e vigilato, oppresso e oppressore, guardia e ladro.
Quanto al formato, non volevo che “Handcuffs” fosse un libro, ma neanche un insieme di cartoline sciolte. Siccome è un po’ un campionario di manette, ho preso spunto dai campionari dei colori Pantone.

I temi di “Security First” erano la vigilanza urbana, le misure di sicurezza e varie situazioni poliziesche. Nonostante questo immediato riferimento all’attualità, le immagini prendono spesso una piega surreale o per lo meno straniante. C’è un distacco dell’osservatore dalla cosa osservata che ti tiene alla larga da un atteggiamento “militante” in senso stretto. Suppongo che tu ne sia consapevole: hai studiato e ragionato questo approccio o ti viene spontaneo?securityfirst3
Cerco di non cadere nei clichè in quello che faccio. Non solo quando disegno. Non è sempre semplice. Ma per me rappresenta un punto di partenza a priori, di default diciamo. Nel momento in cui produco delle immagini, credo che a rendere efficace un mio disegno sia riuscire a ottenere un risultato “straniante”. Anche se spesso e volentieri quello che faccio prende spunto dal reale, a me non interessa riportare la cronaca della realtà, raccontare l’ultimo o il penultimo evento di cui parliamo un po’ tutti. Per me ha senso (provare a) rappresentare la sostanza degli eventi, dei personaggi e della storia che ci viviamo tutti i giorni. Prendere determinati elementi e assemblarli. In maniera inaspettata magari, ma che comunque abbia un senso, che però non è quello comunemente inteso nelle cose. Ragionare sulle cause e valutarne gli effetti. Il tutto, direi, avviene in modo piuttosto automatico. Diretto, più che spontaneo.

jacksonNel 2008 hai curato la parte visiva di un’edizione di Col sangue agli occhi di George Jackson pubblicata da Agenzia X. Anche qui hai avuto pane per i tuoi denti: poliziotti, manganelli, manette e sbarre d’acciaio…
Col sangue agli occhi (“Blood in my eyes”) raccoglie le lettere di George Jackson dal carcere ed è stato un libro chiave per la controcultura statunitense, e anche europea. Era un classico nelle letture degli attivisti negli anni Settanta. Agenzia X ha deciso di ripubblicarlo inserendo una biografia illustrata di George Jackson e siccome ci conoscevamo perché avevo già lavorato insieme, hanno pensato di chiederlo a me.
È stata una bella collaborazione, anche perché poi il lavoro che ne è venuto fuori ha soddisfatto tutti.
Tra quanto fatto per “Security First”, “Handcuffs” e Col sangue agli occhi credo di aver sviscerato abbastanza queste tematiche negli ultimi tempi. Vediamo se in futuro sarò in grado di fare anche dell’altro…

A proposito di dispositivi: come funziona il tuo meccanismo creativo?
Devo sempre fare i conti col tempo. In genere penso molto prima di disegnare. Poi, quando è il momento di prendere in mano la matita, so già che cosa deve venire fuori. Non eseguo mai dei bozzetti, faccio tutte le prove in testa. Siccome spesso ho i minuti contati devo essere il più focalizzato possibile per conciliare diverse attività. Certo, se avessi più tempo sarei più contento e farei anche qualche prova in più, o sperimenterei qualcos’altro, ma adesso è così che va, ne prendo atto e mi regolo di conseguenza.

Il tuo segno così misurato e definito si presta molto bene a disegnare una realtà sotto controllo. Inoltre una certa forma di rigore e di pulizia formale è per te anche una scelta estetica.
Immagina però di trovarti all’improvviso in un mondo utopico dove non ci sono più logiche di dominio e prevaricazione: che strada prenderesti?
Sicuramente in un mondo del genere Paper Resistance non esisterebbe! Magari esisterebbe Flower Power, spero che comunque possa continuare a disegnare in quel mondo lì…

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Paper Resistance in rete
Paper Resistance website
Security First – Mostra al Ram Hotel
Inguine Mah! – rivista

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Moni Ovadia su “La Trilogia”

Martedì, 17 Marzo 2009 - 12:06 by Andrea Plazzi

Su LA STAMPA online Moni Ovadia commenta l’edizione Fandango di Contratto con Dio – La Trilogia. Il grande performer e uomo di teatro aveva già “incontrato” Eisner nel 2001, chiosando estesamente in video l’originale A Contract With God. Just fitting: la “Trilogia”, vera e propria summa eisneriana, letteralmente pullula di riferimenti alla cultura e alle radici ebraiche dell’autore.
Una curiosità: sul sito dell’artista è disponibile la versione integrale dell’articolo, leggermente tagliato per LA STAMPA. Lo trovate cliccando sulla destra “Moni per Voi / Dal segno parola alla parola fumetto”.

[R]esistenza cartacea

Domenica, 15 Marzo 2009 - 22:00 by Andrea Plazzi

Settimana più settimana meno, questo blog compie un anno e un cambio di testata è l’ideale per festeggiare e verificare che siamo ancora qua.
La nuova testata è di Paper Resistance, a cui dedichiamo questo post e il prossimo, con un’intervista in due parti realizzata da Francesca
.

L’altro post
Paper Resistance: macchinazioni

Skull

Paper Resistance è un distillato di disegno.
Se non siete certi di conoscerlo ma neppure vi è nuovo, potreste esservi imbattuti nei suoi adesivi attaccati a muri e a pali della luce, in flyer per concerti o mostre. Ha anche pubblicato su carta (nomen, omen), soprattutto sulla rivista Inguine, e per il resto, e per ora, in circuiti abbastanza ristretti. Potete cercare le sue cose nelle librerie che propongono la piccola editoria indipendente (in grassetto ma non tra virgolette).

Un’immagine disegnata può significare qualcosa, al di là dei segni che la compongono, della dimensione estetica e di un’eventuale funzione decorativa, per quanto gradevole. Non è ncessariamente così, e immagino che esistano immagini che possono essere considerate “belle in sé” ma non saprei fare esempi ovvi, che sarebbero comunque di origine matematico-geometrica, o astratti (come l’arte frattale, che da diversi anni non sembra però fornire ispirazione significativa): il tipo di immagine che frequento maggiormente e che conosco meglio – quella legata al fumetto, alla grafica o all’illustrazione – per sua natura o scopo cerca di raccontare una storia, o di spiegare qualcosa.

La funzione narrativa del disegno è valorizzata al massimo dal fumetto “che non fallisce”, per dirla con Magnus. Cioè da una storia la cui regia si realizza per il tramite di disegni a essa funzionali e dall’esecuzione corretta, ma – ricorrendo ancora all’immaginifico lessico magnusiano – non “ingombranti”: per un disegnatore di fumetti disegnare “troppo bene” può essere un problema (”da che pulpito…” verrebbe da dire; ma non divaghiamo).
A sua volta, e a suo modo, l’illustratore “che non fallisce” ha la possibilità di realizzare un piccolo e diverso miracolo: raccontare con singole immagini, e senza parole.

In questi Anni Zero in via d’esaurimento non conosco autore che raggiunga questo tipo di sintesi più di Paper Resistance: una sintesi grafica in cui un segno essenziale, privo di elementi non strettamente necessari alla rappresentazione del soggetto, realizza una sintesi narrativa che racconta con forza. Un naturalismo grafico che non sembra avere ascendenti immediati e la cui feroce asetticità ha forse come unico paragone possibile il grande Massimo Bucchi (cioè un grafico, una persona il cui lavoro – tra le altre cose – è dire più cose possibile con meno segni possibile).

Un distillato di disegno.

Nel primo dizionario online di sinonimi trovato con Google, leggo: “DISTILLATO: concentrato, quintessenza, summa”.
Aggiungerei: Paper Resistance.

(Andrea Plazzi)

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INTERVISTA A PAPER RESISTANCE

Raccolta a Bologna nell’ottobre 2008

Ripercorrendo la tua attività di questi anni è inevitabile parlare di Inguine. Come si è sviluppato questo progetto e che significato ha avuto per te?
Ci sono dentro dall’inizio: dal 2001 quando è nato il collettivo, e dal 2003 con la rivista dove ho iniziato a pubblicare. Si può dire che prima di Inguine non disegnassi perché è solo dal 2001 che ho iniziato ad applicarmi molto di più nel disegno.
Inguine Mah!, la rivista, ha iniziato a uscire nel 2003: ormai sono cinque anni che esce regolarmente in libreria. Prima era un trimestrale di 48 pagine stampato da Coniglio Editore, poi per qualche numero è stato stampato da Fernandel e adesso lavoriamo con Comma 22: è cambiato nelle dimensioni, visto che è diventato un librone con cadenza annuale con oltre 200 pagine…

Fastfood

I tuoi primi lavori?
Le prime cose che ho fatto sono state le figurine. Riprendevo dei personaggi, li ridisegnavo e sotto scrivevo una sorta di piccola bio. Le usavo anche come stickers e, col senno di poi, credo che abbiano avuto una buona risonanza. I personaggi erano musicisti, produttori, ciclisti, calciatori… attrici sparite, terroriste, kamikaze, personaggi che per un motivo o per l’altro mi sembravano interessanti. Da lì sono partito con l’utilizzo di immagine e testo. Anche se in quel caso avevano più un valore iconico che narrativo.

Hai fatto studi accademici?
No, sono completamente autodidatta anche dal punto di vista della tecnica. Non riesco a disegnare nel senso comunemente inteso. Faccio una specie di campionamento disegnato di quello che mi interessa. Per cui recupero delle immagini, le assemblo, le disegno e poi riassemblo tutto al computer. Non ho mai voluto che il fatto di non essere un manico nel disegno diventasse un limite.
Comunque il computer entra solo alla fine del processo. Io uso sempre matita e pennelli per la parte manuale e il computer è solo un mezzo che cerco di usare in maniera non artificiosa, per questo per esempio non inserisco sfumature. Cerco di essere più semplice e lineare possibile.

La tua attività di disegnatore si intreccia con quella di curatore e ideatore di riviste, libri e collane. Per esempio sei curatore di 25 disegni, di cui sono già usciti quattro volumi. Uno di questi è dedicato a disegni tuoi e di Squaz: ce ne parli?
I volumi sono curati da me insieme a Modo Infoshop, una libreria di Bologna, e Donna Bavosa. Il primo volume era dedicato a Ericailcane e Blu, che allora erano alla prima pubblicazione. Nel secondo c’eravamo Squaz e io ed è stato un lavoro molto divertente perché da una parte disegnavo e dall’altro producevo un lavoro mio, o per lo meno mio al 50%.
Dei 25 disegni credo sia interessante la formula del libro diviso in due, a metà per ciascun autore.
E dove ci sono due stili completamente diversi nella realizzazione delle illustrazioni, si riesce sempre alla fine ad avere una certa omogeneità nel prodotto e nella forma. Autoproducendolo poi, riusciamo a mantenere sempre un prezzo piuttosto basso (5 euro) per un prodotto qualitativamente degno (se non altro nella fattura) e credo che di questo la gente si accorga, visto che nei nostri banchetti è sempre il best seller. Siamo addirittura arrivati a ristampare dei titoli, il che per una pubblicazione autoprodotta è un ottimo risultato.
Il quarto 25 disegni è uscito da poco e contiene i disegni di Dem e Rekal, due ragazzi che vengono dal mondo dei graffiti. Hanno dipinto molto sia in Italia che all’estero ma credo che il meglio debba ancora venire, nel senso che vedo il loro stile crescere in maniera esponenziale lavoro dopo lavoro. Entrambi hanno segni molto originali e anche per loro è la prima volta alle prese con una pubblicazione cartacea.
Per questo volume hanno seguito un filo conduttore diciamo botanico, che si collega al tema degli alberi e della vegetazione.

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Se dovessi chiedere a qualcuno di scrivere una storia da disegnare a fumetti, che storia sarebbe? Come potrebbe essere una storia a fumetti di Paper Resistance, che ancora non ne ha fatte?
Ho cominciato a disegnare perché leggevo i fumetti ma non ne faccio, non per ora almeno.
Però se mi capitasse l’occasione, cercherei di raccontare una storia che parla del quotidiano, magari sviluppata in modo un po’ onirico e visionario. Partirei dal reale, dall’attuale o dal passato recentissimo per vederlo sotto un altro punto di vista.
Sul piano narrativo mi piace molto Baronciani. Credo che sia uno dei pochi nomi realmente nuovi del fumetto italiano emersi negli ultimi dieci anni. Tanto per cominciare, ha uno stile grafico notevole, molto personale e riconoscibile. Poi mi piace come tratta il testo: ha un modo di scrivere molto minimale che non coincide con il romanzo a fumetti. La sua è più una forma di poesia a fumetti. Tutti questi elementi messi insieme, danno un valore aggiunto nel suo lavoro, un valore che che potremmo chiamare “originalità”.
Con Alessandro abbiamo già avuto modo di lavorare insieme. Un po’ di anni fa avevamo curato, noi due e Ratigher, IPUNK, una raccolta a fumetti sull’hardcore/punk italiano. Poi c’è stato anche il suo 25 disegni. Quello che succederà domani, questo non lo so, ma se non c’è due senza tre, magari ci ritroveremo con le mani in pasta su qualcos’altro…

(Francesca Faruolo)

La rabbia

Paper Resistance in rete
Paper Resistance website
Security First – Mostra al Ram Hotel
Inguine Mah! – rivista

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Non ho i capelli a scopa

Giovedì, 12 Marzo 2009 - 14:34 by Andrea Plazzi

dragonballAnzi non li ho proprio ma so cos’è Dragonball. E da quello che si capisce nel film non ci sono andati giù troppo pesanti. E sembra niente male.

Cliccando l’immagine e anche qua trovate la featurette che gira già da qualche giorno. È sottotitolata in italiano ed è ufficiale, courtesy 20th Century Fox.

Il finale di “Watchmen”

Domenica, 8 Marzo 2009 - 21:07 by Andrea Plazzi

Infuria la polemica planetaria sul finale di “Watchmen” (il film). Sottotitoli in inglese.

“CONTRATTO CON DIO – La Trilogia”

Giovedì, 5 Marzo 2009 - 07:00 by Andrea Plazzi

ccd-latrilogiaEsce oggi nelle librerie Contratto con Dio – La Trilogia (Fandango Libri, 512 pagine; 28,00 Euro). Si tratta della prima di una serie di voluminose raccolte che dal 2006 negli USA hanno accorpato buona parte dei romanzi a fumetti di Will Eisner. Il criterio è tematico e in questo caso il filo conduttore è Dropsie Avenue. Questa strada fittizia del South Bronx è ormai quasi mitologica, simbolo di una New York multietnica che è parte integrante della poetica di Eisner soprattutto nelle storie di questo volume: Contratto con Dio, La forza della vita e Dropsie Avenue.

In una difficile e improbabile classifica dei lavori di Eisner, sono forse le più importanti: autentici classici che rendono giustizia fino in fondo al termine “romanzo a fumetti”.
La raccolta è un progetto dello stesso Eisner, che l’aveva approvata personalmente lavorandoci fino a pochi giorni prima della scomparsa disegnando appositamente diverse nuove pagine.

Un piccolo ma importante dettaglio tecnico: è la prima edizione italiana di queste storie che utilizza gli stessi file delle edizioni originali, con una fedeltà grafica impossibile in epoca pre-digitale.

Se non conoscete Eisner, questo singolo libro rappresenta il cuore pulsante del suo affascinante universo narrativo.

La settimana di Will Eisner

Domenica, 1 Marzo 2009 - 14:00 by Andrea Plazzi

Carl Gropper, Presidente della fondazione Will & Ann Eisner, ci segnala l’apertura nella giornata di oggi della prima “Will Eisner Week“, una settimana di iniziative dedicate all’opera, alla vita e all’eredità artistica e letteraria di Will Eisner.

In particolare, lo scopo della “Settimana di Will Eisner” è promuovere la letteratura per immagini, difendere il diritto alla libertà di parola e di espressione e divulgare l’eredità di Will Eisner presso il più vasto pubblico possibile.

Will Eisner è nato il 6 marzo 1917 e venerdì prossimo avrebbe festeggiato 92 anni. Per celebrarlo si inaugura questo progetto promosso dal Comic Book Legal Defense Fund (di cui Eisner fu tra i fondatori e, fino agli ultimi giorni, uno dei maggiori sostenitori), dalla fondazione Will & Ann Eisner e da varie personalità e istituzioni dell’editoria a fumetti e del mondo della cultura. Presidente della settimana è Barbara Schulz, docente di “Art and Design” presso il Minneapolis College.

Il tema della prima edizione è “The Spirit of A Legend” e verrà svolto in diverse sedi, a Minneapolis, Savannah e New York.
Tra i conferenzieri, nomi noti del cartooning e dell’editoria a fumetti, come Diana Schutz e Paul Karasik (che, brillante e competentissimo come sempre, firma anche un bell’articolo parzialmente critico verso la produzione “letteraria” di Eisner).

Tutti i dettagli su Will Eisner Week.